Articoli con tags ‘ Corleone ’


Corleone, imprenditore denuncia i propri estorsori

Gen 27th, 2015 | Categoria: news
“Un imprenditore vessato dai boss ha deciso di raccontare la sua odissea. Un evento nel regno di Riina, dove vige ancora la regola del silenzio fra gli operatori economici. Blitz dei carabinieri”. Salvo Palazzolo, dal quotidiano «Repubblica», racconta la prima denuncia per estorsione sporta a Corleone e che ha portato all’arresto di quattro persone. Il protagonista è un imprenditore che gestisce un’autosalone e una rivendita di materiale edile;  alcuni mesi fa, aveva deciso di aprire una nuova attività ed era andato lui stesso dai boss per pagare la “messa a posto”, chiedendogli una sorta di “sconto”. I dialoghi erano stati intercettati dal gruppo Monreale dei Carabinieri – coordinato dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Sergio Demontis e Caterina Malagoli – che avevano quindi convocato l’imprenditore in caserma, dove l’uomo ha raccontato tutto. Nell’articolo si legge che il colonnello Pierluigi Solazzo, comandante del gruppo dei Carabinieri che ha arrestato gli estorsori, ha dichiarato: «Arrivano già altri segnali positivi dal territorio. Il muro dell’omertà sta davvero crollando anche in questa parte di Sicilia».


Quando il viaggio si traduce in memoria e responsabilità

Giu 3rd, 2013 | Categoria: articoli
di Chiara Albano
Chiara Albano, giovane studentessa torinese, racconta l’esperienza vissuta grazie ad AddioPizzo Travel. Percorrere, insieme ad altri suoi coetanei, i luoghi siciliani della lotta alla mafia e della voglia di riscatto. (altro…)


Riina jr torna a Corleone da “persona non gradita”

Ott 3rd, 2011 | Categoria: news
Dopo aver scontato una pena di otto anni e dieci mesi per associazione mafiosa, sabato è uscito dal carcere di Voghera e, da Nord a Sud, sono iniziate le prime polemiche. Giuseppe Salvatore Riina, detto ‘Salvuccio’, 34 anni, terzogenito del capomafia Totò Riina, è tornato nella sua Corleone (Palermo), nell’abitazione della madre Ninetta Bagarella, e il sindaco ha già fatto sapere di ritenerlo ”persona non gradita”. Il figlio del boss avrebbe voluto raggiungere Padova e lavorare in un’associazone onlus, ma i giudici gli hanno imposto l’obbligo di dimora e di rientro a casa entro le 21 da scontare proprio a Corleone. Adesso, commenta Salvuccio Riina intervistato dal Corriere della Sera, ”dopo 8 anni e 10 mesi sono un uomo libero. Un uomo che ha studiato, si è diplomato, studia all’università e vuole vivere la sua vita da cittadino di questo Stato riprendendo a lavorare, come è diritto di chi ha pagato il suo conto, come vorrei ricordare a quanti richiamano sempre le regole e le norme della Costituzione”. Chi ha pagato, evidenzia Riina junior dopo le dichiarazioni del sindaco di Corleone e del governatore del...


Conclusa la Carovana Antimafia. Ma l’impegno continua

Giu 8th, 2011 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
Era il 1994 quando Rita Borsellino sposò l’idea dell’Arci: organizzare una Carovana che portasse messaggi di speranza, di antimafia sociale, di voglia di riscatto. Partendo da Corleone, nel cuore di una Sicilia “bellissima e disgraziata” come l’aveva definita suo fratello Paolo, ucciso poco meno di due anni prima. Sono trascorsi 18 anni da quella decisione, da quella prima esperienza on the road, e di strada la Carovana ne ha fatta veramente tanta, diventando un’esperienza condivisa anche con Libera e Avviso Pubblico e trasformandosi in un evento internazionale che, per quanto riguarda l’edizione 2011, è durato 94 giorni per un totale di 19 mila chilometri percorsi: tutta l’Italia ma anche Corsica, Francia, Svizzera, Albania, Bulgaria, Serbia e Bosnia. Narcomafie ha seguito le ultime tre tappe siciliane e conclusive della Carovana, a fianco di Alessandro Cobianchi, coordinatore nazionale della stessa e responsabile nazionale legalità e democratica per l’Arci. (altro…)


