Articoli con tags ‘ democrazia ’


Al di sotto della legge, ieri la presentazione alla Camera. Il video

Giu 11th, 2015 | Categoria: news
Il diritto di ogni cittadino di esprimere pubblicamente il proprio dissenso e i conflitti sociali che possono sorgere attorno alle richieste di giustizia, di affermazione di diritti offesi o negati. Un tema essenziale per rileggere la vita civile, provando a fare un passo indietro rispetto ai ruoli – cittadini, forze dell’ordine, istituzioni – e con l’obiettivo di tendere al bene delle società. Il libro Al di sotto della legge, da maggio in libreria, è un incontro inedito tra un “ragazzo di Genova”, che da quel luglio 2001 non ha superato la diffidenza nei confronti delle forze dell’ordine, e un poliziotto di lungo corso, che crede nella sua istituzione ma ne ha ripetutamente contestato il conformismo, anche dopo Genova. Dal loro incontro nasce una lunga conversazione. Non sempre facile. Mai rituale. Nella quale scorre un lungo pezzo della storia d’Italia Il libro è stato presentato il 10 giugno alla Camera dei Deputati, nel corso di una conferenza stampa cui ha preso parte, con i due autori, il deputato del Partito Democratico Davide Mattiello. Guarda il video sulla pagina della Camera


Democrazia è deliberazione

Apr 8th, 2011 | Categoria: archivio articoli
di Enrico Griseri
In quale misura, nelle democrazie odierne, le scelte espresse dai cittadini con il voto sono frutto di informazioni e ragionamenti approfonditi? Quanto gli elettori possono effettivamente dire la loro sulle singole questioni? Gli eletti promuovono davvero le istanze di chi li ha votati? Fino a che punto nelle assemblee elettive le decisioni si formano attraverso un dibattito autentico, che prescinde da tattiche e strategie? Sono domande che, come ben sappiamo, non hanno risposte incoraggianti. I teorici della cosiddetta democrazia “deliberativa” (dal verbo inglese to deliberate nel suo significato di “valutare a fondo e decidere attraverso la discussione”) ritengono che per contrastare questo stato di cose, aiutando la democrazia a superare la crisi in cui versa, occorra iniettare nella vita pubblica una robusta dose di riflessione dialogica, di dibattito informato, per l’appunto di “deliberazione”. La deliberazione, ponendoci concretamente di fronte all’alterità ma anche alla costitutiva affinità dei soggetti umani, è infatti la radice, il “fatto originario” della democrazia, che più di qualunque considerazione teorica ha il potere di educare a questa forma di governo. Non solo: la discussione libera e approfondita è il mezzo più potente per sviluppare nuove idee e affinare quelle esistenti, sicché è primariamente valorizzando la deliberazione che una...


L’Italia peggio del Ruanda

Nov 25th, 2010 | Categoria: archivio articoli
Nella classifica internazionale di Transparency International sulla percezione della corruzione c’è un dato costante da oltre un decennio: lo scivolamento dell’Italia sempre più in basso. Se fino allo scorso anno in Italia il ricorso alle mazzette era considerato più frequente rispetto a paesi come Botswana, Arabia Saudita e Cuba, con la graduatoria del 2010, resa pubblica a fine ottobre, il punteggio italiano sprofonda ulteriormente. Oggi anche Ruanda, Ghana, Tunisia, Lettonia e Namibia ci sopravanzano per la maggiore trasparenza dei loro processi decisionali nel settore pubblico. Nel mondo l’Italia crolla al 67° posto con il punteggio più basso dal 1995, era al 41° nel 2006, è quart’ultima tra i paesi dell’Unione europea. Solo sette paesi tra i 178 considerati da Transparency accusano un drastico deterioramento tra il 2009 e il 2010, e l’Italia ne è capofila. Un fenomeno carsico. La classifica della corruzione utilizza una serie di surveys e sondaggi effettuati da diversi organismi internazionali per rilevare la sensazione di quanto sia esteso il sottobosco delle tangenti in un certo paese. Si basa sulle percezioni, non ne misura la pratica effettiva. Del resto la corruzione non è una realtà osservabile direttamente, bensì un fenomeno carsico che di tanto in tanto emerge...


