Articoli con tags ‘ Cosa nostra ’


Borsellino: pm, ergastolo per Madonia e Tutino

Dic 15th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
Il procuratore di Caltanissetta Amedeo Bertone ha chiesto la condanna all’ergastolo per i mafiosi Salvo Madonia e Vittorio Tutino, in quanto ritenuti responsabili della strage di via D’Amelio e inoltre ha sollecitato 8 anni e 6 mesi per Vincenzo Scarantino e 14 anni ciascuno per Francesco Andriotta e Calogero Pulci, i tre falsi pentiti accusati di calunnia per le false dichiarazioni rese durante le prime indagini sull’attentato del 19 luglio ’92 in cui morirono Paolo Borsellino e i 5 poliziotti di scorta Emanuela Loi, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina, Agostino Catalano. L’udienza è stata rinviata al 9 gennaio per l’inizio delle conclusioni dei legali di parte civile.


In ricordo di Beppe Montana

Lug 28th, 2016 | Categoria: prima pagina
Pubblichiamo il ricordo di Marta, Carlotta e Luigi Montana – figli di Dario Montana – nipoti del commissario della Squadra mobile di Palermo Beppe Montana, assassinato da Cosa nostra il 28 luglio 1985. Il contributo è tratto dal sito di Libera (altro…)


Le masso-mafie del trapanese. La Commissione antimafia in Sicilia per far luce

Lug 21st, 2016 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
“Abbiamo sconfitto la mafia contro la quale combatterono Falcone e Borsellino. Oggi abbiamo innanzi una mafia che è mutata, che uccide di meno ma incide di più nella vita sociale, politica ed economica del Paese”. Sono le parole della presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, espresse a conclusione della tre giorni siciliana, una missione durante la quale numerose sono state le audizioni ma c’è stata anche la significativa presenza alle manifestazioni a ricordo dei 24 anni dalla strage di via d’Amelio. “Abbiamo ritardi anche politici da scontare – ha detto la Bindi – Falcone e Borsellino non sono stati mai ascoltati da una commissione antimafia, a 24 anni dalla strage di via d’Amelio abbiamo ascoltato Lucia Borsellino, figlia del procuratore aggiunto Paolo ucciso con la sua scorta il 19 luglio del 1992, a lei abbiamo promesso il nostro impegno, ma dobbiamo anche dire che si tratta di restituire non solo a lei e alla famiglia Borsellino, e ancora alla famiglia Falcone, alle famiglie dei poliziotti uccisi, dobbiamo restituire al Paese segmenti di verità”. La nuova mafia. Il lavoro di audizione e raccolta dell’antimafia nel trapanese è stato lungo e complesso. D’altronde, è qui, nella terra di Trapani, che da sempre le mafie hanno...


Milano: Cosa nostra, le mani sulla città e sugli appalti

Lug 7th, 2016 | Categoria: news
Reati tributari, riciclaggio e associazione per delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa. Sono questi i reati contestati alle undici persone – 4 sono agli arresti domiciliari – che mercoledì 6 luglio sono state arrestate dal Gico della Guardia di Finanza su richiesta dei magistrati milanesi Sara Ombra e Paolo Storari coordinati dal procuratore aggiunto Ilda Boccassini, nell’ambito di un’inchiesta relativa al consorzio di cooperative Dominus Scarl specializzato nell’allestimento di stand, il quale ha lavorato per la Fiera di Milano dalla quale ha ricevuto in subappalto l’incarico di realizzare alcuni padiglioni per Expo: Francia, Qatar, Guinea equatoriale oltre allo sponsor Birra Poretti. Secondo l’accusa, gli arrestati avrebbero ottenuto in tre anni 20 milioni di appalti per l’ente Fiera attraverso la Nolostand, società totalmente controllata dall’ente Fiera che ora è stata commissariata su richiesta della Dda dal giudice Fabio Roja. Non sono indagati né hanno responsabilità penale l’Ente Fiera e Expo 2015. I magistrati, nel corso della conferenza stampa, hanno sottolineato che “nella gestione degli appalti da parte degli enti pubblici c’è stata una censurabile sottovalutazione e nessuna riflessione su alcune evidenti anomalie”. La Boccassini ha inoltre commentato: “Alcuni indagati per i reati di associazione mafiosa hanno avuto, e hanno, contatti continuativi con dirigenti e...


