Articoli con tags ‘ Corrado Carnevale ’


“Lodo Carnevale”, ennesima legge ad personam?

Nov 10th, 2008 | Categoria: news
Il 9 ottobre scorso il Senato ha votato in prima lettura la legge di conversione del decreto legge del governo che attribuisce aumenti di stipendio ai magistrati che operano in sedi disagiate. Su proposta del deputato di Forza Italia Luigi Compagna, con parere positivo del Governo, è stata inserita una norma che consente di accedere a incarichi direttivi ai magistrati di età superiore ai 75 anni reinseriti in magistratura dopo essere stati assolti definitivamente da un procedimento penale. Possibilità che una legge del centrosinistra aveva precluso nel 2007. La norma pare cucita addosso a Corrado Carnevale, 78 anni, oggi giudice di sezione civile della Corte di Cassazione. Soprannominato negli anni 80 e 90 “l’ammazza sentenze” per la sua proverbiale severità, da presidente della prima sezione penale della Cassazione, nel bocciare sentenze di mafia per irregolarità formali, Carnevale fu processato per concorso esterno in associazione mafiosa e assolto definitivamente dalla Suprema corte nel 2002. Negli anni 90 furono intercettate alcune telefonate nelle quali a proposito di Falcone e Borsellino affermò «io certi morti non li rispetto» e di Giovanni Falcone disse esplicitamente «è un cretino». Una norma inserita nella finanziaria 2003 dal secondo Governo Berlusconi – che consente ai dipendenti pubblici...


Giudice lumaca, arriva la condanna

Lug 10th, 2008 | Categoria: news
Tempi duri per Edi Pinatto, l’ex giudice del tribunale di Gela che impiegò otto anni per scrivere la motivazione di una sentenza di condanna contro alcuni esponenti del clan Madonia, determinando la scarcerazione dei principali imputati per scadenza dei termini di custodia cautelare. Dopo la radiazione dall’ordine giudiziario stabilita dalla sezione disciplinare del Csm lo scorso 17 giugno, il 7 luglio è arrivata anche una condanna penale da parte del Gup di Catania a otto mesi di carcere per omissione di atti d’ufficio. Il giudice ha stabilito anche la pena accessoria della sospensione temporanea dai pubblici uffici (sia la pena detentiva che quelle accessoria sono sospese) e un risarcimento allo Stato per i danni di immagine causati dalla sua condotta all’intera magistratura. Dopo che il quotidiano «la Repubblica» lo scorso marzo aveva sollevato il caso, Pinatto aveva preso due settimane di ferie dalla procura della Repubblica di Milano, dove prestava servizio dal 2001, per tornare a Gela a scrivere la sentenza. Tuttavia il procuratore generale della corte di Cassazione davanti al Csm ha affermato che le 775 pagine scritte precipitosamente sull’onda delle polemiche non erano altro che «un copia ed incolla dei vari atti d’indagine e processuale compiuti, in cui le...


Le relazioni pericolose

Set 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
(sentenza d’appello, parte III – capitolo II – pp. 1093-1185) La Corte ritiene che la specifica indagine sulla condotta dell’imputato debba prendere le mosse da un episodio essenziale nello sviluppo storico della vicenda dei rapporti fra il predetto ed esponenti di Cosa Nostra: l’incontro con il boss Stefano Bontate ed altri mafiosi avvenuto in Palermo nella primavera del 1980, qualche mese dopo l’assassinio del Presidente della Regione Siciliana, on. Piersanti Mattarella (risalente al 6 gennaio 1980). […] In questa sede si deve, innanzitutto, chiarire se lo stesso episodio possa considerarsi provato alla stregua delle indicazioni fornite dalla sola, specifica fonte, costituita dalle dichiarazioni del collaboratore Francesco Marino Mannoia.  Un testimone molto attendibile La Corte ritiene che alle stesse dichiarazioni debba essere riconosciuta piena attendibilità. Come ci si è riproposti, non si farà riferimento alla, pur sperimentata, attendibilità personale del collaboratore ed al giudizio ampiamente positivo formulato sul tema dallo stesso Tribunale, che, tuttavia, non ha ritenuto di poterne trarre argomento per conferire valore probatorio alle specifiche dichiarazioni concernenti l’imputato. Accantonando per il momento alcune discordanze, estranee al particolare tema di prova, si deve, piuttosto, valutare la consistenza delle specifiche dichiarazioni che interessano, per verificare se, in linea con quanto evidenziato nelle premesse introduttive, le...


La motivazione

Lug 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Pubblichiamo le conclusioni della sentenza del tribunale di Palermo (cap. XIX, pag. 4260 ss.) che riassume l’iter argomentativo del processo Andreotti. I rapporti con i cugini Salvo. In merito ai rapporti con i cugini Antonino ed Ignazio Salvo l’esame degli elementi di prova raccolti ha evidenziato che: 1. i cugini Salvo, profondamente inseriti in “Cosa Nostra”, furono più volte interpellati da persone associate all’illecito sodalizio per cercare di ottenere una favorevole soluzione di vicende processuali, manifestarono a diversi “uomini d’onore” i loro stretti rapporti con l’on. Lima, e, nei colloqui con una pluralità di esponenti mafiosi, evidenziarono i loro rapporti con il sen. Andreotti; 2. i cugini Salvo, sul piano politico, offrirono un sostegno aperto ed efficace (seppure non esclusivo) a diversi esponenti della corrente andreottiana, sulla base dello stretto rapporto di collaborazione e di amicizia personale che essi avevano instaurato da lungo tempo con l’on. Lima; 3. tra il sen. Andreotti ed i cugini Salvo si svilupparono anche diretti rapporti personali comprovati dai seguenti fatti: – il sen. Andreotti inviò un regalo (un vassoio d’argento) in occasione delle nozze della figlia primogenita di Antonino Salvo, Angela Salvo; – nel corso di un incontro conviviale svoltosi presso l’Hotel Zagarella il 7 giugno 1979, il sen. Andreotti...