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‘Ndrangheta, radici al nord. Allarme della Dia

Nov 18th, 2010 | Categoria: news
La ‘Ndrangheta nel nord Italia vive e prospera, intriga con la politica, condiziona l’economia. Una “costante e progressiva evoluzione” che “radicata da tempo su quei territori interagisce con gli ambienti imprenditoriali lombardi”. A dirlo non è un oppositore del ministro Maroni, che in queste ore polemizza con Roberto Saviano, ma la Dia (Direzione Investigativa Antimafia) che ha appena consegnato al Parlamento una relazione relativa all’attività delle cosche nel primo semestre del 2010. La Dia agisce nell’ambito del Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero degli Interni, e gode di totale autonomia sia gestionale che amministrativa. Al ministro degli Interni e al Parlamento consegna ogni sei mesi una relazione sull’attività investigativa e sui risultati conseguiti.  Ebbene, i risultati di questo semestre sono allarmanti. La “consolidata presenza” in alcune aree lombarde di “sodali di storiche famiglie di ‘Ndrangheta ha influenzato la vita economica, sociale e politica di quei luoghi”, si legge nella relazione, che sottolinea il “coinvolgimento di alcuni amministratori pubblici locali e tecnici del settore”. Il condizionamento sulla vita politica ed economica lombarda è forte, le infiltrazioni sono soprattutto nel “sistema degli appalti pubblici, nel combinato settore del movimento terra e, in alcuni segmenti dell’edilizia privata” come il “multiforme compartimento che provvede alle cosiddette...


‘Ndrangheta, si spartivano gli appalti pubblici. Sette arresti

Nov 17th, 2010 | Categoria: news
Sette arresti per associazione mafiosa, estorsione, ricettazione, detenzione di armi e danneggiamenti. E’ questo il bilancio di un’operazione antimafia messa a segno dalla Dia di Reggio Calabria, eseguita nella mattina di mercoledì 17 novembre,in seguito all’emanazione di due provvedimenti fra loro correlati emessi dal gip distrettuale della città. Sei dei fermati sono presunti esponenti delle cosche Libri e Condello, quelle storiche e più potenti del reggino. L’ultimo è un imprenditore  di 64 anni, Pietro Siclari, immobiliarista molto noto nel capoluogo calabrese, accusato di estorsione con metodo mafioso. Coinvolti anche altri trenta imprenditori della zona, colpiti da misura interdittiva: le loro aziende, cioè, non potranno più partecipare ad appalti pubblici per sessanta giorni. Proprio in quel settore, infatti, si anniderebbe la loro attività fatta di corruzione e clientele. Le indagini della Direzione Investigativa Antimafia hanno così consentito di scoprire un sistema di pesante condizionamento nell’aggiudicazione degli appalti pubblici nella provincia. Undici gli appalti sotto esame, per un valore complessivo di circa 6 milioni di euro. Si tratta, in particolare, di lavori affidati da enti locali del reggino con importi variabili dai 300.000 al milione e mezzo di euro, per la sistemazione di piazze e strade o per la costruzione di tratti fognari. Fra i...


Camorra Spa: i numeri dei sequestri

Lug 22nd, 2010 | Categoria: articoli
di Nello Trocchia
L’ultimo sequestro è di circa 100 milioni di euro, eseguito dai Gico della Guardia di Finanza, su ordine della direzione distrettuale antimafia di Napoli. I numeri della repressione economica sono aumentati radicalmente in questi anni, grazie all’impegno di magistrati e forze inquirenti. Basta dare uno sguardo al bilancio di questi primi sei mesi di attività della Dia (la Direzione investigativa antimafia) partenopea, guidata dal capo centro Maurizio Vallone. Un bilancio che Narcomafie ha potuto leggere. In settimana le due ultime operazioni. Colpito il clan dei Casalesi, la fazione che fa capo a Michele Iovine. La procura di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un decreto di sequestro nei confronti di Antonio Santamaria, ritenuto affiliato alla mafia casertana. Colpito anche il sodalizio dei Belforte, egemone a Marcianise, sigilli ai beni di Immacolata Cangiano. Cangiano, già sotto processo per estorsione aggravata per aver costretto il responsabile di un Centro Medico locale ad assumerla come assistente sociale nonostante la struttura non ne avesse alcuna necessità, e a non licenziarla nonostante il comportamento professionalmente disdicevole tenuto durante il servizio. Le operazioni eseguite dalla direzione investigativa antimafia di Napoli hanno portato al sequestro di beni per oltre un milione di euro. Sul contrasto all’economia illegale, i numeri sono...