Articoli con tags ‘ ecomafia ’


L’ecomafia, il mostro a più teste che divora il presente. E il futuro

Lug 24th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Peppe Ruggiero
Immaginiamo un mostro vero e proprio a più teste. Non pensiamo ad un psicopatico serial killer, ma un mostro capace di divorare tutto quello che incontra, capace di nascondersi nell’ombra fino a rendersi invisibile, capace di cambiare aspetto, di assumere le forme più tranquillizzanti, e soprattutto capace di muoversi nel tempo, perché è soprattutto nel futuro che quel mostro va a colpire. Un mostro che da oltre vent’anni morde il paese e ne inquina la bellezza. Si chiama Ecomafia. Un’aggressione quotidiana all’ambiente. E che non uccide con armi da fuoco. L’ecomafia uccide con i rifiuti che mette sotto terra, uccide con il percolato, la sostanza liquida che i rifiuti lasciano con la decomposizione e che si infila dappertutto, fino ad arrivare alla falda acquifera e avvelenare tutto. Il mostro dell’ecomafia si è radicato nel settore dell’edilizia, avvelenandola. Perché non si tratta di costruire, come fanno gli imprenditori edili che rispettano le regole e fanno bene il loro lavoro, si tratta di costruire troppo e costruire male, come fanno gli imprenditori criminali con l’apertura di cave, movimentazione terra, fornitura di materiale da costruzione, lavorazione e trasporto di inerti, produzione di calcestruzzo, e poi speculazioni, lottizzazioni immobiliari abusive, appalti truccati e subappalti compiacenti....


Rifiuti tossici nel Parco del Vesuvio

Ott 3rd, 2014 | Categoria: prima pagina
Un’operazione condotta dal Noe dei Carabinieri in collaborazione con gli uomini della Forestale ha permesso di scoprire l’ennesimo scempio perpetrato in Campania dall’ecomafia. Sarebbero infatti più di una trentina i fusti contenti sostanze  pericolose sospette dissotterrati nel corso degli ultimi giorni a Ercolano, nell’area del Parco Nazionale del Vesuvio. Secondo una prima, sommaria, analisi dei campioni raccolti dall’Arpac sarebbe stata individuata la presenza di una notevole quantità di rifiuti di industriali, amianto e macerie edilizie nella zona di Cava Montone, un sito estrattivo in disuso. Il materiale, sepolto da ignoti probabilmente molti anni fa, è stato riportato alla luce con l’utilizzo di alcune macchine per il movimento terra portate in loco su iniziativa della procura di Napoli dopo il sequestro dell’area. La cava in questione è stata individuata grazie ad alcune denunce precise, tra cui quella del parroco di Ercolano, don Marco Ricci. Il sacerdote, rappresentante del gruppo “Ambiente Vesuvio”, ha messo i magistrati sulla strada giusta dopo aver prestato attenzione alle voci che indicavano l’impianto abbandonato quale luogo di sversamenti sospetti. Ora a preoccupare i comitati ambientalisti e gli abitanti dei comuni vesuviani è il timore che quello di Cava Montone non sia solo un caso isolato e che alle pendici del...


Il regno dei mercanti dell’apocalisse

Feb 15th, 2012 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Dodicimila testate nucleari, millecinquecento tonnellate di uranio arricchito e centocinquanta tonnellate di plutonio: è la pesante eredità lasciata dall’Unione Sovietica dopo la fine della Guerra Fredda. Un immenso arsenale capace di trasformare l’intero pianeta in un deserto che rischia ancora di finire nelle mani di terroristi e organizzazioni criminali. Il traffico di materiale radioattivo proveniente dalla Russia e dalle ex repubbliche socialiste è una minaccia reale. Non si tratta della trama di un film in cui il destino del mondo viene messo in pericolo da missili balistici e sommergibili atomici, ma piuttosto della possibilità concreta di una contaminazione diffusa tramite la detonazione di una “bomba sporca”: un micidiale mix tra sostanze nucleari ed esplosivo tradizionale. Un attacco «praticamente certo» secondo Warren Buffet, il miliardario americano che da anni si dedica alla lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa, al punto che il vero interrogativo «non è più se, ma quando verrà messo in atto». L’affermazione, basata sull’analisi delle centinaia di casi di furto o circolazione illegale di sostanze radioattive, è stata confermata recentemente anche da alcuni cablogrammi diffusi da Wikileaks da cui emergono stralci di intercettazioni telefoniche e trattative sottobanco tra agenti segreti, trafficanti ed intermediari. Un commercio fuori...


