Articoli con tags ‘ Ercolano ’


“Brotherwood”, affari tra Cosa nostra e massoneria catanese

Giu 16th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Saul Caia
Mafia e massoneria insieme, uniti da un’amicizia ‘fraterna’ per cooperare nell’aggiudicazione di appalti, estorsioni e recupero di beni finiti nelle aste giudiziarie. È il panorama emerso dall’operazione Brotherwood condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Catania che ha portato all’arresto 6 persone, mentre altre 5 risultano indagate. La figura apicale è Aldo Ercolano, considerato il reggente dell’omonimo clan Ercolano-Santapaola, figlio del pluripregiudicato Sebastiano ‘Iano’ Ercolano e nipote del boss della cupola Benedetto ‘Nitto’ Santapaola. Già coinvolto in diverse operazioni antimafia, era sorvegliato speciale da diversi mesi, eppure al momento dell’arresto nel suo appartamento le forze dell’ordine hanno trovato quattro pistole, più una ad aria compressa e un fucile. Il mediatore tra il mondo mafioso e quello massone sarebbe Sebastiano Cavallaro, ‘uomo di fiducia’ di Ercolano e contemporaneamente ‘primo diacono’ del gruppo massonico Kairos, una delle quattro logge aderenti all’effigie della “Gran Loggia Massonica Federico II Ordine di stretta osservanza, di rito scozzese antico e accettato”, fondata a Catania nel 2010 e diretta dal venerabile maestro Massimo Pellegrino, che però non è coinvolto nell’inchiesta. All’interno della ‘Federico II’ ricopre la carica di ‘sovrano’ Francesco Rapisarda, altro arrestato, imprenditore etneo accusato insieme al fratello Carmelo di turbativa d’asta. Il modus operandi. Negli atti del giudice...


Ercolano, ucciso dagli ‘amici’ e poi sotterrato. Cinque arresti

Giu 30th, 2015 | Categoria: news
I Carabinieri di Napoli hanno arrestato cinque persone ritenute coinvolte nell’omicidio di Raffaele Canfora, il giovane di 25 anni assassinato a Ercolano (Napoli) il 18 marzo del 2015 nell’ambito di attriti tra gruppi camorristici per il controllo dello spaccio di droga nell’area est di Napoli. Si tratta di mandanti ed esecutori materiali dell’omicidio, tra cui figura un giovane allora 17enne. La vittima prelevò in auto i suoi ‘amici-carnefici’ dal famigerato rione Conocal di Ponticelli, a Napoli. Con loro si spostò a Ercolano dove fu ucciso. Gli assassini occultarono il cadavere del 25enne nelle campagne casertane, dove fu poi ritrovato. Due le misure cautelari emesse dall’autorità giudiziaria: una dal gip del tribunale ordinario, nei confronti di 4 persone e l’altra, dal gip del Tribunale per i minorenni, nei confronti di un giovane all’epoca dei fatti diciassettenne. Un provvedimento è stato notificato al destinatario in carcere, in quanto già detenuto. I cinque sono accusati, a vario titolo, di omicidio, detenzione e porto abusivo di armi comuni e da guerra, distruzione e soppressione di cadavere, danneggiamento seguito da incendio e favoreggiamento personale, con l’aggravante dalle finalità mafiose. Le indagini sono state eseguite dai Carabinieri della Compagnia Napoli Vomero e della Tenenza di Cercola, coordinati...


Rifiuti tossici nel Parco del Vesuvio

Ott 3rd, 2014 | Categoria: prima pagina
Un’operazione condotta dal Noe dei Carabinieri in collaborazione con gli uomini della Forestale ha permesso di scoprire l’ennesimo scempio perpetrato in Campania dall’ecomafia. Sarebbero infatti più di una trentina i fusti contenti sostanze  pericolose sospette dissotterrati nel corso degli ultimi giorni a Ercolano, nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio. Secondo una prima, sommaria, analisi dei campioni raccolti dall’Arpac sarebbe stata individuata la presenza di una notevole quantità di rifiuti di industriali, amianto e macerie edilizie nella zona di Cava Montone, un sito estrattivo in disuso. Il materiale, sepolto da ignoti probabilmente molti anni fa, è stato riportato alla luce con l’utilizzo di alcune macchine per il movimento terra portate in loco su iniziativa della procura di Napoli dopo il sequestro dell’area. La cava in questione è stata individuata grazie ad alcune denunce precise, tra cui quella del parroco di Ercolano, don Marco Ricci. Il sacerdote, rappresentante del gruppo “Ambiente Vesuvio”, ha messo i magistrati sulla strada giusta dopo aver prestato attenzione alle voci che indicavano l’impianto abbandonato quale luogo di sversamenti sospetti. Ora a preoccupare i comitati ambientalisti e gli abitanti dei comuni vesuviani è il timore che quello di Cava Montone non sia solo un caso isolato e che alle pendici del...