Articoli con tags ‘ dipendenze ’


Consumatori onnivori

Dic 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Piero Innocenti
Sono stati sindaci e sceriffi delle città americane a ridosso del confine con il Messico a lanciare segnali di forte preoccupazione a partire dalla seconda metà del 2009. La frontiera in entrambi i paesi è diventata territorio di violenze di ogni genere. A El Paso, Phoenix, Laredo ma anche a San Diego, Chula Vista, Bonita, si sono susseguiti sequestri di persona, omicidi e un incontrollabile contrabbando di armi, droghe, esseri umani. A Laredo la droga viene spacciata per strada da “muchachitos” di 13-14 anni, pagati dai 300 ai 400 dollari alla settimana, che secondo la legge del Texas non possono essere arrestati. Raul Salinas, sindaco di Laredo, ex appartenente all’Fbi, parla di un consumo notevole di droghe tra i giovanissimi e di una trentina di omicidi l’anno. In realtà il traffico e il consumo di sostanze (e la violenza che ne consegue) continuano a essere una grave minaccia per gli americani, non solo per i più giovani. Stelle e strisce di polvere bianca. Secondo recenti informazioni (luglio 2010) del National Drug Center, della Drug Enforcement Administration e di esperti antidroga di vari Paesi presenti negli Usa, la disponibilità di droga è in aumento, con particolare riferimento all’eroina, alle anfetamine e alla...


Quando il gioco è patologico

Set 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Intervista a Mauro Croce di Francesca Rascazzo
La diffusione del gioco d’azzardo comporta l’aumento di giocatori dipendenti. Ma in Italia i servizi loro dedicati sono carenti e disomogenei sul territorio. E la prevenzione non gode di salute migliore (altro…)


L’era della “coca”

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
C’è chi si limita a denunciare il lucroso traffico criminale che le sta dietro e chi invece la indica come un sottoprodotto della nostra società frenetica e consumistica. Ma un dato è certo: la cocaina sta scalzando l’eroina. Con gravi ricadute sugli stili di vita dei tossicodipendenti e sui costi sociali, anche quelli per la repressione, perché con la cocaina il rapporto tra dipendenza e delinquenza si è fatto ancora più stretto   L’offerta del mercato delle sostanze stupefacenti si è radicalmente modificata nel corso degli ultimi 10 anni, in Italia come nel resto dell’Unione europea; esaminando la situazione del Vecchio Continente si possono individuare alcune macro-dinamiche che a seconda delle specificità territoriali risultano essere più o meno radicate.  Innanzitutto la massificazione dell’uso di cocaina: tutti gli indicatori utilizzati per monitorare la diffusione delle sostanze (sequestri, consumi, utenza dei servizi etc.) concordano nel descrivere un fenomeno di utilizzo di massa prima sconosciuto. Contemporaneamente, stando sempre ai medesimi indicatori, sembra esserci stata una contrazione del mercato dell’eroina e quindi dei suoi consumi. Davanti a questi fenomeni c’è chi denuncia una cospirazione planetaria di una Spectre di stampo criminale, e chi invece parla di coerenza tra lo stile di vita frenetico della società odierna e la...


Cambia l’offerta e cambiano i giocatori

Gen 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
In Italia il gioco d’azzardo coinvolge sempre più strati di popolazione svantaggiata che vi ricorre per soddisfare la necessità di denaro. L’ampliamento dell’offerta del gioco legale in  corso nel nostro paese può contrastare il mercato illegale? L’evidenza dimostra il contrario   Giocare d’azzardo costituisce un’attività di ampia e crescente diffusione. Una diffusione che ha visto nel nostro paese un’evoluzione nella spesa in giochi da 9,47 miliardi di euro del ’93 agli oltre 35,4 del 2006 ed una previsione di oltre 40 del 2007. È un comportamento che ci illude, con poca spesa e con poca fatica, di potere cambiare la vita, di migliorarla, di realizzare un sogno o di sperimentare un’emozione diversa. Nel suo saggio dedicato al gioco, Huizinga ci ricorda come il gioco sia un’azione libera, conscia di non essere presa sul serio e situata al di fuori della vita consueta ed anche come la civiltà stessa sarebbe nata e sviluppata “nel gioco e come gioco”. In altre parole l’homo oltre che – e forse “prima di” – essere faber è anche ludens e “l’universo del gioco” è distinguibile entro quattro categorie: i giochi di competizione (Agon), di travestimento (Mimicry), di vertigine (Ilinx) e di Alea. È nella dimensione dell’alea, dell’affidarci al destino, di sfidare il...