A trent’anni dal maxi processo: una storia ancora attuale

Mag 20th, 2016 | Categoria: articoli
di Alessandra Dino
Il 10 febbraio 1986, dinanzi alla 1^ Sezione della Corte di Assise di Palermo presieduta da Alfonso Giordano, prende avvio il dibattimento del processo a carico di Abbate Giovanni + 474, che passerà alla storia come il “maxiprocesso” alla mafia. I quaranta volumi e le 8.607 pagine dell’ordinanza-sentenza di rinvio a giudizio depositata dai magistrati dell’Ufficio Istruzione del capoluogo siciliano disegnano un quadro organico di Cosa nostra, descrivendone l’evoluzione, l’ordinamento interno, i traffici illeciti e i diversi episodi criminali che l’hanno vista protagonista negli anni della sanguinosa seconda guerra di mafia. Oltre a individuare i vertici dell’organizzazione, la monumentale tesi accusatoria inquadra per la prima volta gli eventi oggetto del processo nell’ambito di un’unica strategia criminale, condotta da un’organizzazione a struttura unitaria e verticistica e dotata di un sistema di regole e di competenze rigidamente formalizzato, un vero e proprio sistema di potere. La ricostruzione dell’organigramma mafioso, l’individuazione dei ruoli e delle funzioni attribuite ai diversi livelli di comando e di controllo della sua piramide gerarchica, sono rese possibili grazie al contributo dei collaboratori di giustizia e alla copiosa mole di investigazioni patrimoniali e bancarie che vi fanno da riscontro. Le dure condanne, rese definitive dalla Sentenza della Corte di Cassazione del...


Il viaggio di Pippo non è finito

Mar 22nd, 2016 | Categoria: articoli
di Piero Ferrante
Cinquant’anni, letti sui libri di Storia, paiono poco più d’un soffio di fiato. Vederli scorrere, per chi c’era e c’è, dev’essere tutta un’altra cosa. Anno 1966. Cinquant’anni appunto. 48, per i maniaci della matematica. Di sicuro, più d’un’epoca fa. Diverso era il mondo, diverse le ripartizioni. Uguali sono la gioia sottesa al vivere e il dolore al morire, la rabbia del mare, l’alternanza delle stagioni. E la Sicilia. Il 1966 è l’anno del Processo alla Sicilia. Un meraviglioso affresco meridionalista, per metà verista e per il resto pasoliniano, dipinto a parole da Pippo Fava sul giornale catanese La Sicilia. 35 reportage e altrettante tappe di un lungo viaggio nelle viscere dell’isola. 48 anni dopo, I Siciliani giovani riprendono le tracce sparse in giro da Fava. A seguirle, è stata la fotografa Mara Trovato. Tornando negli stessi paesi, tra le stesse strade di montagna, nelle stesse periferie, guardando gli stessi muri scrostati, le stesse feste popolari e religiose, la Trovato ha immortalato gli attimi infiniti del vivere siciliano. E da qui, da questa alternanza di vecchie parole e nuove immagini (che, in verità, non si capisce bene dove finiscano le une e comincino le altre e quanto scambiabili possano essere gli attributi) nasce l’e-book Il viaggio non...


