Articoli con tags ‘ Direzione investigativa antimafia ’


‘Ndrangheta in Piemonte, sequestrati beni a Salvatore De Masi

ago 7th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
La Direzione investigativa antimafia di Torino ha concluso oggi – mercoledì 7 agosto –  un’importante operazione di sequestro anticipato, disposto dal Tribunale Misure di Prevenzione del capoluogo piemontese, nei confronti di Salvatore De Masi detto “Giorgio”. L’uomo, arrestato nell’ambito dell’operazione “Minotauro” del giugno 2011 con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso e attualmente agli arresti domiciliari, è ritenuto a capo della locale di Rivoli. (continua…)


Il collocamento sporco

ott 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Lo scorso luglio Dia e Guardia di finanza hanno smantellato un florido giro d’affari alimentato dal reclutamento di manodopera straniera a basso costo. Tra lavoratori sfruttati, intermediari senza scrupoli e committenti che non si fanno troppe domande… Tre euro l’ora. Talvolta tre euro e 50 centesimi per dodici ore al giorno. Venivano retribuiti così, dagli zelanti caporali, i circa mille operai stranieri, provenienti soprattutto da Romania, Ucraina, Repubblica Ceca e Polonia, incappati in una presunta organizzazione criminale vicina a Cosa nostra e alla camorra che li sfruttava come muratori o carpentieri nei cantieri di mezza Italia.  Venivano agganciati nel loro Paese e fatti entrare in Italia clandestinamente dalla holding, che li spacciava per regolari grazie a documentazioni fittizie, intascava quasi per intero il denaro a loro destinato e poi, in caso di infortunio o di semplice malattia, li rispediva subito in patria, sostituendoli con nuovi “schiavi”, altri disperati provenienti dall’Est, in fuga, come loro, dalla miseria più nera. I giusti contatti. Era un’organizzazione bene oliata quella smantellata ai primi di luglio dalla Dia del Veneto insieme al nucleo di Polizia Tributaria delle Fiamme Gialle veneziane: operava attraverso diverse società “virtuali” che fungevano da agenzie di collocamento e che assumevano a distacco le maestranze...


L’analisi della Dna

feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Nella relazione annuale presentata a gennaio, la Direzione nazionale antimafia, guidata dal procuratore Piero Grasso, ha confermato le tendenze della criminalità organizzata registrate in Puglia negli ultimi anni. Ecco una sintesi DISTRETTO DI BARI (Bari, Foggia). La criminalità organizzata barese, scrive il consigliere Giovanni Melillo, presenta una struttura in continua e rapida evoluzione. I principali gruppi criminali, pur in assenza di un comune vertice aggregante, hanno dimostrato di saper mutare i propri assetti organizzativi e relazionali attraverso spaccature e alleanze capaci di determinare il declino o l’ascesa di vecchi e nuovi clan. L’assenza, nel più recente periodo, di contrasti armati tra cartelli e singole compagini criminali storicamente contrapposte rappresenta un successo dell’attività repressiva, ma va letta anche come risultato del tentativo dei capi dei principali gruppi criminali ritornati in libertà (fra essi, in primis, Savino Parisi) di guidare un nuovo processo di espansione criminale e affaristica, attraverso il rinnovo di complessi accordi spartitori relativi ai vari ambiti territoriali e funzionali. La criminalità organizzata di Foggia, nonostante gli sforzi delle attività di contrasto, che pure hanno contribuito a condizionarne gli assetti e le strategie, è invece quella a cui attualmente corrisponde il livello di rischio più grave. La serietà del fenomeno, secondo...


Quella strana comitiva di assidui giocatori

dic 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Per anni boss mafiosi di Palermo e Villabate hanno ripulito denaro frutto di traffici illeciti ed estorsioni nelle sale del casinò di Saint Vincent. Tutto sotto gli occhi di mediatori e croupier   Il casinò di Saint Vincent è sovrastato e ricoperto da una grande superficie di specchi, un’unica parete riflettente, come gli aerei spia americani. Se è vero che la prima impressione è quella che conta, questa limpida impenetrabilità non deve essere affatto dispiaciuta alle comitive di “nullatenenti” siciliani, clienti affezionati della casa da gioco, che affluivano verso la “Riviera delle Alpi”, come viene tuttora indicata impropriamente Saint Vincent, afflitta da un clima ventosissimo trovandosi alla sbocco della Valtournenche. Cosa nostra avrebbe usato, tra il 2001 e il 2005, il Casinò de la Vallée per riciclare denaro sporco proveniente da estorsioni e da traffici illeciti. Lo sostengono le 547 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare alla base dell’operazione condotta dalla Direzione investigativa antimafia della Procura di Palermo, che ha portato all’arresto, nella notte tra lunedì 25 e martedì 26 settembre 2006, di tredici persone. Assegni, fiches e contanti. Semplice ed efficace il metodo con il quale la brigata di giocatori ha ripulito milioni di euro, denaro proveniente essenzialmente da estorsioni, usura, e traffico di...


