Articoli con tags ‘ dia ’


La Dia smantella un’associazione a delinquere specializzata nelle bancarotte fraudolente

Set 1st, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Giovedì 1 settembre, la Direzione investigativa antimafia di Genova ha disposto arresti e perquisizioni in diverse regioni dell’Italia centrosettentrionale, effettuando sequestri preventivi di beni per un valore stimato in oltre 150 milioni di euro. Su mandato della Procura di Piacenza – che coordina le indagini la Direzione Investigativa Antimafia genovese, coadiuvata dalle articolazioni di Milano, Torino e Firenze -, ha eseguito 8 provvedimenti restrittivi e denunciato 14 persone in stato di libertà. Si tratta di soggetti tutti appartenenti a un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di bancarotta fraudolenta, riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. I sequestri hanno interessato società e beni aziendali, conti correnti bancari, fabbricati, beni immobili e mobili registrati, tutti illecitamente accumulati, situati nelle province di La Spezia, Massa Carrara, Milano, Piacenza, Prato, Lodi e Siena, e completamente riconducibili al gruppo industriale piacentino “Dorini”, operante nel settore della vendita e assistenza post-vendita di veicoli commerciali Volvo, con ramificazioni in quello immobiliare. L’attività del sodalizio criminale era finalizzata allo svuotamento patrimoniale delle società in stato di insolvenza, trasferendo nel contempo i beni aziendali in aziende di nuova costituzione le cui quote erano intestate a soggetti di fiducia. Le società insolventi venivano trasferite in Bulgaria e Romania per impedire, così, la dichiarazione di fallimento in Italia ed il conseguente esercizio dell’azione penale...


Traffico stupefacenti, maxi operazione della Dia in Puglia, Toscana e Abruzzo

Giu 16th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’operazione condotta dalla Dia di Bari nelle regioni Puglia, Toscana e Abruzzo, a seguito dell’emissione di 20 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 5 cittadini italiani e 15 cittadini albanesi. Alle ordinanze si aggiunge il sequestro di beni mobili e immobili. Le accuse riguardano il traffico di stupefacenti. Sono stati sequestrati 13,5 chili di eroina, per un valore di oltre un milione di euro. Oltre alle 20 persone che saranno prese in custodia, altre 18 sono state denunciate a piede libero. Anche un laboratorio per la preparazione delle sostanze è stato individuato attraverso le indagini.


Camorra, maxi operazione a Napoli, 64 arresti a Forcella

Giu 9th, 2015 | Categoria: news
Maxi operazione della Polizia di Stato di Napoli, coordinata dalla Dda e dalla procura del tribunale dei minori, nella zona di Forcella. Gli agenti hanno emesso 64 ordinanze di custodia cautelare nei confronti persone ritenute appartenenti alle famiglie camorristiche Giuliano, Sibillo, Brunetti e Amirante. Le accuse, gravissime e a vario titolo, vanno dall’associazione di tipo mafioso all’omicidio, dal tentato omicidio al traffico di stupefacenti e alla detenzione del porto abusivo di armi. Gli investigatori hanno ricostruito una serie di agguati riconducibili alla contrapposizione con clan avversari. L’organizzazione utilizzava anche giovanissimi affiliati che in alcune intercettazioni telefoniche vengono definiti “i bimbi”. L’inchiesta è coordinata dai pm della Dda Henry John Woodcok, Francesco De Falco, Enrica Parascandalo e dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Woodcok e Parascandalo sono i titolari dell’indagine riaperta da qualche tempo sull’omicidio del giornalista Giancarlo Siani per verificare una pista che attribuisce il delitto alla camorra di Forcella. L’inchiesta ricostruisce le attività di un’organizzazione criminale nata sulle ceneri dello storico clan di camorra Giuliano di Forcella che ha acquisito, negli ultimi anni, il controllo delle attività illecite in diverse zone del centro antico di Napoli.


