Articoli con tags ‘ Direzione distrettuale antimafia ’


Milano, arrestati esponenti della cosca Libri-De Stefano-Tegano

Dic 16th, 2014 | Categoria: news
Traffico di armi, corruzione di pubblico ufficiale, estorsione e associazione finalizzata al traffico internazionale di droga. Queste sono le accuse che gravano sui 59 soggetti arrestati dai carabinieri del comando provinciale di Milano, nella mattinata di oggi, 16 dicembre. Le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite a conclusione di un’inchiesta svolta dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano nei confronti della cosca ‘ndranghetista Libri-De Stefano-Tegano, originaria di Reggio Calabria, ma infiltrata già da tempo nel tessuto imprenditoriale del milanese. Secondo le indagini, le persone arrestate avrebbero condizionato il lavoro degli imprenditori locali, garantendoli una “protezione totale”. Attraverso le tipiche modalità mafiose di estorsione-protezione, facevano in modo di condizionare l’aggiudicazione di contratti di forniture e prestazioni d’opera, corrompendo anche pubblici ufficiali e gestendo il traffico internazionale di sostanze stupefacente (come cocaina, hashish e marijuana). Tutte queste attività con il mondo imprenditoriale e con il contrabbando di droga erano finalizzate per un unico scopo: accrescere il potere economico della cosca. (el.pa.)


Reggio Calabria, sequestrati beni alla ‘ndrina Fontana

Ago 6th, 2013 | Categoria: news
Nuovi sviluppi nell’ambito dell’operazione “Athena 49%” che, nell’ottobre dello scorso anno, aveva permesso l’arresto di otto appartenenti alla ‘ndrina della famiglia Fontana, dominante nel quartiere reggino di Archi. I finanzieri del Gico del nucleo di polizia tributaria di Reggio Calabria, hanno infatti sequestrato beni mobili ed immobili per un valore di ventuno milioni di euro. L’ingente patrimonio è riconducibile, appunto, alla ‘ndrina Fontana. Le sue illecite attività commerciali avevano permesso l’infiltrazione nella “Leonia Spa”, società mista pubblico privata a prevalente capitale pubblico, operante nel settore della racolta e smaltimento di rifiiti solidi urbani a Reggio Calabria. Le indagini – coordinate dalla procura della Repubblica presso il tribunale reggino – sono state condotte nei confronti di Giovanni Fontana, considerato a capo della cosca, e dei figli Francesco Carmelo, Antonino, Giandomenico, Giuseppe Carmelo con le rispettive famiglie: quattordici le persone fisiche coinvolte, sei quelle giuridiche. Secondo la nota della Guardia di Finanza, “con i provvedimenti adottati è stato disposto ed eseguito il sequestro del patrimonio riconducibile agli stessi, tra cui figurano in particolare: ditta individuale FONTANA Giuseppe Carmelo, esercente l’attività di commercio al dettaglio di carburante per autotrazione”, nel cui patrimonio aziendale vi rientra un distributore di carburante stradale – ad insegna ENI –...


Effetto quinta mafia: Latina chiede la Dda

Lug 14th, 2011 | Categoria: news
Il sequestro dell’Antico Caffé Chigi, situato di fronte all’omonimo palazzo sede del Governo italiano, non è che la punta di un iceberg. Un tassello di un tanto grande quanto intricato puzzle che delinea un fenomeno ben preciso: la contaminazione del territorio laziale da parte delle mafie.  Per troppo tempo il tessuto socio-politico-economico della Capitale e dei territori pontini si è dimostrato indifferente al problema, trasformandosi di fatto in humus fertile per gli affari della malavita. Basti pensare che, a partire dagli anni 70, si sono registrati gli insediamenti degli Schiavone e dei La Torre a Formia, dei Moccia a Gaeta, dei Tripodo a Fondi, dei Santapaola e delle ‘ndrine di Polistena a Latina, senza dimenticare gli Alvaro ad Aprilia (proprietari – grazie a dei prestanome – del Café du Paris di via Veneto a Roma, sequestrato nel 2009) e il boss Pippo Calò che strinse alleanze con gli appartenenti alla Banda della Magliana. In merito a questa allarmante situazione, una presa di posizione netta arriva dal deputato Sesa Amici del Partito Democratico la quale, insieme ai colleghi Ventura, Ferranti, Toudi, Garavini e all’ex sindaco di Roma Walter Veltroni, ha firmato una richiesta contenuta in un’interpellanza parlamentare che, nei giorni scorsi, è...