Il bastone e la carota dell’antidroga

Ott 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
La legge 49/2006, colpo di coda del Governo di centro destra, ha spostato ulteriormente sul piano penale non solo il contrasto al traffico di stupefacenti, ma anche il semplice consumo. Se da una parte ha introdotto importanti (ma controversi) strumenti per le attività delle Forze dell’Ordine, dall’altra ha creato paradossi e anomalie con cui i tribunali si scontrano quotidianamente. Eccone un bilancio, alla luce dei primi riscontri giurisprudenziali La legislazione sugli stupefacenti, modificata dalla L. 49/2006, è un’espressione tipica della cosiddetta legislazione simbolica, volta a rasserenare la società civile rovesciando sul potere giudiziario il compito di infliggere sanzioni penali sempre più eclatanti anche per fatti di minima offensività. Questo si traduce principalmente nell’equiparazione sotto il profilo penale di tutte le sostanze, prima ripartite in 4 tabelle tenendo conto anche della pericolosità delle stesse. Dalla canna all’eroina, nessuna differenza. È ora prevista un’unica tabella delle sostanze stupefacenti: cannabis, eroina e cocaina sono parificate di fronte alla legge in forza di una petizione di principio rispondente ad una visione etica del problema delle dipendenze, senza riscontro nel campo delle evidenze scientifiche. Situazioni così disomogenee vengono parificate in unico trattamento sanzionatorio, da 6 a 20 anni di reclusione e multa da 26 mila a 260 mila...


Apr 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
L’esito della decennale sperimentazione del vaccino contro la cocaina è positivo, ma gli interrogativi di natura medica sono tuttora numerosi. E le risorse dell’enorme business scarseggiano Il sogno è quello di offrire un aiuto efficace a chi voglia vincere la dipendenza dalla cocaina. In assenza di un trattamento farmacologico davvero risolutivo, dalla fine degli anni Novanta l’attenzione dei ricercatori si è concentrata su alcuni tipi di vaccino potenzialmente in grado di “immunizzare” dagli effetti della polvere bianca. Questi vaccini sono oggetto di grandi speranze, ma anche di forti interessi commerciali, nonché dell’attenzione di Governi come quelli di Stati Uniti e Gran Bretagna. Caccia alle molecole. Il brevetto del più noto di questi vaccini, denominato TA-CD, è detenuto dall’azienda britannica di biotecnologie Xenova. Il principio è ormai ben noto. Le molecole di cocaina sono troppo piccole per essere individuate ed intercettate dalle difese dell’organismo. Si è pensato così di “attaccare” ad una o più di esse una proteina della tossina B del colera (detossificata). L’inoculazione del vaccino nel sangue induce, almeno a titolo temporaneo, la produzione di anticorpi specifici alla cocaina, che si legherebbero alle molecole di sostanza che penetrano successivamente nel circolo sanguigno, impedendone quindi il passaggio al cervello. Verrebbero così inattivati...


“Navigando” in acque torbide

Nov 30th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Per evitare di cadere nella trappola della demonizzazione dei fenomeni connessi al gioco d’azzardo e all’utilizzo di Internet, è opportuno muovere da una considerazione forse provocatoria: il gioco favorisce non soltanto l’acquisizione di competenze fisiche e tecniche, ma anche vari aspetti dello sviluppo sociale e cognitivo.  Giocando si impara In particolare, il gioco connesso al pensiero magico (quello d’azzardo, appunto), all’idea di poter prevedere un evento futuro, di poter cambiare la propria vita e il proprio destino rappresenta una delle forme più avanzate di dialogo con le nostre paure, i nostri bisogni, i nostri sogni. Inoltre, le tecnologie informatiche hanno aperto una “finestra sull’Altro” superando alcuni dei modelli tradizionali di relazione e di comunicazione sociale. Quanto basta per affermare che lo sviluppo dell’interesse per il gioco d’azzardo e quello per la Rete virtuale non rappresentano in sé forme malate e perverse dei processi psicologici, ma – al contrario – percorsi creativi ed innovativi, molto gratificanti e da stimolare, la cui pericolosità non è né nello strumento, né nell’esperienza in sé, quanto nell’incapacità di conoscere e governare i processi interni che gioco d’azzardo e Internet contengono, quelle che ormai consideriamo forme di dipendenza senza sostanza. Tentare a volte nuoce Il gambling on line rappresenta una sintesi davvero...


