Articoli con tags ‘ ecomostri ’


Via libera agli ecomostri

Set 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Speculazioni edilizie sempre più frequenti nonostante stringenti vincoli archeologici e paesaggistici, relazioni pericolose tra boss, politici e imprenditori per accaparrarsi finanziamenti pubblici: così soffoca nell’illegalità una delle perle dell’Adriatico Come dimenticare l’accanimento col quale i bonificatori della natura hanno dato un nuovo assalto alle aree costiere del Gargano? Il 24 luglio approfittando del vento di libeccio – e della secolare latitanza dello Stato – la manodopera a buon mercato controllata dalla mafia locale ha dato fuoco ai rari pini d’Aleppo. Risultato: 3 morti, 371 feriti (di cui 98 ustionati gravemente), 4 mila sfollati, 2 mila ettari di pinete andate in fumo e circa 120 milioni di euro di danni economici. I tecnici del Corpo Forestale dello Stato hanno individuato ben 12 focolai d’origine dolosa, sparsi tra Peschici e Vieste, senza contare Lesina e Mattinata. Sarà una nuova strategia della tensione criminale? Un dato è certo: l’infiltrazione mafiosa nell’economia locale. Un fenomeno segnalato periodicamente dalle relazioni della Commissione parlamentare antimafia, ma sistematicamente sottovalutato. Anche se nelle zone carbonizzate non è possibile un’immediata edificazione – se non dopo 15 anni – in base alla legge 353 del 2000, passato il clamore piove il cemento, poiché nessun comune della provincia di Foggia ha ancora...


Il bottino degli ecopirati

Mag 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
132 miliardi di euro. È il volume di affari mosso dagli ecocriminali, che continuano ad arricchirsi grazie a carenze normative e alla politica dei condoni. Lo denuncia Legambiente nel suo decimo rapporto La data di nascita è “registrata” sul vocabolario della lingua italiana: 1994. Ma dietro la definizione di “ecomafia” c’è molto più di quanto riporta lo Zingarelli. Quelli trascorsi dalla prima edizione del dossier di Legambiente sul ruolo della criminalità organizzata nell’illegalità ambientale sono dieci anni vissuti fra passi avanti e battute d’arresto. Dieci anni nei quali, come riporta il volume Rapporto Ecomafia 2004, edito da Sistemi Editoriali, le forze dell’ordine hanno accertato in Italia ben 246.107 infrazioni in materia ambientale. Il 40% di queste, esattamente 98.536, si concentra in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia: una percentuale che sale fino al 43% per gli illeciti relativi al ciclo del cemento. Nello stesso periodo, le persone denunciate o arrestate sono state 154.804 e i sequestri effettuati 40.258. Che il fenomeno sia esteso lo conferma anche il business complessivo dei 169 clan operanti nei circuiti dell’ecomafia. Tra mercato illegale (gestione illecita dei rifiuti, abusivismo edilizio, racket degli animali, archeomafia) e investimenti a rischio (appalti per la raccolta di rifiuti e per la realizzazione di opere pubbliche...


Visto, si approvi! (Nonostante tutto)

Nov 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Stralci dal parere del consiglio Superiore dei Lavori Pubblici del 18 ottobre 1997 Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici sostiene che la valutazione dell’impatto ambientale e paesaggistico del Ponte sullo Stretto è incompleta e che le metodologie usate sono sbagliate. Però alla fine approva il progetto all’unanimità In ordine all’inserimento dell’opera sul territorio, lo studio del progetto si è preso cura di analizzare la situazione prima, durante e dopo l’intervento. Pur se le analisi predisposte appaiono molto dettagliate e tali da investire le problematiche esistenti, non sembra, tuttavia, attentamente considerato e valutato il rapporto fra il Ponte, come grande opera di ingegneria, ed i fenomeni secondari ad esso correlati. Infatti la grande dimensione dell’opera di ingegneria con la sua incidenza fisica visiva e spettacolare, risulta squilibrata rispetto ai collegamenti previsti che non appaiono calati da ambo i lati del territorio interessato con la necessaria ampiezza e secondo un corrispondente rapporto di scala. Inoltre, detto territorio appare interessato da rilevanti fenomeni di antropizzazione sino al 1992, data di studio del progetto, che risultano ancora maggiori e particolarmente virulenti all’oggi. In relazione alla grande opera allo studio, a livello locale non risultano messi in opera programmi e piani urbanistico-ambientali di contenimento e di tutela...