Articoli con tags ‘ DDA Torino ’


Concorso in abuso d’ufficio, assolto il prefetto e presidente della Regione Valle d’Aosta

Nov 24th, 2014 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Augusto Rollandin, presidente della Regione Valle d’Aosta e prefetto, è stato assolto dall’accusa di concorso in abuso d’ufficio nell’ambito del processo “Usque Tandem”, conclusosi pochi minuti fa presso il tribunale di Aosta (nella foto). Secondo la sentenza del Gup Giuseppe Colazingari, “il fatto non costituisce reato” e “il fatto non sussiste”. Insieme a lui, assolti anche tutti gli altri imputati: l’imprenditore della ditta costruttrice Giuseppe Tropiano, l’ingegnere Serafino Pallù, l’amministratore unico della Coup (società di scopo creata dalla Regione per gestire i lavori all’ospedale regionale) Paolo Giunti, il responsabile unico del procedimento della Coup, Alessandro De Checchi e gli ingegneri Matteo Gregorini e Biagio De Risi imputati, a vario titolo, per abuso d’ufficio e turbativa d’asta. “Usque Tandem” era un filone di inchiesta derivato dall’indagine “Tempus Venit” del dicembre 2011. Il prefetto era indagato per concorso in abuso d’ufficio poiché, secondo l’accusa rappresentata in aula dal pubblico ministero Daniela Isaia che ha coordinato le indagini dei Carabinieri di Aosta, avrebbe – in accordo con l’imprenditore Giuseppe Tropiano (titolare dei lavori del parcheggio pluripiano del nosocomio valdostano) e con Serafino Pallù, progettista e direttore dei lavori – “procurato un ingiusto profitto e un rilevante vantaggio patrimoniale” alla società di Tropiano. Secondo l’accusa, tra...


Valle d’Aosta, cinque condanne in primo grado per “Hybris”. Riconosciuta l’aggravante del metodo mafioso

Ott 14th, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
Cinque imputati. Oltre quaranta anni di carcere. A vario titolo, contestati i reati di tentata estorsione, danneggiamento, rapina, tentato omicidio, lesioni, con l’aggravante del metodo mafioso. Questo il bilancio della sentenza di primo grado del processo con rito abbreviato “Hybris”, conclusosi lunedì 13 ottobre a Torino e scaturito dalle indagini condotte dai Carabinieri di Aosta, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. I condannati sono tre membri – padre e due figli – della famiglia Taccone, originari della Calabria e residenti a Saint Marcel, paese ad una dozzina di chilometri di Aosta: il padre Claudio (nato a Rosarno il 30 agosto 1968) è stato condannato a 8 anni e 4 mesi,  mentre i figli Vincenzo (nato a Cinquefrondi il 24 settembre 1993) e Ferdinando (nato a Cinquefrondi il 31 maggio 1992) sono stati condannati rispettivamente a 8 anni, 7 mesi e 10 giorni e 13 anni e sei mesi. Agli altri due imputati, Domenico Mammoliti (27 anni) e il padre Santo Mammoliti (classe 1974), sono stati inflitti rispettivamente 8 anni e due mesi e tre anni. L’accusa, rappresentata dal pm Stefano Castellani (a cui si affianca il pm aggiunto Daniela Isaia distaccata dalla Procura aostana) aveva chiesto 8 anni per Claudio...


Cave e malaffare in Piemonte

Lug 11th, 2014 | Categoria: articoli
di Massimiliano Ferraro
Dopo l’articolo “La cava dell’Orco” publicato sul numero di giugno della nostra rivista (http://www.narcomafie.it/2014/07/09/la-cava-dellorco/), torniamo ad occuparci di mafie e rifiuti, di cave in Piemonte. (altro…)


Torino, operazione San Michele: ‘ndrangheta, zona grigia e appalti pubblici

Lug 1st, 2014 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
San Michele, protettore dei poliziotti. Sulla cui effigie giurano “onore” però anche gli ‘ndranghetisti. “San Michele” come il nome del bar di Volpiano (in provincia di Torino) all’interno del quale  si riunivano i membri della ‘ndrina distaccata di San Mauro Marchesato, cittadina del crotonese. Tre anni di indagini – caratterizzate da intercettazioni ambientali e telefoniche, pedinamenti, controlli incrociati dei flussi di denaro – che questa mattina, nell’ambito appunto dell’operazione “San Michele”, hanno portato all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare in carcere per altrettanti indagati da parte dei Carabinieri del Ros e dei comandi provinciali di Torino, Milano, Novara, Savona, Catanzaro e Crotone, coordinati dalla Procura della Repubblica-Direzione distrettuale antimafia di Torino. Dal quadro probatorio emerge che a capo della ‘ndrina distaccata, in stretto collegamento con la locale di Volpiano e il Crimine di Torino, vi erano Mario Audia e Domenico Greco, e che il capocosca Angelo Greco, residente dal giugno 2013 a Venaria Reale, in provincia di Torino, già oggetto di attività investigative sin dalla metà degli anni Novanta, aveva il compito di supervisionare la ‘ndrina. «L’indagine odierna – ha spiegato il Procuratore aggiunto Sandro Ausiello – comprova, come già accaduto in passato per la maxi operazione Minotauro, che la ‘ndrangheta,...


