Articoli con tags ‘ discariche ’


Malati di monnezza

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Chiara Graziani
Il Nord inquinato dalle sue industrie e dai suoi inceneritori paga un caro prezzo in tumori, malformazioni e morti. Il Mezzogiorno, che quel carico industriale non lo ha, se non in alcune zone, ha perso ora anche il vantaggio della sopravvivenza. Oggi, infatti, nelle terre delle ecomafie si muore di tumore quanto nel Nord delle industrie: talvolta di più, addirittura fino al 22% in più, come rivelano anticipazioni dell’ultimo studio italo-statunitense in via di pubblicazione e presentato in questi giorni a Sperone, Avellino, dal professor Antonio Giordano, ordinario di anatomia e istologia patologica presso il dipartimento di patologia umana e oncologia dell’università di Siena. Sono, infatti, le mafie il carico “industriale” del Sud. Un’industria che produce profitti consumando, letteralmente, vite e territori. Un capolavoro anche della politica che quel nesso – gestione illegale dei rifiuti uguale (anche) aggressione micidiale alla salute pubblica – si ostina a non vedere. Bombe a orologeria. Un rapporto del 2008 dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Istituto superiore di sanità quel nesso l’ha ben chiarito per una serie di tumori: allo stomaco, al fegato, alle vie biliari, ai polmoni, alla vescica. Lo smaltimento incontrollato o malgestito di rifiuti è stato in quel rapporto scientificamente indicato anche come colpevole...


Un copertone per la criminalità

Nov 5th, 2010 | Categoria: articoli
di Peppe Ruggiero
Ormai nel mondo dei rifiuti sparisce di tutto. Ogni giorno. Ogni mese. Ogni anno. Ultimo in ordine di tempo  la presentazione di un nuovo dossier di Legambiente e  Ecopneus, la società consortile costituita dai 6 principali produttori di pneumatici operanti in Italia. Dati inquietanti che difficilmente troverete sui principali quotidiani nazionali. Ogni anno spariscono nel nulla – o si disperdono in canali poco chiari – fino a 100 mila tonnellate di PFU (Pneumatici Fuori Uso). I dati elaborati evidenziano che dal 2005 a oggi sono state individuate ben 1.049 discariche illegali in tutta Italia, per un’estensione complessiva che supera ampiamente i 6 milioni di metri quadrati  Si va dalle discariche di ridotte dimensioni, frutto della smania di risparmiare qualche spicciolo da parte di piccoli operatori (gommisti, officine, trasportatori, intermediari), a quelle più grandi, dove appare evidente la presenza di attività organizzate per il traffico illecito, svolte sia in Italia che all’estero. I traffici illeciti riguardano ben 16 regioni italiane e hanno coinvolto, sia come porti di transito sia come meta finale di smaltimento, 8 Stati esteri: Cina, Hong Kong, Malaysia, Russia, India, Egitto, Nigeria e Senegal. Dalle indagini emerge chiaramente come i PFU siano tra i materiali più gettonati dai trafficanti: questa tipologia di rifiuti è stata al centro di oltre l’11% del totale delle inchieste svolte dal 2002 ad oggi. È...


Se l’educazione antimafia è demagogia

Dic 12th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Che la ’ndrangheta avesse costituito una base operativa tra Monza e dintorni era cosa nota ai più. Un dominio monopolistico su molti settori dell’illecito passato, spesso, in secondo piano. Un’attività  silente, in grado di fare affari senza preoccupare troppo la cittadinanza. Con la scoperta delle discariche abusive gestite dal clan Iamonte, questo meccanismo si è però inceppato. La criminalità organizzata ha spaventato il comune cittadino. Ha compiuto un passo falso, mutando la percezione del pericolo. Ora, l’attività dei clan non coinvolge più “pochi” sbandati consumatori di cocaina o sfortunati imprenditori alle prese con usuranti tassi d’interesse. La ’ndrangheta ha presentato il conto alla collettività attentando alla salute di tutti. E i brianzoli hanno chiesto spiegazioni alla politica. Con i distinguo del caso, dovuti alla forza politica d’appartenenza e del ruolo all’interno delle istituzioni, le risposte non sono mancate. Il primo passo compiuto dalle Amministrazioni è stato quello di far sapere ai cittadini di volersi costituire parte civile all’interno del processo che verrà celebrato nei confronti dei responsabili, per ora indagati, dell’affare discariche. Dai proclami alla cittadinanza, passando da interpellanze e interrogazioni, la ’ndrangheta ha poi esordito nel dibattito consigliare di questo territorio. A Desio, città maggiormente investita per la mole...