Cambio di vertice alla Dia, arriva D’Alfonso

Giu 30th, 2011 | Categoria: news
Il dirigente generale della polizia di Stato Alfonso D’Alfonso è il nuovo direttore della Direzione investigativa antimafia. Lo ha deciso il consiglio di amministrazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che ha varato una serie di nomine e spostamenti di questori e dirigenti. D’Alfonso, che prende il posto del generale dei carabinieri Antonio Girone, si insedierà alla Dia il primo luglio. Dopo tre anni impegnati a guidare la Direzione investigativa antimafia, il Generale di Corpo d’Armata dell’Arma dei Carabinieri, Antonio Girone, rimette oggi il suo mandato, iniziato l’1 novembre 2008, in quanto destinato presso il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Nel corso del triennio, sotto la guida del Generale Girone e caratterizzato da una notevole “effervescenza nella produzione legislativa” nello specifico settore antimafia, ambito in cui la Dia ha sempre svolto un ruolo propositivo, sono stati raggiunti risultati di straordinario livello negli obiettivi strategici di politica anticrimine che l’Autorità di Governo, attraverso il Dipartimento della P.S., gli ha affidato, principalmente orientati: all’individuazione e aggressione dei patrimoni illecitamente costituiti dalle organizzazioni mafiose; all’antiriciclaggio, previo il contrasto dell’infiltrazione mafiosa dei pubblici investimenti (in particolare appalti pubblici), nonché attraverso l’approfondimento delle “segnalazioni di operazioni finanziarie sospette”. Nell’impegno a garantire sicurezza e legalità, nell’ampio contesto del contrasto alle...


Beni sequestrati a imprenditore palermitano

Giu 17th, 2011 | Categoria: news
La Direzione Investigativa Antimafia di Palermo ha sequestrato all’imprenditore Giuseppe Bordonaro, 52 anni, beni mobili e immobili, quote e beni aziendali di varie società, macchine di grossa cilindrata, una imbarcazione da diporto e denaro per un valore complessivo di tredici milioni di euro. L’imprenditore, proprietario di una cava e coinvolto in passato nel sistema dell’illecita aggiudicazione degli appalti, era stato condannato con sentenza della Corte d’Appello di Palermo del 2003, divenuta definitiva il 12/04/2007, a 4 anni e 6 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso, per tanto aveva ceduto una serie di proprietà che continuava a gestire attraverso prestanomi. Le imprese, oggetto di liquidazione o scioglimento, in realtà sono state nuovamente costituite con il medesimo oggetto sociale, ma con la proprietà in capo ai fratelli Pietro e Benito, immuni da pregiudizi penali. Contemporaneamente al padre, Salvatore Bordonaro, Giuseppe aveva anche ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere dal Gip presso il Tribunale di Palermo, perché ritenuti responsabili, insieme ad altri, del delitto di associazione di tipo mafioso, finalizzata alla turbativa d’asta. Secondo quanto emerso dalle indagini l’imprenditore, che da anni opera nel settore della gestione delle cave di pietra, avrebbe beneficiato della sua appartenenza a Cosa nostra per consolidare la posizione...


Zio ‘ntoni e i beni sequestrati

Giu 16th, 2011 | Categoria: news
Ad Antonio Mancuso, alias “zio ‘ntoni”, sorvegliato speciale e considerato dagli inquirenti uno dei capi carismatici della cosca Mancuso di Limbadi (Vibo Valentia), la Direzione investigativa antimafia di Catanzaro ha sequestrato beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro. Il provvedimento di sequestro, su proposta formulata dal direttore della Dia, generale dei carabinieri Antonio Girone, è stato adottato dal Tribunale di Vibo Valentia, sezione misure di prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, e ha interessato 73 appezzamenti di terreno e 6 fabbricati, situati nella nota località turistica di Nicotera, ma anche diversi rapporti bancari e il compendio di un’azienda agricola, intestata alla moglie. Le indagini, infatti, hanno fatto emergere una sproporzione tra i redditi dichiarati e le attività economiche espletate. Il rapporto descrive il Mancuso come “un personaggio ben inserito negli ambienti criminali operanti nella provincia di Vibo Valentia, dove è ritenuto un elemento verticistico e risulterebbe tra i personaggi più carismatici della cosca Mancuso di Limbadi i cui interessi, com’è noto, sono rivolti anche verso altre regioni d’Italia e persino all’estero. Numerosi risultano essere i precedenti a suo carico per reati gravi contro la persona e il patrimonio, in particolare nel 2003 (processo Genesi)...


Sequestrati beni alla mafia garganica

Giu 13th, 2011 | Categoria: news
Avrebbero ottenuto mutui ipotecari nonostante redditi molto bassi, e garantivano il pagamento delle rate con i proventi di attività illecite. Lo hanno scoperto le indagini della Dia di Bari, la direzione investigativa antimafia, che stamane ha disposto il sequestro preventivo di beni, emesso dal gip di Bari, a carico di cinque esponenti di spicco della mafia garganica, riconducibili al clan Li Bergolis. Secondo gli investigatori, gli indagati, già arrestati per traffico di cocaina ed hashish, avrebbero tramite i mutui accresciuto il patrimonio immobiliare, cointestando beni mobili ed immobili anche ai familiari. I sequestri, di appartamenti, garage ed auto, sono stati eseguiti dagli uomini della Dia di Bari, in collaborazione con i carabinieri del comando provinciale di Foggia.


