Articoli con tags ‘ emergenza rifiuti ’


Napoli soffoca

Feb 2nd, 2011 | Categoria: archivio articoli, articoli
di Nello Trocchia
Non c’è quando bisogna eleggere i sindaci amici, non c’è quando bisogna spianare la strada a presidenti chiacchierati, quando bisogna coprire gli abusi. C’è, invece, quando a manifestare sono centinaia di persone che rivendicano il diritto alla salute. La parolina magica è camorra. Evocarla fa quasi spavento quando bisogna ripulire le liste dagli indegni, come li chiama Giuseppe Pisanu, presidente della Commissione parlamentare antimafia, ma diventa utile per criminalizzare il dissenso, bollare la protesta. Alla corte di ‘o gravunaro. La camorra nel vesuviano ha un nome e un cognome: Mario Fabbrocino, ’o gravunaro, il carbonaio, boss indiscusso e capo dell’omonimo clan. Alla sua corte imprenditori, faccendieri, politici, sindaci. In una sentenza del dicembre 2008 che ha condannato prestanome e amministratori riconosciuti al suo servizio, si legge: «Intorno al 1982 Fabbrocino si distacca da Michele Zaza (referente di Cosa nostra a Napoli, ndr.) e, con i fratelli Russo di San Paolo Belsito e D’Avino di Somma Vesuviana costituisce un clan autonomo che controlla un vasto territorio tra il nolano e il Vesuvio: San Gennaro Vesuviano e San Giuseppe Vesuviano, Ottaviano e San Gennarello, Palma Campania e parte di Terzigno (…). In un primo periodo (Fabbrocino, ndr) ha stretti legami con Michele D’Alessandro...


Rifiuti scomodi

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Guido Piccoli
Quando ai primi d’ottobre il governatore della Campania Stefano Caldoro, in missione a Bruxelles per sbloccare centinaia di milioni di fondi dell’Unione Europea, disse che sarebbero serviti vent’anni per uscire dalla crisi dei rifiuti, i commissari dovettero rimanere a bocca aperta e chiedersi cosa diavolo stesse dicendo il loro interlocutore. Avevano capito appena poco di più gli eurodeputati arrivati da Strasburgo a Napoli nell’aprile scorso, un po’ come ai tempi di Carlo V di Spagna i rappresentanti delle Cortes sbarcarono nelle Americhe a verificare la credibilità delle denunce di Fra Bartolomeo de Las Casas sull’oppressione degli indigeni. Tranne i due campani (Andrea Cozzolino del Pd ed Enzo Rivellini del Pdl, ora Fl), gli altri avevano sgranato gli occhi di fronte a una realtà assurda, che il capo-delegazione, la bionda olandese Judith Merkies definì di «assenza di democrazia e d’interlocuzione tra istituzioni e cittadinanza» e sostenendo, ad esempio, che fosse «una follia realizzare una discarica dentro un parco naturale, come quello del Vesuvio». Ma l’infinito disastro dell’immondizia non si capisce neppure da meno lontano. Ad esempio, a Venezia, dove alla richiesta fatta a fine settembre di accogliere 61mila tonnellate di cosiddetta immondizia “tale e quale”, l’assessore regionale all’ambiente, il leghista Maurizio Conte,...


Acerra: tra disastro e camorra

Ott 11th, 2010 | Categoria: prima pagina
di Nello Trocchia
Ci sono territori costretti a galleggiare, destinati a convivere con l’inferno, stagioni da rifare. Da una parte il grande mostro, dall’altra la camorra, scarichi tossici, estorsioni, minacce. Il miracolo. “La città di Napoli ha avuto risolto definitivamente il problema dei rifiuti. Ci sono le discariche che possono contenerli; c’è il termovalorizzatore di Acerra che funziona completamente. Quando uno dei canali si ferma c’è bisogno della manutenzione, che è periodica, ma funziona benissimo”. Silvio Berlusconi al Senato, nella replica prima di incassare la fiducia, aveva rassicurato tutti e glorificato nuovamente l’impianto gestito dall’A2a e costruito da Impregilo e le sue controllate (i cui ex vertici sono sotto processo per il disastro nella gestione dei rifiuti). Rassicurazione che sono arrivate a più riprese anche dalla Protezione civile e dalla Partenope Ambiente che ne gestisce il funzionamento. L’impianto, invece, funziona a rilento e a metà settembre si è completamente spento, con tutte le 3 linee di combustione bloccate. Non solo. Dopo le denunce del Comitato civico per Acerra, e dell’ex senatore di Rifondazione comunista Tommaso Sodano – protocollate nel 2009 – è partito il nuovo filone di indagine. Il procuratore, Giovandomenico Lepore, e i pm Federico Bisceglia e Maurizio De Marco hanno delegato i...


