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Convegno “Fare le mafie fuori”. Come (Ri)conoscerle

Nov 2nd, 2015 | Categoria: prima pagina
Durante il convegno Fare le mafie Fuori- Nuovi territori e strategie di contrasto tenutosi a Torino il 29 e il 30 ottobre, un tema a lungo dibattuto è stato quello del riconoscimento delle mafie fuori e dentro le loro aree di genesi storica. La rappresentazione che la società ha delle mafie è determinata dai termini con cui esse vengono riconosciute. Cruciale è l’immagine delle mafie percepita dai diversi attori preposti alla formulazione di policy: l’efficacia stessa di strategie di contrasto può essere compromessa se basata su una conoscenza stereotipata. Anche la rappresentazione dell’antimafia è importante: la prospettiva cambia prima ancora se la si intende al singolare o al plurale. Mafie e antimafie. Come ribadito dal professor Rocco Sciarrone, studiare il fenomeno mafioso non può prescindere dallo studio e dall’analisi dell’antimafia. Sia mafia che antimafia prendono forma insieme: la seconda è la risposta alla prima e contribuisce alla sua costruzione sociale. La rappresentazione dell’antimafia è una questione controversa. Nell’immaginario siamo orientati ad intenderla come un unico blocco monolitico in antitesi a diverse mafie che la accerchiano. Nel vedere le dinamiche interne all’Antimafia ritroviamo però tante antimafie che dialogano fra loro. C’è una antimafia rappresentata in termini dicotomici – per rimanere nell’ambito del linguaggio sociologico...


Resistere è già un’alternativa

Mar 4th, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Elena Ciccarello
L’Italia è un paese strabico, diviso tra il presunto benessere che ne fa una potenza occidentale e le crescenti difficoltà economiche di molti suoi cittadini. Un paese dove il mercato del lusso sembra non conoscere crisi mentre le mense per i poveri non hanno più posti per tutti. Dove la povertà diffusa e la perdita del lavoro fanno fatica a diventare tema di dibattito politico e mediatico, ma in realtà condizionano l’esistenza di un numero sempre maggiore di persone. Secondo lo storico e sociologo Marco Revelli, già presidente del Cies (Commissione di indagine sull’esclusione sociale) e autore del libro Poveri, noi, da poco uscito per Einaudi, in questa “terra di mezzo”, tra fragilità sperimentata e ricchezza narrata, maturano le frustrazioni e i rancori che rappresentano la cifra del nostro tempo. È tra la freddezza dei dati e l’affabulazione televisiva che si consuma un lento sgretolamento dei diritti e del senso di comunità. Professor Revelli, qual è la reale condizione socio-economica dell’Italia? Tutti gli indicatori che rendono possibile una comparazione con gli altri paesi sviluppati, dell’Ocse o dell’Unione europea, ci collocano agli ultimi posti. La nostra dinamica dei salari è impressionante perché piatta: siamo il paese dell’Unione europea in cui il salario è...