Articoli con tags ‘ Ecuador ’


Frontiere a rischio

Giu 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il controllo dei confini amazzonici della Colombia è impraticabile. Da sempre ne traggono vantaggio Farc, paramilitari e narcotrafficanti, il cui attivismo mina i rapporti diplomatici con gli Stati limitrofi   «L’Ecuador confina con le Farc, non con la Colombia». Questa frase poco diplomatica del ministro della Difesa ecuadoriano Sandoval, oggi dimissionario, riassume con precisione la situazione della frontiera nord. Una frontiera porosa, di difficile controllo da sempre, dove la violenza è esercitata da tutti coloro che sono parte attiva di un conflitto, quello colombiano, apparentemente senza vie d’uscita. Un conflitto in espansione, che sta raggiungendo province che ne erano rimaste al margine e che pericolosamente oltrepassa i confini.   Sulle rive del Putumayo. La provincia del Putumayo, in piena foresta amazzonica alla frontiera con l’Ecuador, è centro di attività illegali, di scontri, di alleanze spurie. Una zona abbandonata dallo Stato che qui non esercita sovranità, che non applica politiche sociali né educative, che non destina fondi allo sviluppo né al miglioramento delle condizioni di vita né alle infrastrutture (salvo la petrolifera) per disinteresse, per inefficienza, per inerzia, perché la popolazione non è una riserva di voti importante da sedurre. Qui si agitano i protagonisti di uno degli scenari più convulsi della Colombia: narcotrafficanti, guerriglieri,...


Schiavi, anche oltreoceano

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Il continente americano si sta silenziosamente popolando di cinesi provenienti dalla provincia del Fujian. Sfruttati e ricattati dalla mafia che ne gestisce il traffico, fanno notizia solo quando naufragano in pieno oceano. Le autorità, però, non intervengono: sanno bene che servono al rilancio economico  «Non importa in che posto ti trovi, sempre incontrerai qualcuno che viene da Fujian» tramanda un proverbio cinese.  Situata di fronte all’isola di Taiwan, la provincia del Fujian vanta un particolare e poco invidiabile primato. Da questa sovrappopolata terra di montagne e di scarse risorse proviene l’80% dei cinesi che emigra verso il continente americano, soprattutto in forma clandestina. Quantificare il flusso è difficile, ma è certo che da anni le bande criminali cinesi hanno organizzato un redditizio traffico di persone. Le rotte sino-americane. Dalle sterili province del Fujian ogni settimana partono in migliaia alla volta del Perù e dell’Ecuador, porti d’entrata al continente americano, da dove si comincia la risalita del continente verso gli Stati Uniti. Nell’ultimo decennio, secondo stime ufficiose, 30 milioni di persone hanno abbandonato il Fujian sotto la protezione e, soprattutto, il ricatto delle organizzazioni criminali. Partono verso un destino incerto, che solo una minima parte di loro vedrà, poiché, nelle peripezie di un viaggio...


“Neve” d’Oltralpe

Mag 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
I sequestri record degli ultimi anni hanno fugato ogni dubbio sul ruolo della patria di Chirac come snodo europeo ed internazionale del traffico di stupefacenti, in particolare di cocaina. Spostamenti, spesso rocamboleschi, attraversano il Paese dai Pirenei alla Costa Azzurra Con porti ad elevato traffico come Marsiglia, tra Spagna e Italia, la costa mediterranea fran-cese rappresenta un’area critica di transito per il narcotraffico internazionale a destinazione europea. Una conferma è venuta da un’operazione congiunta di poli-ziotti e doganieri francesi che ha portato, nel gennaio dell’anno scorso, al sequestro di 323 chili di cocaina pura (valore minimo 32 milioni di euro) in un deposito di Nizza vicino alla celebre Promenade des Anglais: il sequestro di cocaina più importante, all’interno dell’Esagono, dopo quello, risalen-te al dicembre 2002, di 900 chili nel porto di Lorient, in Bretagna. Questa volta la cocaina, di produzione colombiana, era giunta a Marsiglia via nave dall’Ecuador, ed era poi stata trasportata su un tir fino al deposito nizzardo, all’interno di un gigantesco container. In mezzo a 1600 pacchi di ceramica si trovavano le 22 cassette – opache ai raggi X e sigillate con silicone per depistare i cani – che racchiudevano i pacchi di droga. Cocaina democratica. Le indagini sul caso...


Ecuador, la verità “fuori onda”

Dic 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Il mondo non ha occhi. Nonostante le protesi informative, gli impianti high-tech, malgrado l’illusione di accesso all’informazione e le sbandierate “infinite possibilità del web”.  Non riusciamo più a guardare, nonostante i mille schermi al plasma sui palmari, nei multiplex.  Tutto è così “multi”da generare l’illusione di essere spettatori “dentro” perché circondati da schermi, mentre in realtà siamo fuori da un mondo non trasmesso via cavo e dimenticato fino al prossimo reportage.  Anche i festival sono ormai “multi”: a Torino un enorme e accogliente multiplex – il Pathé del Lingotto, collocato in un altrettanto enorme e luccicante centro commerciale – è sede ormai stabile del Torino Film Festival.  Guardare vetrine, persone o film; ma qualcosa sfugge sempre. Sfuggono le notizie, e le immagini. Sfuggono gli spettatori, impauriti da alcuni racconti che fanno inorridire. Come quello di Come Bush vinse le elezioni (in Ecuador), documentario che spiega, ma soprattutto permette di guardare, molto: ciò che si vede nel film di Gabriele Muzio, Elisabetta Andreoli e Max Pugh, presentato al Concorso Doc2003 della XXI edizione del Torino Film Festival, è infatti un grande affresco geopolitico contemporaneo, illuminante per capire alcune dinamiche locali e globali che sfuggono allo sguardo dello spettatore alienato.  I fatti: Ecuador, elezioni presidenziali del novembre...