Articoli con tags ‘ Corte europea dei diritti dell’uomo ’


La Corte Europea condanna l’Italia: violata la libertà d’espressione

Ott 20th, 2008 | Categoria: news
La Corte europea ha dato ragione a Claudio Riolo. Lo Stato italiano ha violato l’articolo 10 (libertà d’espressione) della Convenzione dei diritti dell’uomo e deve dunque risarcirlo per 60 mila euro, più 12 mila per le spese legali. Lo scorso anno la Cassazione lo aveva condannato al pignoramento di un quinto dello stipendio per diffamazione ai danni di Francesco Musotto. Adesso, lo scorso 17 luglio, a Strasburgo, si sono pronunciati in senso diametralmente opposto. Secondo la Corte presieduta dalla giudice Françoise Tulkens, Riolo non solo non ha gratuitamente attaccato Musotto (all’epoca dei fatti presidente della provincia di Palermo), ma è stato colpito da condanne del tutto sproporzionate rispetto all’obiettivo di salvaguardare la reputazione e i diritti dell’onorevole. Leggi la sentenza della Corte Europea sull’affaire Riolo (originale in lingua francese)


Caso Riolo: Sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 17 luglio 2008

Ago 3rd, 2008 | Categoria: documenti


Strasburgo, sentenza su 41 bis

Gen 10th, 2008 | Categoria: news
Il 27 novembre la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha condannato l’Italia per alcuni aspetti relativi all’applicazione del 41 bis dell’ordinamento penitenziario, che prevede il cosiddetto “carcere duro” per gli autori di reati di mafia e di terrorismo che in regime di detenzione ordinario siano in grado di mantenere collegamenti con le rispettive organizzazioni criminali. L’Unione delle Camere Penali Italiane lo ha reso noto l’8 gennaio. La condanna, secondo i penalisti, fa riferimento al mancato rispetto del termine di 10 giorni, previsto per legge, per l’esame da parte del Tribunale di sorveglianza sul ricorso del detenuto contro il provvedimento applicativo del regime di carcere duro. «La censura di Strasburgo, inoltre – afferma l’Ucpi – si rivolge nei confronti dei decreti ministeriali “fotocopia” che uguali per tutti applicano le restrizioni previste dal 41 bis». I penalisti hanno colto l’occasione per ribadire alle forze politiche l’invito a «battersi per la tutela dei diritti dei detenuti e per il superamento di un istituto lesivo delle più elementari regole dello stato di diritto». Contrario a una revisione della norma che ne indebolisca l’efficacia si è sempre dichiarato, tra gli altri, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.