Articoli con tags ‘ donne e mafia ’


Gela, il sindaco licenzia la moglie del boss

Mag 10th, 2006 | Categoria: news
Virginia Di Fede, 41 anni, moglie del boss latitante Davide Emmanuello, è stata licenziata dal Comune di Gela presso il quale prestava servizio da cinque anni come lavoratrice precaria. Il sindaco Rosario Crocetta, noto per il suo impegno antimafia che lo costringe da anni a vivere sotto scorta 24 ore su 24, dopo aver saputo che tra i lavoratori a reddito minimo garantito (Rmi) del Comune figurava la moglie del pericoloso latitante, ha chiesto informazioni alle forze dell’ordine. «Una nota della Questura – ha dichiarato Crocetta nell’ambito di una conferenza stampa indetta venerdì 21 aprile – mi ha informato che la signora Di Fede non è affatto bisognosa (condizione necessaria per essere assunti come Rmi, nda.) e anzi gode, assieme ai componenti della sua famiglia, di cospicue rendite e di un elevato tenore di vita, nonostante la stessa non risulti avere avuto nel recente passato un lavoro». La posizione dell signora Di Fede, inoltre, sarebbe aggravata dall’aver ottenuto un certificato che la esonerava dal compiere alcune mansioni contrattuali particolarmente onerose, come l’assistenza agli anziani, e dall’essersi fatta assegnare al settore Ecologia, «settore molto delicato – ha affermato il sindaco – per il rischio di infiltrazioni mafiose».


Preso boss dei Quartieri spagnoli

Apr 10th, 2006 | Categoria: news
Il 13 aprile la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha disposto l’arresto di Salvatore Terracciano, considerato il capo del clan camorristico che controlla i Quartieri spagnoli. Oltre a Terracciano sono finiti in manette anche il figlio e altre sei persone. Le accuse a carico degli arrestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso all’estorsione continuata, dalla violenza privata aggravata al porto e detenzione abusiva di armi. Subito dopo l’esecuzione del fermo un centinaio di persone, in maggioranza donne, si sono radunate davanti alla Questura per protestare contro l’arresto del boss.


Carmela, madre coraggio

Ott 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Carmela Rosalia Iuculano, originaria di Cerda (Pa), è una giovane donna di 32 anni, sposata con Pino Rizzo, dal quale ha avuto tre figli, ora di 14, 11 e 2 anni. Ha frequentato la scuola superiore di Ragioneria fino al 1989, quando, all’età di 16 anni, aveva fatto la classica “fuitina” con Rizzo, allora ventunenne, con il quale si sarebbe sposata nel 1991. Mentre la donna non proviene da un contesto mafioso, tant’è che il padre aveva aspramente contrastato quell’unione, Rizzo ha alle spalle una famiglia mafiosa influente nel territorio di riferimento ed è stato considerato dagli inquirenti come colui che, prima del suo arresto, aveva partecipato alla direzione delle famiglie mafiose operanti nelle zone di Cerda, Sciara, Collesano e Campofelice di Roccella; il padre Giuseppe era uomo d’onore, così come lo zio Rosolino, “rappresentante” della zona di Sciara e Cerda e uomo fidato di Antonino Giuffrè. Quest’ultimo, poi tratto in arresto il 16 aprile 2002, dopo ben otto anni di latitanza e divenuto collaboratore di giustizia, era capomandamento di Caccamo ma, per volontà del Provenzano, aveva un incarico di supervisione sul mandamento di San Mauro Castelverde, comprendente i Comuni di Collesano, Sciara, Cerda, Lascari, Gratteri e Campofelice di Roccella, il...


Adesso sono davvero “donne d’onore”

Ott 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Carmela Iuculano e Giusy Vitale: due caratteri e due percorsi molto diversi, ma con in comune il coraggio di riscattarsi dal giogo di Cosa Nostra. Si apre la fase del pentitismo al femminile «Il rapporto tra donne e mafia è cambiato profondamente. Tutti gli arresti e le pesanti condanne inflitte a donne di Cosa Nostra in questi anni hanno dimostrato la necessità per l’organizzazione – maschilista al massimo – di utilizzare le donne con ruoli anche non secondari, di ausilio nel riciclaggio del denaro, nei contatti con i familiari detenuti oppure come collettori di pizzo». A parlare è la dottoressa Lia Sava, magistrato della Dda di Palermo.  «Però – continua – se da una parte la figura femminile si evolve, per necessità, anche in Cosa Nostra, diventando sempre più protagonista di condotte criminali, dall’altra si apre contemporaneamente un nuovo spiraglio nella possibilità di pentimento: ora anche le donne, partecipi delle informazioni e delle conoscenze prima riservate agli uomini, possono maturare la decisione di collaborare con la giustizia. Anzi, con una spinta emozionale in più: i figli». La dottoressa Sava è un’osservatrice privilegiata di questa nuova fase del pentitismo al femminile; è stata lei, infatti, insieme ad alcuni colleghi, a raccogliere le dichiarazioni di...


L’altra metà della cupola

Gen 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Lo stereotipo le vuole custodi e veicolo dei (dis)valori tradizionali, ma ai margini dell’attività criminale. Le donne di Cosa Nostra, invece, sono pienamente inserite nel contesto mafioso: affidabili fiancheggiatrici o vere e proprie guide, il loro ruolo è sempre più determinante. Specie da quando Cosa Nostra si è vista costretta a cambiare le sue regole di reclutamento…  Per comprendere la rilevanza del ruolo della donna all’interno di Cosa Nostra, quantomeno come madre, figlia, moglie, basta pensare che, secondo quanto da tutti riconosciuto, essa è il perno della famiglia di sangue, sul cui modello si struttura l’intera organizzazione della “famiglia” mafiosa. Non a caso, si è parlato di “centralità sommersa” della donna di mafia.  Essa infatti è custode ed elaboratrice dei codici culturali su cui si basa l’organizzazione, tra cui l’onore, la vendetta, l’omertà; è la garante della “reputazione” dei propri uomini; è lo strumento di rafforzamento del potere delle cosche, per lo più a mezzo delle strategie matrimoniali, in ordine alle quali è stata sempre trattata quasi come merce di scambio. Soprattutto è l’indispensabile catena di trasmissione dei disvalori mafiosi ai figli; la formatrice pedagogica delle giovani generazioni alle quali attingere i nuovi uomini d’onore, dato che alle madri è in via...