Una donna contro la mafia e il fascismo

Gen 15th, 2010 | Categoria: fuoricatalogo
di Elena Ciccarello
Vittoria Giunti è stata il primo sindaco donna della Sicilia. Nata ad Arezzo nel 1917, si affermò come matematica, cresciuta negli ambienti romani di via Panisperna, prima di diventare partigiana comunista della Resistenza. Giovane staffetta abbandonò la carriera accademica per l’impegno antifascista e poi, nel dopoguerra, seguì il suo uomo siciliano fin nel cuore più remoto dell’Isola e della “resistenza” contadina. Erano gli anni delle occupazioni delle terre e delle lotte per l’abolizione del feudo. Anni in cui la mafia non risparmiò vittime tra sindacalisti e uomini politici che guidavano le proteste. Arrivò a Raffadali (Ag) come moglie di Salvatore Di Benedetto, illustre partigiano con un ruolo di primo piano nella vita del Pci nazionale. Da “continentale” e figlia della buona borghesia toscana – aveva anche diretto la casa della cultura di Milano – seppe inserirsi in punta di piedi in quel mondo che le era lontano, geograficamente e culturalmente, fino a contaminarlo positivamente con la sua esperienza e vocazione politica. Con tatto e delicatezza riuscì a diventare un punto di riferimento per i raffadalesi, per le donne uno stimolo alla loro emancipazione. Mentre il marito veniva eletto più volte deputato, lei diventava sindaco, nel 1956, del piccolo comune di Santa...


La democrazia in ostaggio

Dic 10th, 2007 | Categoria: recensioni
Sicilia terra di elezione delle stragi, della violenza pura del potere. Sicilia che riesce a impregnare di sicilianità ogni fatto di sangue consumato nel suo territorio fra Ottocento e Novecento, dall’eccidio di Bronte ordinato dal garibaldino Nino Bixio fino a Capaci e via d’Amelio, con un bilancio di due migliaia di morti in poco più di un secolo. Un lungo percorso di repressione in cui gli eventi hanno un unico marchio: sono azioni esemplari per la salvaguardia di privilegi minacciati, azioni talvolta preventive o repressive, affinché i potenti di turno si assicurino il dominio. Nel libro collettaneo La Sicilia delle stragi (Newton Compton), il curatore Giuseppe Carlo Marino parla di una “pedagogia della paura” messa in scena nell’isola dall’indomani dell’Unità d’Italia agli eccidi proletari del primo ventennio del Novecento; dalle stragi naziste e americane a quella di via Maqueda a Palermo nel ’44; fino a Portella della Ginestra, «madre di tutte le stragi» scrive Marino, e al delirio della mafia corleonese esploso all’inizio degli anni Novanta. Un libro drammatico, una cronistoria della Sicilia attraverso tragedie che rivelano tensioni sociali e giochi di potere. Marino, ordinario di storia contemporanea all’università di Palermo e tra i maggiori storiografi della mafia (suoi, sempre per Newton...


Crisi democratica? La soluzione è sulla carta

Mag 10th, 2006 | Categoria: recensioni
A cosa serve la Costituzione e perché non è una legge come tutte le altre? Su quali fondamenti è stata scritta? È necessario riformarla? In tempi di attacchi inusitati e strumentali ai principi costituzionali, di tentativi di riforme radicali quanto controproducenti per l’unità e la tenuta del Paese, le risposte diventano sempre più difficili. Luciano Violante ha deciso di controbattere a queste e a molte altre domande scrivendo una lettera aperta a due giovani, Giovanna e Michele, e attraverso loro a tutti i giovani. Nel breve saggio non vi è pedanteria accademica; al contrario, le risposte propongono un affascinante e rigoroso percorso di ricerca, partendo da una constatazione: l’attuale fragilità politica ed economica del nostro Paese nasce dall’aver perso lo spirito essenziale della Costituzione. Secondo l’autore, è proprio dalla consapevolezza di questa perdita che i giovani possono trarre maggiori possibilità di cambiare rotta alla deriva di questi ultimi anni. La lettura aiuta anche a riflettere su molti passaggi cruciali della storia del nostro Paese e sul come la Costituzione sia riuscita a impedire pericolosi colpi di mano; in particolare l’autore elenca i vari tentativi di riforma costituzionale, dalle bicamerali presiedute da Ciriaco De Mita e Massimo D’Alema, fino all’ultima proposta di modifica, fortemente...


Il tempo del dialogo

Dic 30th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Lungi dall’essere antagonismo all’innovazione, il “no” trasversale all’alta velocità in Val di Susa è un esempio di democrazia dal basso contro la sicumera di istituzioni miopi che, in nome di interessi economici, ignorano le ragioni di un’intera collettività Sul numero di «Narcomafie» dello scorso luglio pubblicavamo un articolo sul progetto di realizzazione della linea ad alta velocità in Val di Susa, sollevando perplessità – sulla base di interviste a tecnici e professori universitari che del progetto si sono interessati – in merito all’opportunità dell’opera. Alla luce dei fatti delle ultime settimane, appare chiaro che la vicenda della Val di Susa è diventata oggi molto più di un progetto contestato (da 15 anni!) dalla popolazione. Molto di più per ciò che rappresenta in termini di democrazia, soprattutto tenendo conto di quello che di questo progetto, man mano che il tempo passa e le questioni affiorano, si viene a sapere: intrallazzi, assenza di verifiche, ditte che dopo aver sondato il terreno (e non in senso astratto) si sono ritirate… Siamo tutti valsusini. La Val di Susa vede oggi un fronte che, oltre alla storica presenza di tutti i sindaci (40) e i presidenti delle due Comunità Montane, si è allargato all’Italia intera, dal Friuli alla...