Mens sana pro corpore sano

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Dopo i massicci tagli subiti, i ricercatori europei rivendicano l’importanza della ricerca su droghe e dipendenze. L’occasione per il confronto è stata l’incontro annuale della rete   Dal 1988 si è sviluppata una rete di Centri di documentazione e ricerca su droghe e dipendenze che, con il nome di Elisad (European Libraries and Information Services on Alcohol and other Drugs), riunisce e collega circa cinquanta centri-studio di oltre venti paesi europei, allo scopo di confrontare saperi, metodologie ed esperienze nel campo dell’informazione su alcol e droghe e favorire gli scambi professionali. L’associazione, solita organizzare un incontro annuale in uno dei paesi membri, si è riunita a Firenze dal 21 al 23 ottobre scorso, per confrontarsi sul tema “Consumo di droga e stili di vita problematici: tendenze e rappresentazioni sociali”. La cura sotto ricatto  L’incontro ha visto la partecipazione di un pubblico internazionale operante a diverso titolo nell’area delle dipendenze: tra questi, anche rappresentanti di Lituania, Slovenia e Ungheria, tre nuovi membri dell’Unione Europea. L’evento ha segnato il primo grosso impegno congiunto della rete italiana Acadìa, costituitasi nel maggio 2003 allo scopo di ottimizzare risorse e competenze dei centri che si occupano di dipendenze patologiche, per favorire aggiornamento e formazione continua dei professionisti del settore e per...


Azzardiamo qualche ipotesi

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Al di là della sarcastica frase attribuita a Cavour, che avrebbe parlato di “tassa degli stupidi”, il gioco d’azzardo, facendo leva sulla speranza di facili guadagni, è una tassa che incide sugli strati sociali più deboli. Con il gioco d’azzardo non si ridistribuiscono ricchezze né compensano ingiustizie sociali; al contrario, si impoverisce enormemente la collettività. Una società che attribuisce la realizzazione dei propri desideri ad una vincita giocata non può che essere sempre più misera e infelice. In questi ultimi quindici anni abbiamo assistito non solo ad un aumento del volume di denaro speso per il gioco, ma soprattutto ad una sua trasformazione sociale: dall’essere conviviale, rituale e circoscritto ad a-sociale, consumistico e diffuso. I ritorni economici di chi gestisce il gioco d’azzardo oscurano questo impoverimento e muovono, anzi, onnivore strategie di marketing, tese ad avvicinare un pubblico più vasto possibile. Il che avviene attraverso due canali: la pubblicità (diretta ed occulta) e il potenziamento degli spazi, delle modalità e degli orari in cui è possibile scommettere. La fortuna premia gli audaci? Se per la maggior parte dei giocatori l’azzardo non è dannoso né rischioso, per alcuni può diventare una forma di dipendenza con costi sociali ed umani molto alti. A differenza...


Quando il dado è tratto: la malattia

Nov 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
 Da migliaia di anni il gioco d’azzardo accompagna la storia dell’uomo. La sua esistenza è stata documentata già dal terzo millennio avanti Cristo, nell’Egitto dei faraoni, dove erano diffuse diverse forme di scommesse e giochi finalizzati a vincite pecuniarie.  Giocare d’azzardo significa infatti puntare denaro o altre cose di valore sull’esito di un evento, ma, oggi come un tempo, scommettere – anche con regolarità, come fanno tanti appassionati della schedina – non significa necessariamente cadere in uno schema comportamentale patologico. La pratica del gioco d’azzardo resta infatti sotto il controllo volontario della maggior parte (95-96%) dei giocatori. Un numero relativamente ristretto di essi sviluppa invece una vera e propria dipendenza nei confronti del gioco stesso. In Italia, dove pure i giocatori sono molti, l’incidenza della patologia sembra interessare – in media con altri Paesi occidentali – dall’1 al 3% della popolazione. Da diversi anni anche in ambito nazionale si è iniziato a studiare e a inquadrare il fenomeno in modo più preciso, e oggi possiamo dire che il gap (“Gap” è anche l’acronimo, utilizzato nel gergo medico, di “gioco d’azzardo patologico”) esistente tra l’Italia ed altri Paesi, dove il problema è stato studiato ed affrontato da più tempo, si va gradualmente...