Articoli con tags ‘ crisi economica ’


Contro le distorsioni dell’economia legale

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’azione di prevenzione e contrasto del riciclaggio richiede regole condivise, tese a uniformare gli ordinamenti dei diversi paesi. In Italia, tra le autorità a carattere tecnico, la Uif (Unità di informazione finanziaria) ha il ruolo di prevenire l’utilizzo dei circuiti di intermediazione finanziaria da parte della criminalità organizzata. Bilanci e proposte di un anno e mezzo di attività (altro…)


Con la crisi la mafia vince sempre

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Le mafie muovono enormi quantità di denaro, che sfuggono al nostro controllo. Le cifre precise, in sé, non hanno grande importanza, il problema è che questi capitali inquinano l’economia di mercato e la libera concorrenza, determinando gravi distorsioni del sistema economico. (altro…)


Speciale Contromafie – Stati generali dell’antimafia 2009

Ott 1st, 2009 | Categoria: numeri arretrati
Narcomafie_10_2009 In occasione di Contromafie 2009, Narcomafie esce con un’edizione speciale. Novantasei pagine per fare un bilancio delle strategie di prevenzione e contrasto al crimine organizzato e comprenderne il grado di condizionamento su economia, politica e società. Più di trenta interventi per conoscere il ruolo dell’ associazionismo, del mondo della cultura e dell’informazione come scudo contro lo strapotere mafioso. Un monografico dedicato a chi vuole saperne di più e non vuole restare a guardare. (altro…)


I poveri inutili

Gen 10th, 2009 | Categoria: editoriali
di Livio Pepino La cifra dell’anno che si apre sembra stare in due immagini: una donna bruciata con il suo bambino in una baracca a Roma e un clochard, un barbone, morto di freddo nel centro di Genova dopo che – forse, ma sembrano ormai ammetterlo, tra le righe, anche le fonti ufficiali – gli erano state portate via e distrutte per ragioni di decoro le coperte fornitegli dalla Caritas. E – sullo sfondo – una crisi economica, culturale e sociale senza precedenti. Scrivo reduce dalla lettura di due recentissimi libri, che – in diverso modo – hanno a che vedere con quei fatti: Consumo, dunque sono, di Zygmunt Bauman, e Il pane di ieri, di Enzo Bianchi. Scrive Bauman, con impressionante lucidità: «Nella società dei consumi i poveri sono totalmente inutili. Da loro i membri rispettabili e normali di tale società, i consumatori autentici, non vogliono e non si aspettano nulla. Nessuno (e soprattutto nessuno che conti, che alzi la voce, che sia ascoltato e udito davvero) ha bisogno di loro. Per loro c’è tolleranza zero. La società starebbe molto meglio se i poveri bruciassero le proprie baracche e si lasciassero bruciare con esse, o se semplicemente se ne andassero. Il mondo...


Isole sicure, isole segrete

Giu 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Spesso in Argentina quartieri abitati dal ceto medio alto (barrios cerrados) e baraccopoli sono realtà geograficamente contigue. A separare i due mondi non è solo il divario economico, già netto ben prima della crisi finanziaria del 2001: mura e guardie armate, derivanti da una pressante richiesta di sicurezza, permettono a queste oasi di ricchezza, di tanto in tanto, di infrangere la legge e ignorare l’autorità Nel quartiere di Marti Col, a San Miguel de Tucumán, nel nord argentino, le zone residenziali destinate ai ceti medio alti, protette da mura e da misure di sicurezza quasi militari, convivono con le baracche e le mulattiere dei quartieri più poveri. In entrambe le zone non si potrebbe entrare: nei barrios pobres perché c’è il pericolo di essere rapinati, nei barrios cerrados perché le guardie non lo permettono a meno che non si sia stati invitati da una delle famiglie che ci vive.  False percezioni. Se nonostante tutto si insiste per entrare, da una parte si trovano famiglie in condizioni igieniche disumane, cartoneros che vivono della raccolta di rifiuti da riciclare, dall’altra campi da golf, villette, giardini curati ed enormi grigliate di carne durante il fine settimana. La differenza è tale che sembra impossibile che si...


Criminalità e potere

Apr 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
La crisi economica ha favorito la diffusione di microcriminalità e sentimenti d’insicurezza. Ma il vero cancro dell’Argentina è l’uso privatistico delle istituzioni da parte di politici e forze dell’ordine. Un circolo vizioso di connivenze e corruzione che ha origini storiche lontane Con l’aggravarsi della crisi e l’aumento della disoccupazione  si sono moltiplicati gli episodi delittuosi e con essi è cresciuto il sentimento di insicurezza dei cittadini. Ormai nelle periferie delle città la gente non vive più tranquilla ed è costretta a modificare le proprie abitudini. Alle porte e alle finestre sono comparse le inferriate. I furti sono aumentati a dismisura. Si ruba di tutto: dalle automobili alle biciclette, dai cavi della luce alla targhe delle porte, dalle scarpe da ginnastica di marca alle statue di bronzo dei parchi, ai pochi soldi trovati in casa dei pensionati. E spesso mentre si ruba si uccide, oppure si tortura o si violenta, perché quando si è disperati tutto sembra permesso.  Sequestri “express” I delinquenti sono sempre più giovani – alcuni sono bambini – e sempre più feroci. Alcuni settori della società sollecitano mano dura e, per i minori, chiedono la riduzione del limite d’età della responsabilità penale a 14 anni. Altri, come il sindaco di una località della provincia di Buenos Aires, pensano...


La luce in fondo al tunnel

Apr 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Dopo decenni di malgoverno che hanno portato l’Argentina al tracollo economico, Kirchner è riuscito a ridare speranza alla popolazione. La sua ricetta? Rompere definitivamente con il passato, moralizzare la politica. E pagare solo il 25% del debito estero  I nodi vennero al pettine nel dicembre 2001. Giorni di saccheggi, giorni di cacerolazos, di manifestazioni oceaniche di donne e uomini “armati” di mestoli e pentole. Accanto ai poveri, ai disoccupati, agli emarginati, in piazza scese la classe media, che aveva visto svanire nel nulla i propri risparmi, inghiottiti dal sistema finanziario. Le vetrine delle banche andavano in mille pezzi, e con esse il sogno dell’Argentina di entrare a far parte del “primo mondo”. La polizia a cavallo si lanciava contro i manifestanti. Ci furono morti e feriti. Mentre le immagini delle proteste apparivano sugli schermi di tutto il mondo, il presidente Fernando De La Rúa, personificazione della speranza di un cambiamento, dopo dieci anni di governo di Carlo Saúl Menem, fuggì in modo ignominoso in elicottero dai tetti della Casa Rosada dopo aver presentato le dimissioni. L’Argentina, che aveva applicato diligentemente le ricette monetariste suggerite dal Fmi, cadeva sotto il loro peso specifico. Presidenti di passaggio In assenza di un vicepresidente (ritiratosi dal suo incarico da più di un anno...