Articoli con tags ‘ donne e mafia ’


Con le redini in pugno

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Daniela De Crescenzo
Non sono solo vicarie dei padri, mariti e fratelli. Oggi le donne di camorra comandano il territorio e sono garanti dell’identità dell’organizzazione. Ecco tre ritratti di donne boss (altro…)


Chi controlla la palla?

Mag 1st, 2010 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_5_2010 Il calcio è terreno di conquista per faccendieri, criminali e potentati economici. Dalle giovanili ai mondiali i segnali d’allarme si moltiplicano eppure nessuno sembra curarsene. Anzi, sembra che a farne le spese siamo proprio giornalisti, arbitri e giocatori che questo mondo hanno provato a ripulirlo. Narcomafie, del calcio, vi racconta le ombre che molti conoscono ma che tutti cercano di dimenticare guardando la partita (altro…)


Le ragioni di un pentimento

Gen 10th, 2010 | Categoria: recensioni
di Manuela Mareso
Di Carla Cerati, classe 1927, fotografa di fama internazionale, autrice prolifica e pluripremiata, resta vivo il ricordo delle toccanti fotografie realizzate nel 1969 con Gianni Berengo Gardin per il volume di Einaudi Morire di classe, a cura di Franco Basaglia e Franca Basaglia Ongaro. Un viaggio nei manicomi italiani, a raccogliere, così scriveva la Ongaro nella prefazione, «immagini dure di donne e di uomini prigionieri, incarcerati, legati, puniti, umiliati, “ridotti a sofferenza e bisogno”», citando Primo Levi. Un lavoro scandaloso per l’epoca, che andava a documentare realtà che solo pochi conoscevano. A distanza di quarant’anni, con Storia vera di Carmela Iuculano. La giovane donna che si è ribellata a un clan mafioso (Marsilio, 2009), Carla Cerati compie, con altri strumenti, un lavoro affine per incisività e capacità di penetrazione di un mondo sconosciuto ai più. Il ritratto questa volta è affidato non alla fotografia, ma alla scrittura: uno stile scarno, ma penetrante, basta a scuotere il lettore, che resta inchiodato alle 160 pagine in cui la vita di Carmela, oggi trentaseienne, pentita di mafia dal 2004, viene scandagliata mettendo a nudo le ragioni e i sentimenti che l’hanno portata a denunciare l’organizzazione mafiosa in cui era rimasta impigliata. Anch’essa, sebbene su...


In manette boss Giuseppe Nirta

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Lunedì 24 novembre, è stato arrestato ad Amsterdam Giuseppe Nirta, 38 anni, uno dei principali esponenti della cosca Nirta Strangio di San Luca. Nirta è cognato di Giovanni Strangio, 28 anni, altro importante esponente della cosca, entrambi implicati nella strage di Duisburg del 15 agosto 2007, quando di fronte al ristorante “Da Bruno” della località tedesca furono assassinati 6 esponenti della cosca Pelle-Vottari, da anni coinvolta contro i Nirta-Strangio nella cosiddetta “faida di San Luca”. Nirta, su cui grava una condanna a 14 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, era ricercato da nove anni. L’operazione è stata coordinata dal Servizio centrale operativo dell’Interpol e condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria, in collaborazione con la polizia olandese. Manette ai polsi anche per Teresa e Angela Strangio, sorelle di Giovanni Strangio, ultimo latitante per la strage di Duisburg. In arresto anche la moglie di Nirta, Aurelia, e l’autista del boss, Giorgio Madeo. Per costoro l’accusa è favoreggiamento personale.


Vendetta trasversale a Casal di Principe

Ott 10th, 2008 | Categoria: news
Domenica 5 ottobre è stato assassinato a Casal di Principe Stanislao Cantelli, 60 anni, zio dei collaboratori di giustizia Luigi e Alfonso Diana, ex camorristi legati prima al clan di Francesco “Sandokan” Schiavone e poi alla cosca Bidognetti. Le dichiarazioni di Luigi Diana hanno contribuito all’operazione che il 30 settembre ha portato all’arresto di 107 presunti mafiosi legati a i casalesi. La vittima, incensurata, è stata raggiunta da un killer mentre giocava a carte in un circolo di corso Umberto I. Gli agenti della squadra mobile hanno trovato sul posto 18 colpi di pistola calibro 9×21. Principale indiziato sarebbe il killer Giuseppe Setola, sfuggito alla retata del 30 settembre. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, Cantelli tre anni fa aveva rifiutato l’offerta di protezione pervenuta in seguito al pentimento dei nipoti. La pista principale seguita dagli investigatori è quella della vendetta trasversale. Le modalità dell’omicidio rivelano la facilità con cui i killer continuano a muoversi sul territorio, anche in pieno giorno, nonostante l’incremento degli agenti di polizia e dei carabinieri di 400 unità e l’invio da parte del governo di 500 militari per il controllo del territorio nella provincia di Caserta. Preoccupa inoltre il perpetuarsi della strategia dei...