Gioia e veleni

Giu 3rd, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il megaporto di Gioia Tauro appare in lontananza percorrendo il lungomare di San Ferdinando. All’ora del tramonto, nel silenzio desolante della Piana, le sue vertiginose gru sembrano mostri mitologici messi a guardia di chissà quale regno proibito. A settanta chilometri da Reggio Calabria, il primo terminal per il transhipment del Mediterraneo inizia oltre la recinzione metallica da dove si scorgono le prime pile di container grigi con la stella della Maersk Line. Tutto attorno c’è un paesaggio da profondo sud, fatto di terreni aridi e lontani viadotti autostradali che contemplano quel colosso di cemento e acciaio mentre accoglie di continuo navi mercantili grandi come montagne. Circa tre milioni di container vengono movimentati nel porto ogni anno; scovare quelli usati per lo smaltimento illegale di sostanze tossico-nocive è come trovare un ago in un pagliaio. Le origini delle vicende legate al traffico di rifiuti a Gioia Tauro risalgono agli anni immediatamente successivi alla costruzione di quest’opera faraonica, concessa in contropartita ai reggini dopo gli scontri che misero a ferro e fuoco la città per l’assegnazione del capoluogo a Catanzaro. Il porto venne realizzato in una vasta area costiera, dove alla fine degli...


Chi fa davvero il pieno

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Lucia Vastano
È risaputo: il modo migliore per nascondere qualcosa è lasciarla in bella mostra, così da renderne scontata e invisibile la presenza. Nell’ambito del mercato petrolifero italiano è in atto una rivoluzione impercettibile ai più, perché troppi aspetti sono dati per scontati e quindi recepiti come normali e inevitabili: l’aumento del prezzo del barile di greggio, l’esaurimento delle riserve mondiali, guerre o uragani che impediscono i normali approvvigionamenti. Si guarda lontano per spiegare e giustificare tutto. Ma anche il mercato interno è in pieno caos, e di questo si parla ben poco. Perché, ad esempio, le grandi multinazionali petrolifere fuggono dall’Italia (vedi British Petroleum e Tamoil) quando i prezzi della benzina salgono alle stelle? Come mai piccole aziende, nate dal nulla, crescono in modo vertiginoso e inspiegabile, riuscendo a far concorrenza ai veterani? Chi sono, da dove vengono e chi hanno alle spalle imprenditori emersi dal nulla, ma in grado di trattare in prima persona con leader politici mondiali? Infine, più banalmente, perché se una volta per riscaldare una casa serviva un determinato quantitativo di gasolio ora capita che ne occorra molto di più? Nuovi contrabbandieri crescono. È dalle guerre in Afghanistan e in Iraq che la gente ha cominciato a guardare alle vicende...


Dieta all’amianto contro la calura estiva

Lug 28th, 2010 | Categoria: Biutiful Cauntri, news
di Peppe Ruggiero. Giornalista e coautore del documentario Biutiful Cauntri
Con l’arrivo del caldo torrido si consiglia una dieta a base  di verdure, ortaggi e frutta. Andatelo a dire ai cittadini del Triangolo delle Bermude, gli abitanti dei tre comuni vesuviani Boscoreale, Poggiomarino e Striano dove la Procura di Torre Annunziata ha scoperto che  amianto e altri rifiuti tossici pericolosi tra cui vernici, diluenti e solventi, venivano interrati nei fondi agricoli coltivati del Napoletano da un’organizzazione criminale che faceva scomparire cosi’ tonnellate di rifiuti speciali. Concime alla diossina, insalata all’amianto, verdure verniciate. Come nel film Gomorra. Piu’ di quello visto nel documetario Biutiful Cauntri.   (altro…)