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Il narcotraffico internazionale, “bancomat” privilegiato dai terroristi

Lug 22nd, 2015 | Categoria: articoli
di Mirna Caradonna e Piero Innocenti
 È ben noto che, in molti paesi del mondo, le guerriglie e le formazioni terroristiche si finanziano (anche) con il traffico degli stupefacenti, dopo aver stretto alleanze, reciprocamente vantaggiose, con le organizzazioni dei narcotrafficanti, assicurando loro “servizi” logistici essenziali tra cui, in particolare, il transito della “merce” sui territori controllati, la vigilanza sulle coltivazioni illegali, l’agibilità delle piste clandestine su cui atterrano piccoli aerei con i carichi di droga. In alcuni casi, abbandonata l’iniziale ideologia rivoluzionaria, gruppi della guerriglia sono diventati veri e propri cartelli del narcotraffico. Già alcuni anni fa (2009), Antonio Maria Costa, direttore esecutivo dell’Unodc, metteva in guardia sul punto, ricordando come «..oggi il traffico di droga è diventato la causa principale di un altro problema:il finanziamento del terrorismo. È diventato sempre più difficile distinguere chiaramente i gruppi terroristici dalle comuni organizzazioni criminali perché le loro strategie tendono sempre più a sovrapporsi. Se non recidiamo il legame tra crimine, droga e terrorismo, il mondo assisterà alla nascita di un ibrido e cioè di organizzazioni terroristiche della criminalità organizzata». È il caso, per esempio, delle Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) e, almeno in parte, dell’Eln (Esercito di Liberazione Nazionale) che, per sostenere un conflitto, che in Colombia va avanti da...


Affare fatto, col sangue

Apr 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Le incursioni paramilitari nei municipi colombiani vengono ufficialmente giustificate con la guerriglia, ma nella maggioranza dei casi le vere ragioni sono progetti economici che richiedono lo svuotamento del territorio o la sottomissione dei suoi abitanti. Ecco alcune vicende che legano gli interessi delle Auc a quelli di importanti società multinazionali «Omicidi alla cieca? Noi? Mai. C’è sempre una ragione. Prendiamo ad esempio i sindacalisti: impediscono alla gente di lavorare. Perciò li ammazziamo». Parole eloquenti quelle che Carlos Castaño, l’ex leader delle Autodefensas Unidas de Colombia (misteriosamente scomparso tre anni fa), disse al suo intervistatore di prestigio, il giornalista e filosofo francese Bernard-Henry Levy. Era il giugno 2001, un anno importante per il mondo, a causa dell’epocale attentato alle Torri Gemelle, ma anche per la Colombia e per la regione “bananera” di Urabà, che si affaccia sul Caribe, al confine con Panama, dove inizia questa storia. Le Auc fanno gol. Mentre a Washington le Auc venivano inserite nella lista dei gruppi terroristi internazionali (al fianco di Al Qaeda e delle guerriglie delle Farc e dell’Eln), in Urabà i rappresentanti locali della Chiquita Brands non solo continuarono a finanziarle, come stavano facendo dal 1997, ma  permisero loro l’approdo nel porto privato di Turbo...