La camorra uccide anche senza sparare

Giu 1st, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Un dossier choc redatto dal geologo Giovanni Balestri e consegnato lo scorso mese di marzo alla Procura di Napoli certifica che nell’area nord di Napoli, denominata “la Terra dei Fuochi” da Legambiente nel lontano 2002,  un’infiltrazione nelle falde acquifere di ben 14 mila tonnellate di percolato, il liquido velenoso prodotto dalla discarica Resit, che non è mai stato smaltito regolarmente. Un avvelenamento silenzioso aggravato dal fatto, sempre certificato dalla relazione, che le pareti di quella  discarica non erano mai state impermeabilizzate. Una bomba ecologica.  In quella discarica, come riferito dal pentito dei Rifiuti Gaetano Vassallo, sono state interrate circa 300 mila tonnellate di rifiuti speciali provenienti dalle industrie del Nord, prevalentemente dall’Acna di Gengio. Un affare che univa l’Italia.  Si produceva  al nord, si attraversava l’Italia e si smaltiva e inquinava al sud. La camorra fatturava e incassava. (altro…)


Via la monnezza, la puzza resta

Apr 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’emergenza rifiuti a Napoli è ormai catalogata come risolta. Ma i sacchi per le strade erano solo la punta dell’iceberg. Tutto il resto c’è ancora: infiltrazioni della camorra negli appalti, impianti non a norma, discariche abusive. E i dati sui tumori in crescita esponenziale non si possono insabbiare “E grazie. Napoli: bella ieri, bella oggi, bella domani”. Così l’attrice napoletana Elena Russo, nello spot della Presidenza del Consiglio, parla di una Napoli ripulita e di una regione che riparte dopo gli anni del disastro ambientale più grave dal dopoguerra. Un’immensa voragine dove è stato sversato un mare di contributi pubblici, 2 miliardi di euro; correi camorra, classi dirigenti e imprenditoria. Per la bella Elena − secondo alcuni raccomandata da Berlusconi − è tutto finito. Ma sul disastro è stato steso un lungo tappeto, e sotto c’è una ecatombe civile e ambientale. Con i finanziamenti cambia tutto. L’inceneritore di Acerra è partito dopo anni di attesa. Al mega evento televisivo hanno partecipato in tanti, con Silvio Berlusconi che ha elogiato i manager di Impregilo, quelli sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato, frode in forniture pubbliche e abuso d’ufficio. Il premier li ha definiti “eroi”, e lui di eroi se ne intende....


Intercettazioni? tutt’altro che da buttare

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
In nome dell’“emergenza” in Campania, con il nuovo decreto legge sui rifiuti sono stati introdotti nuovi reati e aggravanti. Ma il ddl sulle intercettazioni, al vaglio del Parlamento, potrebbe vanificare lo strumento investigativo più efficace in questo campo   Tutto ruota attorno alla valutazione degli strumenti più adatti. Se da un lato si predispongono nuovi mezzi per far fronte alla c.d. “emergenza rifiuti”, dall’altro il Governo propone di accantonare la possibilità di utilizzare le intercettazioni, che grande peso hanno avuto anche nella ricostruzione di traffici e contatti tra i trafficanti di turno. Preoccupano le dimensioni quantitative e qualitative del traffico illecito di rifiuti. La sentenza della Cassazione, Sez. V, del 7.12.2006, n. 40330, relativa all’inquinamento del sito di Regi Lagni in Campania, già molti mesi fa dava alcuni buoni spunti per la lettura del problema. Traffico organizzato di rifiuti pericolosi e non pericolosi (anche cancerogeni), falsificazione dei documenti di trasporto, abbancamento dei rifiuti in luoghi non idonei e in modo tale da mettere in pericolo la pubblica incolumità: il tutto per un traffico ammontante quantomeno a 300.000 tonnellate di rifiuti per il 2002 ed almeno a 58.000 tonnellate per i tre mesi da luglio a settembre 2004, corrispondente ad un giro d’affari illecito di circa nove...


La compagnia delle ecoballe

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Alla faccia dell’”emergenza”. Dietro la “questione rifiuti” in Campania c’è una storia cominciata più di dieci anni fa. E ci sono nomi e cognomi: imprenditori e politici corrotti che con il mancato smaltimento hanno arricchito se stessi e i clan Cinque milioni di ecoballe fuori legge, un miliardo e mezzo di euro spesi in 11 anni dal commissariato di governo e altri 80 milioni stanziati a giugno dal governo: sono le cifre che segnano l’ennesima débâcle dello Stato in terra di Camorra. Quella che è stata chiamata “emergenza rifiuti” si sta rivelando sempre più una grande truffa di cui hanno beneficiato amministratori corrotti, malavitosi, imprenditori più o meno vicini agli uni e agli altri: lo sostengono i magistrati in una serie di inchieste intrecciate che, tassello dopo tassello, ne stanno ricostruendo la storia. L’inizio della crisi. Tutto comincia nel 1994 quando, dichiarato lo “stato di emergenza”, il governo nomina il primo commissario che ha il compito di tamponare la crisi. È solo nel 1996 che i poteri si ampliano e passano al presidente della Regione che in quel momento in Campania è Antonio Rastrelli. Ed è la sua amministrazione che organizza il bando di gara per appaltare la gestione di un...