Scacco alla Scu: estradato dall’Albania il boss Albino Prudentino

Gen 11th, 2011 | Categoria: news
Albino Prudentino ha nuovamente toccato suolo italiano questa mattina, dopo essere atterrato all’aeroporto di Fiumicino. Il boss della Sacra Corona Unita è stato estradato dall’Albania, dopo essere stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Dda di Lecce. Su di lui gravano le accuse di “associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione, con l’aggravante del metodo mafioso”. L’uomo, 58 anni di Ostuni, era stato arrestato nel 2009 nell’ambito dell’operazione “Calypso” che di fatto aveva permesso di smantellare i vertici della branca brindisina della Sacra corona unita; i nove arrestati erano stati accusati di essere riusciti a ricostituire i vertici dell’organizzazione malavitosa fondata da Giuseppe Rogoli, al quale continuavano a fare riferimento. Tra le attività cardine lo spaccio di sostanze stupefacenti: dalle indagini condotte dal Ros dei Carabinieri è emersa l’esistenza di due canali di approvvigionamento – in Piemonte e in Calabria – e di una rete capillare che coinvolgeva la Puglia e l’Emilia Romagna. Albino Prudentino si era trasferito in Albania da un paio di anni, dove, grazie a un giro di amicizie “giuste”, era riuscito a fondare tre diverse società nell’ambito del gioco d’azzardo e delle...


A Pollica si moltiplicano le voci ma anche i silenzi

Set 9th, 2010 | Categoria: news
Sono passati quasi quattro giorni dall’esecuzione del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. In questi giorni si sono moltiplicate le voci e le manifestazioni: dal fratello della vittima Claudio Vassallo alla moglie Angela, dal Presidente Napolitano al vicesindaco di Pollica Stefano Pisani; dalla fiaccolata degli abitanti del comune cilentano al minuto di silenzio che ha preceduto la proiezione in Sala Grande del film in concorso a Venezia 67 ‘Noi credevamo’ di Mario Martone, ambientato proprio a Pollica. Mentre la moglie Angela chiede di non dimenticare il marito e quanto da lui fatto, il fratello Claudio, in un’intervista rilasciata a Sky Tg24, ha cominciato a ipotizzare le piste da seguire. Ha indicato gli interessi legati al porto e i problemi che ci sono stati questa estate con lo spaccio di droga ad Acciaroli come possibili ombrelli sotto i quali cercare il movente dell’omicidio. Infine si è premurato di spiegare le ultime preoccupazioni del fratello Angelo: “qualche giorno prima di essere ucciso mi disse: esponenti delle forze dell’ordine sono collusi con la criminalità”. Dietro questa frase Claudio lega la spiegazione dell’isolamento nel quale era caduto il primo cittadino, nonostante avesse cercato aiuto presso le forze dell’ordine: “Ci sono delle lettere scritte sia al comando...


Indagato per riciclaggio imprenditore antiracket gelese

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Stefano Italiano, presidente della cooperativa Agroverde di Gela e membro di primo piano della locale associazione antiracket, è indagato per riciclaggio aggravato da parte della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. La cooperativa Agroverde, la più importante realtà imprenditoriale nel settore agricolo del circondario gelese, con un fatturato di 20 milioni di euro all’anno, è stata posta sotto sequestro dal Gip di Caltanissetta su richiesta dei magistrati antimafia, guidati dal procuratore capo Sergio Lari. Il valore dei beni aziendali sequestrati ammonta a 32 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, Stefano Italiano, che dal 2005 aveva iniziato a collaborare con la giustizia denunciando e facendo arrestare i propri estorsori, tra cui un cugino aderente alla Stidda, avrebbe fatto luce solo su alcuni aspetti del suo complesso rapporto con le cosche locali. I fatti contestati risalgono al periodo precedente all’ingresso nell’associazione antipizzo “Gaetano Giordano”. Il riciclaggio sarebbe stato realizzato attraverso aumenti di capitale finanziati con denaro proveniente dalle attività illecite di Stidda e Cosa nostra e fittiziamente attribuiti ai soci. Grazie a tali aumenti di capitale l’Agroverde avrebbe usufruito di contributi europei finalizzati all’ammodernamento degli impianti, lavori poi eseguiti da imprese attigue al clan Madonia. Oltre a Italiano l’inchiesta coinvolge altri 9 indagati, tra...