Aosta, imprenditori assolti in secondo grado dall’accusa di favoreggiamento

Ott 29th, 2013 | Categoria: news
“Il fatto non costituisce reato”. Con questa motivazione la Corte di Appello di Torino ha assolto i tre fratelli Tropiano – Giuseppe (nella foto), Romeo e Salvatore – protagonisti dell’inchiesta “Tempus Venit” condotta dai carabinieri del Comando di Aosta e coordinate dalla procura aostana e dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. I fatti risalgono al 2011, quando gli imprenditori – calabresi ma operanti in Valle d’Aosta – sono stati raggiunti da una serie di richieste estorsive. A fare gola agli estorsori, la costruzione del parcheggio pluripiano adiacente all’ospedale regionale valdostano: un appalto di 18 milioni di euro. I Tropiano decisero di non denunciare il fatto ma di rivolgersi a un loro amico, Michele Raso, che a sua volta si mise in contatto con Giuseppe Facchinieri, sorvegliato speciale. Una modalità che costò a Giuseppe Tropiano e ai suoi fratelli Romeo e Salvatore l’accusa in primo grado (con sentenza emessa il 30 gennaio di quest’anno) di favoreggiamento aggravato dal metodo mafioso. Oggi quell’accusa decade perché, secondo la Corte torinese, “il fatto non costituisce reato”. Assolto inoltre Michele Raso dal reato di tentata estorsione nei confronti dei fratelli Tropiano: la pena è stata quindi ridotta dai tre anni e sei mesi del primo...


‘Ndrangheta in Val d’Aosta, istituita commissione consiliare speciale

Gen 26th, 2012 | Categoria: news
Anche  la Valle d’Aosta si doterà di una commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose. La seduta del Consiglio Regionale di ieri (nella foto la sede di Palazzo Regionale), mercoledì 25, ha infatti approvato all’unanimità la risoluzione presentata dal gruppo di minoranza Alpe. La commissione sarà composta da sette consiglieri regionali (due dei quali appartenenti alle forze politiche di minoranza) ed entro il 31 ottobre dovrà presentare al Presidente del Consiglio regionale Albert Cerise una relazione. Dalla stessa si dovranno evincere i settori maggiormente a rischio di infiltrazioni (o all’interno dei quali si siano già verificati episodi); le strategie da attuare per entrare in sinergia con apparati simili presenti in altre realtà d’Italia; le attivirà di studio e le proposte pratiche amministrative (nonché interventi normativi) che possano creare argini di contrasto del fenomeno. La commissione consiliare speciale sulle infiltrazioni mafiose si affianca alla legge regionale numero 11 approvata nel 2010 (“Politiche e iniziative regionali per la promozione della legalità e della sicurezza”) e alla firma del protocollo tra la Regione Valle d’Aosta e la Direzione Investigativa Antimafia (risalente all’11 maggio 2011) atta a monitorare la fruizione dei dati relativi all’esecuzione di appalti pubblici sul territorio valligiano. Territorio che di recente – il 20...


Valle d’Aosta, “l’isola felice” bersaglio della ‘ndrangheta

Dic 21st, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Marika Demaria
‘Ndrangheta in Valle d’Aosta. La Procura di Aosta, in collaborazione con il reparto operativo dei Carabinieri di Aosta, la Procura di Bologna e la Direzione distrettuale antimafia di Torino ha acceso i riflettori su due tentavi di estorsione ai danni di altrettanti imprenditori residenti ad Aosta ma originari di San Giorgio Morgeto. Si tratta di Giuseppe Tropiano e Luigi Monteleone: il primo è impegnato nel settore dell’edilizia (è titolare dell’appalto per la ristrutturazione dell’ex Residence “Mont Blanc”, imponente complesso sito ad Aosta), mentre il secondo si occupa del recupero archeologico. I fermi – spiccati dalla Dda di Torino – riguardano: Giuseppe Facchinieri e Guseppe Chemi, entrambi classe 1960, nati rispettivamente a Cittanova e a Taurianova (in provincia di Reggio Calabria) e residenti il primo a Marzabotto e il secondo a Castel d’Aiano; Michele Raso, classe 1962 di Cinquefrondi e Roberto Raffa, nato a San Giorgio Morgeto nel 1975 ma residente ad Aosta. «Le indagini – ha spiegato in conferenza stampa Sandro Ausiello, procuratore aggiunto della Procura di Torino – sono iniziate su impulso della Procura di Aosta che aveva seguito gli episodi di estorsione ai danni di Tropiano. Il soggetto, sotto tiro da maggio, ha in realtà denunciato a settembre, senza fornirci...


‘Ndrangheta in Valle d’Aosta, 6 condanne per traffico di cocaina

Nov 22nd, 2010 | Categoria: news
Sono stati tutti condannati con l’accusa di traffico di stupefacenti i componenti della diramazione valdostana dei Nirta, la cosca coinvolta nella faida di San Luca, nella Locride. I fratelli Domenico e Giuseppe Nirta e i nipoti Franco e Roberto Di Donato erano stati arrestati ad Aosta l’11 giugno 2009 a seguito delle indagini avviate dal Raggruppamento Speciale Operativo dei Carabinieri, sotto il controllo della Direzione Distrettuale Antimafia di Torino, già nel 2007. Proprio presso il Palazzo di Giustizia “Bruno Caccia” del capoluogo piemontese sono state emesse le condanne, venerdì 19 novembre: 15 anni e 4 mesi di reclusione per i fratelli Nirta, 8 anni per Franco Di Donato e 6 per il fratello Roberto, nonostante la Procura avesse chiesto 18 anni e otto mesi per i fratelli Nirta e 14 anni per i Di Donato. Considerate persone irreprensibili – i fratelli Di Donato lavoravano presso l’azienda valdostana “Cogne Acciai Speciali” e uno dei due, Franco, era allenatore della squadra giovanile del “Saint-Christophe” calcio, formazione omonima del paese alle porte del capoluogo – i quattro soggetti in realtà gestivano un traffico di cocaina proveniente dalla Colombia: la droga arrivava in Italia tramite la Spagna e l’Olanda, anche se sembra non fosse diretta...