Placido Rizzotto: un uomo, i suoi ideali, una lotta durata 70 anni

Mar 10th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Marta Pellegrini
Placido Rizzotto era giovane. Troppo giovane per aver così tanto sofferto e lottato, decisamente troppo giovane per morire. Nato a Corleone il 2 gennaio 1914, aveva prestato servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale, sui monti della Carnia. Sul lato opposto dell’Italia, lontano da casa, in Friuli Venezia Giulia. Era caporal maggiore, quando, dopo l’otto settembre, aveva deciso di battersi fino in fondo contro un nemico che era troppo opprimente per tirarsi indietro. Si era unito alle Brigate Garibaldi, come socialista. Un inizio forte, che ha portato un giovane uomo a crescere nella convinzione di dover fare qualcosa per cambiare lo status quo, per battersi per i diritti di chi da solo non poteva far sentire la propria voce. Il secondo dopoguerra, in Italia e altrove, è stato un momento storico davvero particolare, connotato dal forte impegno politico e sociale. Tornato a casa, Placido Rizzotto aveva trovato una Sicilia, una Corleone, dove c’era bisogno di quell’impegno, dominata com’era da un’oppressione forte nei confronti dei più poveri. Placido Rizzotto aveva così dato subito inizio alla propria attività politica e sindacale, ricoprendo l’incarico di Presidente dei reduci e combattenti dell’ANPI di Palermo e quello di segretario della Camera del lavoro di Corleone. Era stato...


Sicilia, sequestro di beni riconducibili a Giuseppe Coci

Mar 1st, 2016 | Categoria: brevi di mafia
La Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta sta procedendo all’esecuzione di un decreto di sequestro – due aziende agricole e di allevamento bovini, 7 immobili e 50 ettari di terreno situati nei comuni di Valguarnera Caropepe, Assoro ed Enna, oltre a rapporti bancari, per un importo complessivo di oltre un milione e 200mila euro – emesso dal Tribunale di Enna-Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Giuseppe Coci, 47enne di Tortorici (ME). Secondo l’inchiesta “Montagna” del 2007, l’uomo risulta essere – insieme ai suoi tre fratelli – contiguo alla famiglia Tortoriciana di Cosa nostra, i cosiddetti ‘Batanesi’. Inoltre, a luglio dello scorso anno Giuseppe Coci è stato arrestato per spaccio e traffico di stupefacenti: dal provvedimento emesso dal Gip di Caltanissetta è emerso che l’uomo aveva il compito di detenere, trasportare e commercializzare in tutti i comuni della provincia di Enna ingenti quantità di sostanze stupefacenti.  


Mafia, 14 arresti per associazione a delinquere. In manette padre del boss dell’inchino di Santa Barbara

Feb 24th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
di redazione
Associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di droghe. Sono i reati che che il Gip di Catania, su richiesta della Dda etnea ha contestato a un gruppo di 14 persone appartenenti o fiancheggiatori del clan Assinata, operante nel territorio di Paternò e riconducibile ai Santapaola. Questa mattina, per loro, sono scattati altrettanti provvedimenti restrittivi, che fanno seguito a una lunga indagine che ha permesso di ricostruire le dinamiche criminali del sodalizio, dalla strutturazione fino alle modalità operative. In particolare, gli inquirenti puntano i fari sul volume d’affari derivante dall’imposizione estorsiva nei confronti di commercianti e imprenditori (soprattutto edili) del comune siciliano. Le manette ai polsi sono scattate, tra gli altri, anche per il padre del ragazzo al quale il 3 dicembre 2015, durante i festeggiamenti di Santa Barbara, alcuni portatori dei cerei votivi fecero “l’inchino reverenziale”.  


E valga il vero

Feb 10th, 2016 | Categoria: articoli
di redazione
Riproponiamo due estratti di libri. Il primo, tratto da “Trent’anni di mafia” di Saverio Lodato (edizioni Bur, 2006), racconta il clima di quel 10 febbraio 1986, a Palermo, nell’aula bunker. Il secondo, pubblicato in “Io non tacerò” (Melampo editore, 2012), a cura di Maria Grimaldi, è tratto testualmente dalla parte iniziale della sentenza/ordinanza da cui nacque il Maxiprocesso (scritta dal Giudice insieme ai magistrati del pool Falcone, Borsellino, Di Lello e Guarnotta).   (altro…)