Niente di nuovo sul fronte occidentale

Nov 10th, 2004 | Categoria: recensioni
Ci sono libri che per semplicità e forza vengono considerati, a ragione o a torto, il punto cardine di svolte nel pensiero comune. Libri che sembrano basati su pochi concetti chiave, comprensibili a tutti e apparentemente poco innovativi. Ma proprio l’immediatezza è la loro forza, perché in grado di restituire in modo semplice percorsi molto più complessi. La democrazia degli altri ha le caratteristiche per rientrare in questa categoria. Un solo appunto, il titolo. Meglio sarebbe stato “La democrazia di tutti”, quello scelto, infatti, non rende giustizia al taglio costruttivo e ri-costruttivo che l’autore bengalese, già premio Nobel per l’economia nel 1998, ha dato a questo libro il cui scopo è definire i confini della democrazia come valore condiviso. In realtà si tratta della raccolta di due saggi, “Le radici globali della democrazia”, pubblicato nel 2003 in forma ridotta su «The New Republic», e «La democrazia come valore universale», discorso pronunciato alla Global Conference on Democracy tenutasi a Nuova Delhi e pubblicata sul «Journal of Democracy» nel 1999. Non vi è traccia di contrapposizione fra noi e gli altri, se non in termini de-costruttivi, e l’incipit soddisfa le aspettative del lettore: «Non c’è alcuna ragione di stupirsi che in Iraq le prospettive...


Pressing stretto sul crimine

Giu 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Vivere il proprio territorio, partecipare alle decisioni che lo riguardano e riqualificarlo, per riempire quei “vuoti” tra cittadini e politica che sono l’humus in cui prospera l’illegalità.  I percorsi di Bilancio partecipativo insegnano… Non esistono definizioni univoche per spiegare un Bilancio partecipativo (modalità sperimantata per la prima volta oltre 15 anni fa a Porto Alegre, cfr. «Narcomafie» 11/03, ndr.); sono troppi, infatti, i percorsi di democrazia territoriale che si danno o ricevono questo nome, partendo da motivazioni, situazioni di contesto, obiettivi e modalità tra loro differenti. Per che cosa, allora, esperienze tanto diverse meritano un identificativo comune? Principalmente per il fatto di aver saputo attivare un effettivo coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte che hanno un forte peso sulla programmazione economico/finanziaria, di essere in grado di creare sia vivaci relazioni di scambio “verticale” tra abitanti e ammministratori locali, sia di rafforzare o costruire ex-novo forti relazioni “orizzontali” di dialogo e cooperazione tra cittadini.  Queste due dimensioni di approfondimento del dialogo sociale non possono essere disgiunte. Se manca la prima, infatti, i percorsi restano in un ambito di autorganizzazione dei movimenti e dei tessuti associativi che difficilmente riesce ad incidere sulle scelte istituzionali; se manca la seconda ci troviamo, al massimo, in un caso di “bilancio partecipato”...


Esperimenti di partecipazione

Nov 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
Assemblee pubbliche per discutere le spese e la gestione del territorio municipale. Arriva dall’America Latina, dove ha già riscosso notevole successo, una proposta di democrazia partecipativa. Dopo i primi passi in Europa anche in Italia qualcosa comincia a muoversi  Il 18 Ottobre a Piacenza si è tenuta la “1° Assemblea Nazionale degli enti locali che sperimentano il bilancio partecipativo”. Come gli antichi navigatori e conquistatori del Sud America portavano dal Nuovo al Vecchio mondo oro, ricchezze ed esotiche novità, nel tempo della globalizzazione, con lo stesso tragitto, si sono portati i semi di una nuova proposta politica che lentamente sta contaminando e risvegliando l’Europa. L’incontro di Piacenza, a cui hanno partecipato e aderito numerosi enti locali italiani, è solo il più recente degli appuntamenti che hanno segnato in questi anni il cammino verso la ricerca di nuove forme di gestione locale capaci di rivoluzionare il tradizionale rapporto cittadino-istituzioni.  Rinascere dalle proprie ceneri Con il 1° Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre nel 2001 l’idea di “democrazia partecipativa” è esplosa ed è dilagata in un mondo globalizzato saturo di contraddizioni politiche, sociali ed economiche. Il tema è stato infatti adottato dai movimenti aderenti al Forum come uno degli elementi più propositivi e innovatori nell’espressione di una risposta alle politiche “neoliberiste”, compiute da Stati e Organismi sopranazionali, sottoposti...