Tra supplenza e comando

Lug 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Intenso, delicato, drammatico, inquietante: ecco lo sguardo di Caterina Gerardi nel suo ultimo lavoro sulla vita delle donne nel carcere di Lecce, che nel documentario si raccontano Prima di arrivare nel 1999 al riconoscimento da parte della Corte di Cassazione della possibilità che le donne potessero far parte pienamente di un’associazione mafiosa, le storie giudiziarie dei clan sono state dense di riferimenti a una sorta di inferiorità – anche nel crimine – delle donne: appiattite sulla figura dell’uomo, strumenti inconsapevoli delle attività dell’organizzazione mafiosa, escluse per definizione dall’appartenenza al sodalizio, vittime della volontà maschile o, caso mai, complici obbligate delle condotte dei propri uomini. E infatti per molto tempo non vi è stato un riconoscimento sotto il profilo giudiziario delle loro eventuali responsabilità. Semmai, l’accusa principale era quella di semplice favoreggiamento. Compagne invisibili o complici affidabili? Fino ai primi anni Ottanta del secolo passato le donne, dunque, erano invisibili, apparentemente assenti dalle cronache giudiziarie dei fatti di mafia. È solo negli anni successivi che si iniziano a far sentire le prime voci di donne di mafia sulla scena pubblica: in veste di sostenitrici della presunta innocenza dei propri uomini, in un periodo in cui l’esplosione del fenomeno dei pentiti aveva inferto un...


Catania, preso figlio di Santapaola

Dic 10th, 2007 | Categoria: news
Martedì 4 dicembre, l’operazione “Plutone” condotta dai carabinieri del comando provinciale di Catania e coordinata dalla direzione distrettuale antimafia della città etnea, ha portato all’arresto di 70 presunti affiliati a Cosa nostra, tra i quali spicca il nome di Vincenzo Santapaola, 38 anni, figlio maggiore del boss ergastolano Benedetto, detto “Nitto”. I reati contestati vanno dall’associazione mafiosa al traffico di stupefacenti, dall’estorsione alla rapina. Gli inquirenti si sono avvalsi della collaborazione del “pentito” Umberto di Fazio, membro del clan Santapaola arrestato il 23 ottobre 2005 in provincia di Enna. Tra gli altri arrestati figurano anche tre donne: Angela La Rosa, moglie di Alessandro Strano – detenuto ritenuto reggente del clan Santapaola – e Patrizia Scriffignano e Iolanda ...


Gran Bretagna, arrestata moglie del boss

Feb 10th, 2007 | Categoria: news
Ann Hathaway, moglie del boss gelese Antonio Rinzivillo, il 18 gennaio scorso è stata arrestata in Inghilterra da Scotland Yard in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso l’11 dicembre scorso dal gip di Gela Giovan Battista Tona. La donna, di cittadinanza britannica, è stata fermata a Middleton, presso Manchester. Accusata del reato di associazione a delinquere, è sospettata di aver aiutato il marito recluso in carcere portando all’esterno i suoi ordini e permettendogli così di continuare a guidare l’attività della cosca. L’ordine di arresto europeo è stato spiccato nell’ambito di un’inchiesta su presunto maxi riciclaggio di denaro, che ha portato all’arresto di 88 persone. Tra gli indagati lo stesso Rinzivillo, ...


Messina, boss comanda dal 41 bis

Nov 10th, 2006 | Categoria: news
Il boss di Messina Giacomo Sparta, pur ristretto in carcere in regime di 41 bis (carcere duro), riusciva a dirigire i suoi traffici nel sud della città dello Stretto, coadiuvato dalla moglie Letteria Rossano, di 42 anni, che riceveva le direttive del marito nella gestione del traffico di stupefacenti e delle estorsioni agli imprenditori e ai commercianti della zona. Lo hanno scoperto gli agenti della polizia di Stato nell’ambito di un’operazione conclusasi il 19 ottobre scorso con l’arresto della moglie del boss e di altre 12 persone con l’accusa di associazione mafiosa, spaccio di stupefacenti porto e detenzione illegale di armi. I provvedimenti cautelari sono stati firmati dal Gip Maria Eugenia Grimaldi, su richiesta del pubblico ministero Rosa Raffa.


Bari, clan Capriati alle corde

Giu 10th, 2006 | Categoria: news
Il 27 maggio la polizia di Stato, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Bari, ha condotto una vasta operazione antimafia che ha portato all’arresto di 40 presunti membri del clan Capriati, il più potente del capoluogo pugliese. Gli arrestati sono indagati per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzato all’usura, all’estorsione, al traffico di stupefacenti e all’omicidio. In manette sono finiti, tra gli altri, Antonio Capriati – considerato il capoclan – e dieci donne che, secondo gli inquirenti, sarebbero inserite nell’organigramma della famiglia con compiti di supplenza nei periodi di latitanza o di detenzione degli uomini. Nell’ambito della stessa operazione sono state effettuate più di 70 perquisizioni, che hanno portato al sequestro di beni per 50 milioni euro, tra cui tre terreni, 13 appartamenti, una villa, un discount e un autoparco di 12.000 metri quadrati.