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Puglia, ecco gli schiavi del fotovoltaico

Apr 20th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Schiavi, incatenati al tavoliere delle Puglie, non per raccogliere fragole o pomodori come da atavica mancipatio ma moderni automi della green economy. Nelle distese di pannelli solari lavoravano a ritmo serrato, per dodici e più ore, a montare e smontare senza sosta moduli di silicio. Spettri di luce senza nome né volto, giunti fin qui dal lontano Pakistan, dal Ghana o dal Sudan, un esercito costretto al silenzio dalla clandestinità. Energie rinnovabili anche loro, chi parlava veniva cacciato e al suo posto nuove braccia erano pronte a sostituirlo. A costringerli in catene non è la mafia ma una peggiore forma di criminalità organizzata: l’industria del profitto senza regole. La Tecnova è un’azienda spagnola specializzata nelle energie a basso impatto ambientale, dopo aver vinto l’appalto della Regione Puglia per la costruzione di impianti fotovoltaici ha aperto cantieri da Galatina a San Pancrazio, passando da Salice, Nardò, Guagnano, Collepasso, Francavilla fino al Capo di Leuca. Il lavoro di montaggio era affidato a circa 500 lavoratori non comunitari, attratti dalle prospettive di lavoro e dai contratti che Tecnova proponeva. Arrivati in Salento grazie al passaparola, veniva loro promesso di essere assunti con contratti da metalmeccanici per sette ore al giorno e 1.300 euro...


Girano le pale

Ott 4th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri, news
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Girano le “pale” ai mafiosi. E non in senso metaforico. Ormai la mafia moderna si evolve e come gira il vento , girano anche i  loro affari. Ed ecco che conviene puntare sulle nuove tecnologie: sulle fonti rinnovabili. E se la conferma è arrivata dall’ultima inchiesta in Sicilia sulle mani dei boss sull’eolico , come in tempi non sospetti sui rifiuti, anche qui ci sono le prime preziose intercettazioni telefoniche in cui i boss delle famiglie siciliane discutono de “li pali di lu ventu” da piantare nei loro terreni. Del resto parliamo di un settore, quello dell’energia eolica, che ha vissuto un vero e proprio boom. Un boom che  non è stato governato con un  mercato che si è mosso senza regole. E le similitudine con la rifiuti Spa sono tante. E se nel settore dei rifiuti c’era la figura dello stakeholder procacciatore dei rifiuti, nell’eolico esiste quello dello sviluppatore, cioè quel soggetto che, spesso senza alcuna competenza specifica ma grazie alla conoscenza del territorio, “cura” i rapporti con gli enti locali, propone progetti definisce accordi con le amministrazioni e, solo alla fine, cede l’affare alle imprese vere e proprie contando proprio sulle proprie relazioni privilegiate. Lo si legge nell’Ultimo rapporto Ecomafia...


Energie rinnovabili, un affare di casa nostra

Set 14th, 2010 | Categoria: news
Il Tribunale di Trapani ha fatto eseguire questa mattina alla Direzione investigativa antimafia un sequestro di beni per circa 1,5 miliardi di euro. Il sequestro riguarda numerose società con sede nelle province di Trapani, Palermo, Milano, Roma, Catanzaro. La decisione di porre sotto sequestro l’enorme capitale dei beni appartenenti a Vito Nicastri, imprenditore cinquantaquattrenne di Alcamo (Trapani), è il frutto logico delle indagini che a novembre avevano portato all’arresto del “ signore del vento”, come lo aveva definito il Financial Times. L’inchiesta di novembre porta il nome azzeccato di “Via col Vento”, ed era condotta dalla Guardia di Finanza di Avellino. Ambito dell’inchiesta le energie rinnovabili. L’accusa per l’imprenditore era di indebita percezione di contributi pubblici (per oltre 150 milioni di euro complessivamente) utilizzati per la realizzazione di parchi eolici. I parchi venivano realizzati dalle 12 società (9 con sede in Avellino e 3 in Sicilia di cui una ad Alcamo), tutte coinvolte nell’indagine. In manette a novembre erano finite anche altre tre persone, Oreste Vigorito, di 63 anni di Ercolano (Napoli) e presidente del Benevento Calcio, Ferdinando Renzulli, 42 anni, di Avellino, e Vincenzo Dongarra’, 46 anni, di Enna. L’accusa era per tutti associazione a delinquere finalizzata alla truffa...