Articoli con tags ‘ doping ’


Quando lo sport è solo business, a tutti i costi

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 5 Il doping sportivo non è nato in un determinato periodo, ma insieme allo sport stesso. Senza scomodare lo sport dell’antica Grecia, gli imbrogli e la ricerca di pozioni magiche che hanno caratterizzato gran parte della sua storia, è sufficiente fare riferimento ai casi di cui si è appreso, nonostante mancassero esami specifici, già nelle Olimpiadi del 1904 a Saint Louis. Da allora, le forme di doping si sono moltiplicate e perfezionate, modellandosi intimamente con lo sviluppo stesso delle prestazioni sportive, fino a rendere inscindibili e difficilmente distinguibili gli effetti dei farmaci dai meriti degli atleti, degli allenatori, dell’intero sistema sportivo. Di fronte a questa escalation, il mondo dello sport non ha saputo reagire con sufficiente tempestività e determinazione, rendendosi colpevole – nonostante gli sforzi, soprattutto recenti, di rimediare agli errori fatti – di superficialità, se non proprio di complicità. L’endocrinologo che confessò beatamente. È stato così, ad esempio, quando il professor Robert Kerr, il 9 agosto 1984, all’indomani dei Giochi Olimpici di Los Angeles, ha comunicato, nel corso di una clamorosa intervista urbi et orbi, che un grande numero di atleti vincitori di medaglie olimpiche era prima passato dal suo studio medico nel quale aveva loro somministrato l’ormone della crescita. All’epoca,...


Usa, il mercato n.1

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 15 Il mercato statunitense è sicuramente quello più appetibile, ma anche più monitorato. È il mercato nero con il maggior potere di acquisto, nel quale opera la potente tenaglia rappresentata, da un lato, dalle importazioni della criminalità russa e, dall’altro lato, dalla grande quantità di sostanze e farmaci doping che giungono con quotidiana facilità dal Messico. Inserirsi in quel mercato illegale è difficile. Anche perché l’azione di contrasto da parte della Us Dea e delle forze di polizia è aumentata dopo l’entrata in vigore della nuova legge del 2004, per cui è più complicato e pericoloso introdurre il doping nel territorio statunitense. D’altra parte, a detta degli esperti, la lotta al doping resta, per le forze di polizia e per il sistema giudiziario statunitense, una priorità minore rispetto ad altri reati. Insomma, inserirsi nel mercato statunitense, lungi dall’essere impossibile, è però impegnativo per la concorrenza delle organizzazioni criminali già consolidate e richiede qualche cautela in più per evitare guai con la polizia. Bisogna però dire che, dal 2000 ad oggi, sono aumentate, dal punto di vista informatico e tecnologico, le possibilità di gestire a distanza i traffici tramite Internet e non solo la criminalità russa, ma anche quella cinese ha saputo approfittare...


Usa: da 2 anni, è guerra aperta

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 4 Ecco alcuni dei casi più significativi emersi negli Stati Uniti dal 2004, anno dell’approvazione della nuova legge contro le sostanze doping. 2005 3 gennaio. Cinque cadetti dell’Accademia aeronautica sono processati dal Tribunale militare per traffico di steroidi anabolizzanti ma, dopo che sono state evidenziate alcune irregolarità procedurali nell’indagine, le prospettate dure condanne si sono trasformate in una semplice reprimenda. 4 febbraio. Sean Murphy, dell’Associated Press, scrive: «Agenti di polizia nel Mississippi, in Ohio, nel Connecticut, nelle Hawaii, in Colorado, nell’Alabama, in Florida, nell’Arkansas e a New York sono stati accusati di recente per reati connessi agli steroidi anabolizzanti; in molti casi sono stati incriminati anche per spaccio». 5 febbraio. Quattro ufficiali di polizia dello Stato di Oklahoma sono radiati e 5 vigili del fuoco, oltre un numero non precisato di agenti di polizia, sono messi sotto inchiesta vicino Phoenix per uso e traffico di steroidi anabolizzanti. 28 febbraio. Un cadetto dell’Accademia aeronautica è condannato dalla Corte marziale alla dismissione dal servizio e al soggiorno obbligato per aver spacciato steroidi anabolizzanti ai propri commilitoni e anche a persone esterne all’Accademia, in diverse parti degli Stati Uniti. La Corte, in cambio della confessione, gli ha poi condonato la condanna. 2 marzo. Due guardie carcerarie sono incriminate per...