Un territorio sotto assedio

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
La Brianza, un tempo considerata il polmone verde di Milano, si sta gradualmente trasformando in una moltitudine di cittadelle dormitorio. Dietro il boom edilizio, le speculazioni di gruppi ’ndranghetisti che in territorio brianzolo concludono affari da anni, facendo scempio di un’area oggi pesantemente avvelenata anche dallo smaltimento illecito di rifiuti La vicenda ricorda tanto la gestione dei rifiuti tossici campani. Ma le analogie si fermano qui. Non ci sono i riflettori dei maggiori organi d’informazione e non c’entra la camorra. Siamo nella ricca e produttiva provincia di Monza e Brianza, culla del tanto sbandierato made in Italy d’esportazione. Un’area all’apparenza estranea al problema dello smaltimento della spazzatura tanto da essere in grado di differenziarne il 56%. Eppure, in questa provincia Padana, che ad un’occhiata distratta potrebbe sembrare un’isola felice, la ’ndrangheta, favorita dall’indifferenza dei più, è riuscita a infiltrarsi e gestire un traffico di sostanze nocive provenienti da aziende della provincia bergamasca.    L’operazione “Star Wars”. A metà settembre, i cittadini all’ombra della Madonnina, indaffarati come sempre a fare “danè”, si sono improvvisamente resi conto di vivere a stretto contatto con una delle cosche più potenti della provincia di Reggio Calabria. Dietro all’attività illecita, scoperta grazie a un’operazione della Polizia provinciale milanese, denominata...


Dove l’abuso si è fermato

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Discariche illegali, assunzioni arbitrarie di personale pubblico, polizia municipale corrotta, sistematico ricorso a procedure d’urgenza per l’assegnazione di appalti, esponenti delle cosche in Consiglio comunale. Ecco cosa si contrasta nei Comuni sciolti per mafia… Spesso si afferma che la mafia è più efficiente dello Stato. Che funziona meglio. Che offre alla gente opportunità e servizi. Non è vero. Anzi è il contrario. Certo la mafia dà lavoro (di quale si tratti è tutt’altra cosa…), ma a prezzo del degrado. Le prove sono nei rapporti inviati al ministero dell’Interno dai commissari straordinari dei Comuni sciolti per inquinamento mafioso, e contenuti nella relazione inviata annualmente al Parlamento. Vediamo cosa succede negli otto Comuni attualmente commissariati. Volla (Napoli). Il Consiglio comunale viene sciolto il 2 novembre 2004. Qui, si legge nella relazione di accompagnamento del ministero dell’Interno, «l’organizzazione criminosa ha il controllo delle forniture di calcestruzzo e di grossi appalti, attraverso imprenditori compiacenti». L’incarico di esecuzione delle opere relative al Piano di insediamento produttivo viene «conferito, con procedura di affidamento diretto e quindi in difformità dei principi di imparzialità, ad una ditta che era già gravata da provvedimento interdittivo antimafia». Altra storia «sintomatica -– scrive ancora il Ministero – della devianza dell’azione amministrativa del Comune...


C’è del marcio, ad Acquedolci

Mag 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Un paesino del messinese dal nome evocativo. A due passi dal centro, però, immense discariche abusive. Qualcuno lo dice, ma nulla si muove, tranne le minacce per lui. E mentre la cittadinanza si unisce nella denuncia, il Comune chiede i danni per “lesa immagine” (altro…)