Articoli con tags ‘ Corleone ’


Corleone, intimidazione alla Cgil

Apr 10th, 2005 | Categoria: news
La notte tra il 23 e il 24 marzo è stata murata la porta di ingresso della sede della Cgil di Corleone. Inaugurata il 10 marzo scorso in occasione della commemorazione di Placido Rizzotto – il sindacalista ucciso dalla mafia nel 1948 – la nuova sede si trova in pieno centro cittadino, in via Bernardo 7, a cinquanta metri dal municipio. Fu acquistata con una sottoscrizione lanciata nel 2003 dal sindacato, che intendeva avere una presenza più forte, anche simbolica, nel cuore della città. Francesco Cantafia e Dino Paternostro, segretari della Cgil di Palermo e di Corleone, hanno denunciato la matrice mafiosa dell’intimidazione.


Corleone piange sul latte versato

Feb 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Dopo vent’anni di inutilizzo, una nuova asta pubblica per la Casearia Corleonese. Ma il vincitore è sparito nel nulla e la vicenda è troppo torbida per non ipotizzare lo zampino della mafia. Visti anche i miliardi di lire già spesi inutilmente per una struttura che avrebbe dovuto rappresentare il riscatto della zona Era prevedibile che l’affidamento del caseificio di Corleone a una fantomatica ditta individuale, nata appena tre giorni prima della data stabilita per l’asta pubblica, avrebbe riservato sorprese poco piacevoli. Specie se il titolare – tale Mario Acquaviva, romano di 56 anni – non poteva vantare nessuna esperienza documentata nel settore. E specie se la stessa Amministrazione comunale si metteva ad alimentare la confusione sulla proprietà. Infatti, a dispetto delle “carte”, in cui la Casearia Corleonese risultava intestata a Mario Acquaviva, nel comunicato-stampa ufficiale del Comune la ditta veniva attribuita ad un certo Sergio Di Gregorio, romano trentenne, di professione mediatore finanziario, che, nello stesso comunicato, veniva raccontato come un giovane “rampante”, nipote di un corleonese, emigrato prima a Palermo e poi a Roma, desideroso di riscattare il paese d’origine, mettendo in funzione il caseificio di contrada “Noce”, costruito dall’Esa (Ente per lo sviluppo agricolo) negli anni Ottanta e mai...


L’altra metà della cupola

Gen 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Lo stereotipo le vuole custodi e veicolo dei (dis)valori tradizionali, ma ai margini dell’attività criminale. Le donne di Cosa Nostra, invece, sono pienamente inserite nel contesto mafioso: affidabili fiancheggiatrici o vere e proprie guide, il loro ruolo è sempre più determinante. Specie da quando Cosa Nostra si è vista costretta a cambiare le sue regole di reclutamento…  Per comprendere la rilevanza del ruolo della donna all’interno di Cosa Nostra, quantomeno come madre, figlia, moglie, basta pensare che, secondo quanto da tutti riconosciuto, essa è il perno della famiglia di sangue, sul cui modello si struttura l’intera organizzazione della “famiglia” mafiosa. Non a caso, si è parlato di “centralità sommersa” della donna di mafia.  Essa infatti è custode ed elaboratrice dei codici culturali su cui si basa l’organizzazione, tra cui l’onore, la vendetta, l’omertà; è la garante della “reputazione” dei propri uomini; è lo strumento di rafforzamento del potere delle cosche, per lo più a mezzo delle strategie matrimoniali, in ordine alle quali è stata sempre trattata quasi come merce di scambio. Soprattutto è l’indispensabile catena di trasmissione dei disvalori mafiosi ai figli; la formatrice pedagogica delle giovani generazioni alle quali attingere i nuovi uomini d’onore, dato che alle madri è in via...


Per una giustizia che saldi Terra e Cielo

Lug 10th, 2001 | Categoria: editoriali
Il 19 luglio 2001, alle ore 18, in contrada Santo Ippolito nel comune di Corleone, si è tenuta una celebrazione eucaristica per ricordare il sacrificio di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta — Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cusina, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli — rimasti uccisi in quel tragico ed indimenticabile attentato di mafia del 1992. Il gesto, in sé, non è una novità per il linguaggio ecclesiale. Da sempre l’eucarestia è celebrata anche per i defunti: per affidare alla bontà di Dio il loro spirito, per realizzare quella comunione con i santi che rende meno dolorosa la loro assenza e per continuare un impegno sulle impronte del loro esempio e della loro testimonianza. Ciò che si è presentato come elemento nuovo, in questo caso, è il fatto che il rito sia stato celebrato su di un terreno recuperato alla legalità come previsto dalla legge 109/96 sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Dove ieri era presente la mafia con il suo linguaggio di violenza, d’ingiustizia e d’omertà, oggi sono in fase d’apertura sei cooperative — nel settore dell’agricoltura biologica — per riscattare quei campi con la dignità di un lavoro vissuto dai giovani del territorio all’insegna...


Primavera a Corleone

Apr 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Un film sulle battaglie di un sindacalista trucidato alla fine degli Anni Quaranta. Un centro di documentazione sulle mafie e il movimento antimafia: Corleone non è più soltanto la patria di Totò Riina Quanto è lungo mezzo secolo? Oggi, nel terzo millennio, i contadini non occupano più un posto di rilievo nel contesto politico-sociale della Sicilia e l’agricoltura non è più “la questione agraria” del secondo dopoguerra. Ha senso, allora, continuare a parlarne? Quegli uomini e le loro storie hanno ancora qualcosa da dirci? Evidentemente sì, se in questi mesi tanti cittadini in Italia hanno affollato le sale cinematografiche, provando emozioni forti davanti ai fotogrammi di un film, Placido Rizzotto, che racconta di quei contadini e di un loro capolega assassinato dalla mafia. A cominciare da Venezia, dove il film di Scimeca è stato applaudito a lungo. E poi a Trento, nel Nord-est, dove il pubblico è scattato in piedi con gli occhi lucidi. Una lotta senza tempo. Ma il film di Scimeca ha riscosso applausi e consensi anche in tante altre città d’Italia (Bologna, Reggio Emilia, Torino, Palermo, Brescia, Mantova) e, all’anteprima nazionale di Roma, ha ricevuto gli elogi di Carlo Azeglio Ciampi. Se qualcuno ancora nutriva dubbi sull’«interesse...