Dai malati ai soldati

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 3 Quasi tutti i farmaci attualmente impiegabili come doping sono stati ideati dai ricercatori per la cura delle malattie: è stato il caso, ad esempio, degli stimolanti e delle amfetamine, del testosterone, dell’ormone della crescita o Gh, dell’ormone eritropoietico o Epo, di altri ormoni peptidici che stimolano la produzione endogena del testosterone. Anche il metodo doping maggiormente utilizzato in campo sportivo, l’emotrasfusione o emodoping, è nato in campo sanitario, come terapia di urgenza in casi gravi di copiose perdite di sangue o di preoccupante decremento del numero dei globuli rossi. Solo di recente, e come fenomeno di tipo secondario, alcuni ricercatori hanno ideato molecole modificate di sostanze già note nel campo del doping sportivo, allo scopo di renderle irriconoscibili e quindi irrintracciabili nei controlli anti-doping. È stato questo il caso dello steroide modificato Thg, di cui si è venuti a conoscenza con lo scandalo che ha coinvolto il laboratorio californiano Balco, o degli steroidi anabolizzanti modificati scoperti con il fermo, da parte della polizia doganale del Canada, di un atleta proveniente dalla Russia. Anche in Italia Carabinieri del Nas – il nucleo antisofisticazioni, particolarmente esperto nelle indagini anti-doping – hanno recentemente intercettato nelle mani di un’organizzazione criminale confezioni di uno steroide anabolizzante...


Europa occidentale: molto consumo, ma poco contrasto

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 14 I Paesi dell’Europa occidentale sono caratterizzati da un tenore di vita tra i più elevati nel mondo e da una somiglianza alimentata dagli intensi interscambi, di cultura e di abitudini, facilitati dalla vicinanza, dai buoni collegamenti e, per molti, dalla comune appartenenza all’Unione europea. Anche il fenomeno diffusivo del doping si è manifestato con modalità simili, nonostante alcuni Stati non se ne accorgano o non se ne vogliano accorgere. Sostanzialmente, i Paesi dell’Europa occidentale sono più consumatori di sostanze e di farmaci doping che produttori ed esportatori. Fanno eccezione la Spagna e la Grecia che, negli ultimi anni, hanno prodotto ed esportato più di quanto abbiano potuto consumare. Alla luce dei dati disponibili, non è, invece, ancora ben chiara la situazione della Germania, dell’Olanda e dell’Inghilterra. C’è una piccola attività investigativa contro il doping in Irlanda del Sud e in Irlanda del Nord; praticamente nulla o quasi in Islanda, Olanda, Svizzera, Austria e Portogallo. Alcuni rilevanti sequestri operati in diversi Paesi europei e per i quali gli inquirenti hanno appurato quale fosse la destinazione dei farmaci doping, consentono però di avere un quadro della dinamica dei traffici europei. Spagna Importantissimo Paese produttore, la Spagna, dopo tanti anni di inazione e con l’insediamento del Governo...


Produzione e consumo

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 2 La parola “doping” è di origine anglosassone (dal verbo “to dope”, drogare) e fino a venti anni fa era nota solo ai praticanti e agli esperti sportivi. Poi, con il ripetersi incalzante dei casi che hanno coinvolto gli atleti di elevato livello di diverse specialità, il suo significato è divenuto comune. Se oggi ponessimo a 1.000 persone la domanda “che cos’è il doping?”, almeno 990 lo abbinerebbero allo sport e lo definirebbero come un sistema utilizzato dagli atleti per aumentare artificialmente le loro capacità di prestazione in gara. Che il doping sia utilizzato da un numero estremamente rilevante di atleti dei diversi sport è ormai chiaro a tutti. Molto meno chiaro, anzi in gran parte ignorato, è il fatto che questo fenomeno nasca al di fuori dello sport e si estenda ben al di là di esso. Gli scopi di questo dossier sono proprio quelli di spiegare, nei termini essenziali, le sue origini (quella terapeutico-sanitaria, quella bellica e quella sportiva), la sua diffusione (con particolare attenzione al ruolo delle mafie e delle case farmaceutiche) e le sue diverse destinazioni (dai malati ai militari e paramilitari, al mondo dello show business, agli atleti professionisti e ai body builders, fino agli sportivi...


Lo scandalo Serono

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 8 Il 17 ottobre 2005, davanti al Tribunale di Boston, la multinazionale farmaceutica svizzera Serono ha accettato le accuse di frode ed è stata condannata al pagamento di 704 milioni di dollari per aver promosso e commercializzato in modo illegale, tra i malati di Aids, il farmaco Serostim, a base di ormone della crescita. In particolare, in complicità con altri, aveva messo in commercio un’apparecchiatura di analisi che ingannava i pazienti prospettando inesistenti risultati terapeutici ottenuti grazie al Serostim e aveva pagato viaggi a numerosi medici che si impegnavano, ciascuno, a prescrivere 30 terapie per un controvalore di 630 mila dollari. La Serono è stata, altresì, esclusa per cinque anni da tutti i programmi sanitari federali statunitensi. Nel 1996, la Food and Drug Administration, con una procedura accelerata, aveva concesso alla Serono di mettere sul mercato il Serostim come coadiuvante nella terapia dell’Aids. L’utilità del Serostim e la decisione della Fda erano state contestate da molti scienziati e farmacologi, e in Europa un’analoga richiesta della Serono era stata respinta. Il successo del nuovo cocktail di farmaci anti Aids aveva “trascinato” anche le vendite del Serostim, nonostante la sua inutilità o, in molti casi, dannosità. Ciò aveva causato enormi spese per lo Stato...