L’usuraio ne ha fatte di tutti i colori

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Che ci fa a Torino un usuraio campano inseguito dagli strozzini e in rapporti con uomini del clan dei Casalesi? Intonaca il Villaggio olimpico e intasca centinaia di migliaia di euro   Da vittima dell’usura a usuraio. Questa la storia dell’imprenditore campano Michele Pezone, accusato di essere vicino al clan camorristico dei Casalesi e irregolarmente aggiudicatario dei lavori di intonacatura del Villaggio olimpico di Torino 2006. Per quegli arancioni, rossi, blu e verdi realizzati dalla sua ditta attraverso un falso contratto di noleggio forniture avrebbe intascato, a suo dire, 260mila euro.  Il 19 marzo scorso la Guardia di finanza di Rimini gli ha sequestrato 26 immobili, sparsi in varie regioni d’Italia, per un valore complessivo di 7 milioni di euro. I beni erano intestati a familiari e prestanome, «probabilmente più per paura dell’usuraio di cui era debitore che della Guardia di finanza», dicono gli investigatori. Un provvedimento giunto dopo anni d’indagini, inaugurate nel 2005 e coordinate dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Bologna Silverio Piro e Antonella Scandellari. Pezone, inizialmente arrestato come misura cautelare, è stato recentemente rilasciato con obbligo di dimora e firma a San Marcellino di Aversa e rinviato a giudizio per estorsione e usura. Da vittima a strozzino. L’imprenditore campano...


Marsala, irruzione in casa del pm antimafia

Ott 10th, 2007 | Categoria: news
La mafia ha preso di mira Roberto Piscitello, magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, impegnato in delicate indagini sulle cosche della provincia di Trapani. Lo scorso 30 settembre, intorno alle 21, sconosciuti si sono introdotti nella sua villa di Marsala, dove risiede, approfittando dell’assenza del magistrato recatosi in una pizzeria con i famigliari e la scorta. Al ritorno Piscitello ha trovato la casa a soqquadro, con i fascicoli delle inchieste di sua competenza, contenuti in un armadio chiuso a chiave, sparsi sul pavimento. I malviventi hanno atteso che l’auto della scorta si allontanasse per accompagnare a cena il magistrato per neutralizzare l’impianto antifurto della villa con un particolare schiuma...


Reggio Calabria, progetto di attentato contro la Dda

Ott 10th, 2007 | Categoria: news
Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza di Reggio Calabria, presieduto dal prefetto Francesco Antonio Musolino, ha deciso il rafforzamento a carico dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia. La notizia è stata diffusa dal quotidiano della Calabria lo scorso 21 settembre. La decisione è stata indotta da alcune indagini dei Reparto operativo dei Carabinieri, dalle quali sarebbe emerso il progetto della ’Ndrangheta di organizzare un attentato contro uno dei magistrati della procura impegnati in delicate inchieste di mafia. Il Ros avrebbe intercettato alcune conversazioni tra boss delle cosche Condello e Labate, dalle quali emergerebbe, come obiettivo primario, il procuratore aggiunto Salvatore Boemi. Ma nel mirino ci sarebbero anche Francesco...


Calabria, minacciato il pm Mollace

Lug 10th, 2007 | Categoria: news
Il sostituto procuratore di Reggio Calabria Francesco Mollace, tra i più impegnati nelle indagini contro le cosche calabresi, è stato vittima di un atto intimidatorio. Lunedì 25 giugno gli è stata recapitata presso la Procura una busta gialla contenente minacce di morte e due proiettili di pistola parabellum calibro 9×21. Mollace, impegnato in diversi processi contro la ’Ndrangheta, ha dichiarato all’Ansa di essere “seriamente preoccupato” ma di avere “fiducia nelle istituzioni e in chi deve proteggere me e la mia famiglia”. Secondo quanto riferito da fonti interne alla procura di Reggio Calabria, le minacce sono ricollegabili al suo prossimo rientro tra le file della Direzione distrettuale antimafia reggina, con...