Articoli con tags ‘ Dda di Palermo ’


Sedici arrestati per il clan di Messina Denaro

Nov 19th, 2014 | Categoria: news
Dall’alba di questa mattina, il comando provinciale di Trapani insieme ai carabinieri del Ros stanno eseguendo un blitz antimafia nei confronti del clan del boss Matteo Messina Denaro, tuttora latitante. Su richiesta della procura distrettuale antimafia di Palermo, quest’operazione ha portato all’arresto di 16 affiliati di Cosa nostra di Castelvetrano accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina pluriaggravata, sequestro di persona, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto abusivo di armi. Come riporta Rino Giacalone su «La Stampa», tra gli arrestati c’è anche Lillo Giambalvo, diventato consigliere del comune di Castelvetrano nel luglio di quest’anno. “Questo intervento” – spiega il comandante del Ros, Mario Parente, ai microfoni di «Sky TG24» – si inquadra in una più ampia attività investigativa per la ricerca del boss latitante Matteo Messina Denaro. Le indagini – continua il comandante – hanno consentito di confermare il ruolo di vertice assunto nel recente periodo dal nipote del boss, Francesco Guttadauro, che aveva riorganizzato il sodalizio … anche con un pervasivo controllo del territorio”. L’intervento di stamattina rappresenta un altro passo avanti per depotenziare i circuiti criminali di riferimento del boss, nel tentativo di arrivare alla sua cattura.


Di Matteo a rischio attentato

Nov 12th, 2014 | Categoria: articoli
“A Palermo il tritolo per Nino Di Matteo è già nascosto in diversi punti”: a rivelarlo è una fonte ritenuta “molto attendibile” dagli inquirenti, riporta il quotidiano «La Repubblica». La fonte, protetta da un rigido segreto investigativo, ha inoltre spiegato che l’esplosivo per uccidere Di Matteo, pm della trattativa “Stato-mafia”, è stato procurato da famiglie mafiose palermitane. Diversi mesi fa la Dda di Palermo aveva intercettato Totò Riina mentre parlava, nelle ore d’aria del carcere milanese di Opera, con il boss pugliese Alberto Lorusso asserendo: “Gli farei fare la fine del tonno a questo Di Matteo, del tonno buono: facciamo grossa questa cosa, facciamola presto e non ci pensiamo più… un’esecuzione come a quel tempo a Palermo”. Di recente, inoltre, il pentito Antonino Zarcone ha confessato che anche la sua cosca, quella di Bagheria, era d’accordo a compiere l’attentato. Dopo che il procuratore Leonardo Agueci, reggente di Palermo (dove da mesi è vacante la figura di procuratore capo), ha avvisato il Viminale del pericolo che corre Di Matteo, proprio ieri, a Roma è stato organizzato un vertice per prendere nuove misure di sicurezza per il pm. Il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato – insieme ai Nocs della polizia, ai Gis dei carabinieri e ai principali responsabili delle forze...