Medio Oriente, un mercato sottostimato

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 13 Come visto, l’indagine conclusa nel luglio 2005 dalla polizia postale di Trieste ha interessato anche l’Iraq. Inoltre, l’inchiesta realizzata dai giornalisti dell’Associated Press, sulla scia delle notizie giudiziarie provenienti da Trieste e riguardanti i soldati statunitensi, ha consentito di apprendere che questi si rifornivano anche da trafficanti locali; fatto che solleva immediatamente la questione: dove si approvvigionavano? Sulla base di altre, sorprendenti, vicende di traffici doping che hanno riguardato una regione che non è stata mai vista come possibile mercato del doping, è possibile dare una risposta attendibile. Sequestri importanti e numerosi. Il 6 aprile 2005 il sito ufficiale del Ministero dell’Informazione e della Cultura degli Emirati Arabi ha pubblicato in prima pagina la seguente notizia: «La polizia giordana e di Dubai sequestra steroidi per 27 milioni di Dh». In dettaglio, la polizia giordana è venuta a conoscenza di informazioni riguardanti un ingente carico di steroidi anabolizzanti trasportati su due camion provenienti da un Paese dell’Europa dell’est, con una rotta che aveva attraversato la Turchia e la Siria. Superato il confine, uno dei due camion è stato bloccato dalla polizia giordana, mentre l’altro è stato fatto proseguire nel suo viaggio verso Dubai attraverso l’Arabia Saudita, informandone sia le autorità saudite,...


Verso una comprensione più ampia del problema

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 21 La domanda fondamentale alla quale in questo momento è difficile dare una risposta riguarda l’effettiva volontà delle pubbliche Istituzioni di affrontare la questione. Inutile nascondere che i dubbi ci sono. Perché, infatti, le circostanziate analisi e i conseguenti allarmi “gridati” dalla Us Dea nella Conferenza internazionale di Praga del 1993 non sono stati recepiti? Per quali ragioni il traffico degli stupefacenti ha continuato a espandersi nonostante la politica, apparentemente aggressiva, esibita da diversi Paesi? Viste le strette connessioni tra i traffici di sostanze stupefacenti e i traffici di sostanze doping, per quale ragione le pubbliche Istituzioni interessate – che hanno fallito nella lotta alle droghe – dovrebbero possedere la capacità di contrastare con successo questo secondo e più recente fenomeno? Reperire informazioni: difficile ma necessario. Per quanto riguarda il doping, l’impressione prevalente è di avere a che fare con un fenomeno misconosciuto, di portata enorme, pressoché ignorato dalle pubbliche autorità di moltissimi Paesi, sottovalutato o trattato con superficialità anche dai Paesi che considerano i traffici di sostanze dopanti come un reato. Per cui accade che, perfino in questi Stati, il fenomeno sia per un anno oggetto di particolare attenzione (ad esempio nei Report) e poi cada nel dimenticatoio negli anni...


Le pubbliche autorità stentano a capire

Dic 30th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Doping 20 Nell’autunno del 1993, dopo aver raccolto prove significative della rilevanza dei traffici illegali di sostanze e farmaci impiegabili come doping, la Us Dea non si è limitata a riferire i risultati delle proprie indagini alle autorità statunitensi ma, comprendendo il rischio insito nell’internazionalità di questo enorme commercio illegale, ha ritenuto opportuno segnalarlo alle forze di polizia e alle autorità giudiziarie di tutti i Paesi del mondo. Per rendere più completa l’informazione e per attivare l’impegno di tutti gli Stati e delle principali Istituzioni internazionali interessate, la Dea ha organizzato a Praga The international Conference on abuse and trafficking of anabolic steroids. Hanno raccolto l’invito i rappresentanti di 19 Paesi: Australia, Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Germania, Grecia, Ungheria, Norvegia, Cina, Polonia, Russia, Repubblica Slovacca, Svezia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Inoltre, hanno partecipato numerose Istituzioni internazionali, tra cui l’International Criminal Police Organization (Icpo)/Interpol, il Comitato Olimpico Internazionale, l’International Narcotics Control Board, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Dipartimento di Stato degli Usa, la Us Food and Drug Administration, oltre alla stessa Us Dea che ha organizzato. La Us Dea l’aveva detto 13 anni fa. Lo scopo principale della Conferenza, la prima nel suo genere, era di approfondire il problema...