Articoli con tags ‘ Eni ’


Ciancimino jr. al processo De Mauro

Ott 22nd, 2010 | Categoria: news
Un manoscritto di tre pagine a firma Vito Ciancimino. E’ stato acquisito oggi agli atti del processo per la sparizione e morte del giornalista Mauro De Mauro. Il pm Sergio De Montis, titolare dell’accusa, ha ricevuto il documento dal figlio dell’ex sindaco, Massimo, di cui ha richiesto l’audizione. Nei tre fogli sarebbe contenuto anche il movente per l’uccisione di Pietro Scaglione, procuratore di Palermo assassinato nel 1971 dagli uomini di Luciano Liggio, otto mesi dopo la scomparsa di De Mauro. Scaglione sarebbe stato ucciso proprio perché indagava sulla sparizione del giornalista de L’Ora di Palermo. De Mauro, poco prima di sparire, avrebbe incontrato il procuratore Scaglione per raccontargli ciò di cui era venuto a conoscenza. Un fatto molto grave, che avrebbe “sconvolto l’Italia”: questi i termini con i quali lo aveva descritto al collega Bruno Carbone, che gli aveva infatti consigliato di recarsi dal procuratore. Il pm De Montis ha chiesto l’audizione anche di Raffaele Girotti, che oggi ha 92 anni ma nel 1962, all’epoca della sciagura aerea di Bascapé, era amminsitratore delegato di Snam, società controllata dall’Eni e proprietaria della flotta aerea dell’ente petrolifero italiano. Nel processo sulla morte di De Mauro, che ha come unico imputato Totò Riina, torna dunque ad affacciarsi...


Il Pasolini scomparso, trovato e nuovamente perso da Dell’Utri

Apr 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Questa è la storia di un capitolo scomparso. L’appunto 21 del romanzo postumo di Pier Paolo Pasolini, Petrolio. Un testo che forse nessuno di noi riuscirà mai a leggere e che forse non è mai stato neppure scritto, ma che è tornato prepotentemente alla ribalta a partire dalle ultime, sconvolgenti, rivelazioni del senatore Marcello Dell’Utri che il 3 marzo scorso ha dichiarato alla stampa: «Sono in possesso di un dattiloscritto di una quindicina di pagine; è un capitolo inquietante per l’Eni, di grande interesse, perché si lega alla storia del Paese, a Eugenio Cefis, alla morte misteriosa di Enrico Mattei e di Pasolini». Il senatore ha promesso ai giornalisti di presentare il materiale inedito al pubblico della Fiera del Libro Antico di Milano, il successivo 12 marzo. Poi ha ritrattato, sostenendo che il proprietario del capitolo «è sparito, spaventato dal clamore» dei media. Poi più nulla, a parte l’interpellanza di Walter Veltroni al Parlamento e la superficiale risposta del ministro Sandro Biondi, che ha parlato di 60 pagine di carta velina e di una persona, che le possiede, non più irrangiungibile. Ma presto Dell’Utri sarà sentito dalla Procura di Roma, nell’ambito delle indagini sulla morte di Pasolini. E non sarebbe neanche la...


Nascere all’ombra delle ciminiere

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Una frequenza sospetta di malformazioni tra i neonati e numerose morti per tumore. Molti pensavano fosse colpa dell’inquinamento, ma nessuno l’aveva mai dimostrato. Finchè un magistrato non ha iniziato a indagare Neonati con malformazioni all’apparato digerente e urogenitale, agli arti e al sistema cardiovascolare. Bambini nati senza palato, con sei dita o senza un orecchio. Fino al 2002 questi problemi erano attribuiti al caso e vissuti nel chiuso delle famiglie, da genitori che affrontavano in silenzio il dolore, il disagio psicologico e le difficoltà di raggiungere gli ospedali dotati di attrezzature adeguate alle cure dei propri figli, a Palermo e Catania, ma anche a Genova, Milano e Bologna.  Poi il numero dei bambini gelesi che alla nascita presentavano gravi patologie è aumentato, e i pediatri hanno cominciato a notare una frequenza sospetta: «Nel 2002 mi si presentarono numerosi casi di malformazione – racconta il dottor Orazio Rinciani, il primo a dare l’allarme – né io né i colleghi avevamo mai prestato particolare attenzione alle ipospadie, malformazioni dell’apparato uro-genitale, frequenti tra i nostri piccoli assistiti, ma quell’anno riscontrai tre casi di gravi patologie dell’apparato digerente e tre casi di destrocardie, ossia lo spostamento degli organi da destra a sinistra. Ne parlai con i...


Il laboratorio dell’antimafia

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Gela, fino a pochi anni fa, era descritta come un inferno: illegalità diffusa, inquinamento alle stelle, mafia imperante, istituzioni allo sbando. Oggi, grazie anche a un sindaco che ha fatto dell’antimafia un sistema di governo, si intravede la luce in fondo al tunnel Venti anni fa avrebbe suonato come una bestemmia, 10 anni fa come una battuta di cattivo gusto, nel 2003, quando fu eletto l’attuale sindaco Rosario Crocetta (Comunisti italiani), come una speranza ideologicamente orientata. Oggi invece lo si può affermare senza timore di smentita: Gela è divenuta un modello dell’antimafia. Ciò non significa, ovviamente, che la criminalità organizzata sia stata debellata da quel territorio, ma che in quell’angolo di Sicilia si sperimentano, da alcuni anni, strategie di lotta alla mafia tra le più avanzate del Paese. Un’esperienza che dimostra come la politica, anche quella locale, possa giocare un ruolo decisivo nel contrasto alle mafie: per la sua capacità di fare sistema, convogliando e promuovendo le energie positive nella società, per il suo potere di adottare provvedimenti efficaci di contrasto, per l’oggettivo indebolimento che si determina nei clan quando vengono a mancare dall’interno del Palazzo quelle sponde indispensabili al perseguimento dei loro interessi. Senza sottovalutare poi il profilo simbolico-educativo di...