Spagna, sequestrati beni per tra milioni di euro ad imprenditore agrigentino

Mar 31st, 2011 | Categoria: news
L’Autorità Giudiziaria spagnola, recependo la legislazione antimafia italiana, ha disposto, nei confronti dell’imprenditore del settore oleario Diego Agrò, 64enne di Racalmuto, in provincia di Agrigento, il sequestro di tre aziende, con sede in Andalusia, operanti nella produzione e commercializzazione di olio, latticini ed altri prodotti alimentari, per un valore complessivo di oltre 3 milioni di euro. Il sequestro, effettuato in territorio iberico, si va ad aggiungere a quelli già effettuati, lo scorso anno, dalla Direzione Investigativa Antimafia, sempre a carico di Agrò, per un totale di oltre 53 milioni di euro. Il Tribunale di Agrigento, condividendo le risultanze investigative della Direzione Investigativa Antimafia – diretta dal Generale dei Carabinieri Antonio Girone – nel mese di giugno dell’anno scorso, aveva trasmesso richiesta di rogatoria internazionale al ministero di Giustizia spagnolo, tramite la Criminalpol- Servizio per la Cooperazione Internazionale – Div. Interpol – del ministero degli Interni, per l’esecuzione di un provvedimento di sequestro relativo alle tre aziende ubicate in Spagna, riconducibili ad Agrò Diego. Agrò Diego è stato arrestato nel 2007, insieme al fratello Ignazio classe ‘38, anch’egli imprenditore nel settore alimentare, nell’ambito...


L’Emilia Romagna chiede che venga costituita la Dia in regione

Mar 31st, 2011 | Categoria: news
Piena condivisione e voto unanime dall’aula dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna alla risoluzione presentata dai consiglieri del gruppo del Pd, primo firmatario Marco Carini (tra i firmatari anche Rita Moriconi, Psi-Pd), che impegna la Giunta ad attivarsi presso il ministero dell’Interno per chiedere che anche in Emilia-Romagna venga costituita una Agenzia operativa della Dia (Direzione investigativa antimafia). Lo riferisce una nota dell’assemblea legislativa regionale. Marco Carini, che ha illustrato il documento, ha ricordato che ”nei primi sei mesi dell’anno scorso, su 12.828 segnalazioni di operazioni finanziarie sospette ad alto rischio di riciclaggio registrate in Italia, ben 910 (il 7,09% del totale: quinto posto in Italia dietro Lombardia, Lazio, Campania e Toscana) provenivano dal territorio emiliano-romagnolo. Inoltre, secondo i dati della Dia nazionale, l’Emilia-Romagna risulta al quarto posto tra le Regioni del centro nord per reati di estorsione e le statistiche sono simili anche per quanto riguarda l’usura”. Narcomafie si è occupata della presenza della criminalità organizzata in Emilia Romagna nel recente numero di marzo, dal titolo “‘Ndrangheta a Reggio Emilia. Mafie di pianura”.


Boss dei Casalesi aggiravano il 41 bis. Arrestati due vigili urbani

Nov 23rd, 2010 | Categoria: news
Operazione Briseide, questo il nome che gli investigatori hanno dato all’indagine che ha visto al centro i pubblici ufficiali del Comune di Casal di Principe in concorso con i parenti del boss detenuto Francesco Bidognetti, del clan dei Casalesi. E nome più appropriato non poteva trovarsi per una simile operazione: i boss di camorra, coadiuvati da due agenti di polizia municipale, aggiravano il 41 bis (noto come “carcere duro”) per vedere le fidanzate. L’operazione, messa a segno dalla Dia di Napoli e dal Nic (il reparto investigativo della Polizia Penitenziaria) ha portato all’arresto di due vigili urbani di Casal di Principe: a finire in manette sono Mario De Falco, di 51 anni, fratello del defunto boss Vincenzo, ucciso durante una guerra di camorra nel 1991,  e Stanislao Iaiunese, di 58 anni. Altre due ordinanze di custodia cautelare sono state invece emesse per i boss che dell’aiuto di Iaunese e De Falco si avvalevano. Si tratta di Michele e Gianluca Bidognetti, rispettivamente zio e nipote, esponenti dell’omonimo clan. Gianluca Bidognetti, di recente condannato a otto anni di reclusione per associazione mafiosa, tentato omicidio ed estorsione aggravata, è figlio di Anna Carrino, pentita del clan dei Casalesi. ...