Le mafie al microscopio

dic 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Pubblichiamo alcuni stralci dell’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia presentata al Parlamento a fine ottobre. Abbiamo scelto esclusivamente i passaggi che si occupano in modo specifico delle principali organizzazioni mafiose – Cosa Nostra, Camorra, ’Ndrangheta, e criminalità pugliese – in modo da fornire ai lettori una fotografia aggiornata della realtà delle quattro regioni italiane a tradizionale insediamento mafioso.  Si tratta di un documento importante, che fa il punto in modo articolato sull’attività svolta dalla Dia nel primo semestre 2005 e che ci permette di fare un ulteriore passo nella direzione della comprensione, finalizzata al contrasto culturale, del fenomeno mafioso. Le pagine che seguono illustrano le diverse strategie mafiose, le mappe dei clan provincia per provincia (in alcuni casi, quartiere per quartiere) e gli affari più lucrosi in cui sono coinvolti o in cui cercano di espandersi, le alleanze con organizzazioni straniere, le principali attività di polizia giudiziaria e le operazioni di contrasto svolte dalla Dia. Il quadro che emerge mostra, innanzitutto, una mafia siciliana che mantiene la sua granitica struttura piramidale guidata da Bernardo Provenzano, affiancato dal palermitano Salvatore Lo Piccolo e dal trapanese Matteo Messina Denaro, e che persevera nella sua strategia di sommersione, risultata premiante dopo la parentesi stragista di...


Se i narcos viaggiano in motoscafo…

lug 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Ricca, armata, infiltrata nelle istituzioni. La mafia albanese occupa ormai – anche grazie a un accordo con i cartelli colombiani – un ruolo preminente nel narcotraffico mondiale. Recenti indagini delle procure pugliesi ne hanno ricostruito la rete criminale Sugli scafi che attraversano l’Adriatico viaggiano da tempo due merci preziose: prostitute e droga. Qualche mese fa un dossier della Direzione investigativa antimafia di Bari ha ricostruito i movimenti e la geografia del nuovo narcotraffico balcanico. Sempre più di frequente gli investigatori sequestravano partite di eroina turca del tipo “T4 beige” con un alto grado di purezza. Secondo la Dia, grandi quantità di questa droga venivano trasportate ogni notte insieme ai clandestini, anzi erano spesso gli stessi immigrati a fare da corrieri, pagandosi così il biglietto del viaggio.  Il traffico era gestito dalla mafia albanese, una mafia che dispone ormai di potenziale bellico e capacità organizzative tali da contendere alle organizzazioni criminali turche il monopolio dei traffici di eroina dal Medio Oriente. E che ha rafforzato ulteriormente la sua posizione grazie al patto siglato di recente con i cartelli colombiani di Medellín. La pista Tirana-Bogotà Tre anni fa, come ha rivelato la Direzione distrettuale antimafia di Lecce, i clan di Durazzo avevano tentato di produrre in proprio...


Bucarest, provincia di Caltanissetta

lug 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Otto febbraio 2001, casello di Nadlac, al confine tra Romania e Ungheria. Sulla Porsche ultimo modello di Berirmen Ferdi – un ricco uomo di affari turco, in viaggio con il figlio – i doganieri trovano 65 chilogrammi di eroina nascosti in 126 pacchetti da poco più di 500 grammi l’uno. Incredulo, Ferdi racconta alla polizia di essere diretto in Austria per sciare e di avere acquistato la droga a Bucarest, credendo che si trattasse di uno stimolante per sportivi. L’arresto di Ferdi rientra nel contesto di un’ampia operazione contro i principali trafficanti di droga nei Balcani che ha coinvolto, oltre alla polizia romena, quella di altri paesi, inclusi gli agenti statunitensi della Dea (Drug Enforcement Administration).  La cooperazione tra le polizie dell’Europa orientale aveva permesso di intercettare, sempre nel febbraio 2001, altre partite d’eroina dirette a Bucarest e ingenti quantitativi di precursori chimici, in particolare di anidride acetica, necessaria alla produzione di eroina. Si dice spezie si legge droga La Turchia è notoriamente il principale ponte verso l’Europa per gli oppiacei prodotti in Asia centrale. Da quando anche la Romania è diventata una delle tappe degli stupefacenti diretti verso l’Europa occidentale, i servizi segreti romeni segnalano puntualmente il coinvolgimento di cittadini turchi in questo traffico. La droga parte...


Cosa nostra in cerca di futuro

mag 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Come sta cambiando la più antica e importante organizzazione mafiosa italiana? Nella Relazione sull’attività del primo semestre 2000, gli analisti della Dia tracciano un quadro aggiornato della situazione siciliana. E non mancano le sorprese La situazione della criminalità organizzata in Sicilia vede Cosa Nostra in piena attività, tesa a garantirsi un futuro economico, a salvaguardare la sua caratteristica di organizzazione interprovinciale, a non restare esclusa dal sistema di cooperazione tra le maggiori consorterie malavitose italiane e straniere. Per quanto riguarda i traffici criminali, Cosa Nostra continua ad essere attiva nel settore delle estorsioni, che costituisce una delle principali risorse economiche, come dimostrato dalle indagini sviluppate nei confronti della “famiglia” del Borgo Vecchio, operante nell’omonimo quartiere nel cuore di Palermo. Le indagini condotte nelle varie province hanno confermato che prosegue per Cosa Nostra una fase di riorganizzazione che comporta, tuttora, attriti interni non esenti da locali situazioni di conflitto. Nelle “famiglie” si riscontra un ricorso generalizzato a fiancheggiatori ed affiliati. Questi ultimi vanno assumendo un ruolo sempre più importante, fino ad assumere responsabilità che in passato erano demandate ai soli “uomini d’onore”, talché vengono impiegati in tutti i settori, dal traffico di stupefacenti agli omicidi. Il ricorso alla formale investitura di “uomo...