Denuncia su tela

Ott 20th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Dino Paternostro
Attraverso le opere di Gaetano Porcasi, pittore siciliano, rivivono 120 anni della storia della mafia. Una pittura sociale oggi esposta a Corleone, nel casolare appartenuto a Bernardo Provenzano (altro…)


La mafia vista dagli altri

Giu 15th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Emilio Fabio Torsello
Come leggono il fenomeno mafioso i giornalisti stranieri che lavorano nel nostro paese? E che impressione ne hanno i lettori esteri? (altro…)


Ospite non gradito

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare e obbligo di dimora a Corleone per “Salvuccio” Riina. Forti i timori del Comune per il ritorno in paese del terzogenito del boss Totò. A preoccupare è soprattutto la possibile riorganizzazione della “famiglia”. Ma Corleone reagisce all’unanimità e dalla voce del primo cittadino comunica che «la città non è quella che lui ha lasciato anni fa»   Non è un fatto di poco conto che lo scorso 29 febbraio il Consiglio comunale di Corleone abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno denunciando che «la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Giuseppe Salvatore Riina… con l’obbligo di soggiorno a Corleone, in questa terra dove i segni ed i simboli hanno importanza, ha turbato l’opinione pubblica, ingenerando uno stato di preoccupazione…». Come non è da sottovalutare la rappresentazione dello «stato di disagio della Città» e l’invito agli Organi dello Stato «a valutare ogni utile iniziativa per garantire serenità e sicurezza ai cittadini di Corleone ed ai loro rappresentanti nelle Istituzioni».    I traguardi dell’antimafia. Con quest’atto il Consiglio comunale ha voluto esprimere una forte critica alla lentezza della giustizia italiana, che ha provocato – come nel caso di Riina jr. – la scarcerazione di un...


Adorato come un dio: storie e segreti di Matteo Messina Denaro

Mag 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
La voce ricorrente tra chi indaga è quella di un’impronta precisa, lasciata da un “politico” nei pizzini di contrada Montagna dei Cavalli di Corleone, dove si nascondeva il boss Bernardo Provenzano.  I pizzini con le “impronte” sono quelli firmati da Alessio, l’alias usato da “Diabolik”, altro alias ancora di Matteo Messina Denaro, 44 anni, gli ultimi 13 dei quali trascorsi da latitante. È lui, per molti, il nuovo capo indiscusso di Cosa Nostra, è lui l’Alessio che dialoga per iscritto con Binnu Provenzano. E il nome del “politico” invitato a mettersi a disposizione, o più probabilmente a rinnovare un patto a suo tempo sottoscritto con Cosa Nostra trapanese, sarebbe passato dalle mani di Filippo Guttadauro, il cognato di Matteo.  Che il giovane don Matteo sia nel cuore di Provenzano è fuor di dubbio. «Lei dice che io sono migliore di lei? No, non sono migliore, io mi rivedo in lei e credo nella nostra “causa”. Sono cresciuto in questo e così sarà fino alla mia morte. Suo Alessio». Rispondeva così a Binnu Provenzano che si era congratulato dicendogli di ritenerlo migliore di se stesso. Dalle intercettazioni viene fuori il profilo di un uomo venerato dai picciotti, come i vincenti che si vedono in...


Un delitto politico-mafioso. Senza colpevoli

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, recensioni
La sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto fu assassinato dagli uomino di Liggio. Nessun responsabile è stato punito e, ad oggi, il corpo del Segretario della Camera del lavoro non ha ricevuto sepoltura perché, ufficialmente, non è mai stato ritrovato. La società civile però non lo dimentica e lo commemora con la costruzione di un altare laico  Cosa pensò quella sera del 10 marzo 1948 Placido Rizzotto, quando vide avvicinarsi Luciano Liggio? Il Segretario della Camera del lavoro stava passeggiando per Corleone con Pasquale Criscione, suo vicino di casa e gabellotto dell’ex feudo “Drago”. Erano appena arrivati vicino piazza Nascé, la piazza del mercato, e l’orologio suonò le dieci. Tornavano dal Ponte Nuovo, dove poco prima avevano accompagnato a casa Vincenzino Benigno. Placido voleva salutare il Criscione per tornare anche lui a casa, ma questi lo convinse a fare ancora quattro passi. «Andiamo a vedere la mucca di mio cognato, che deve partorire…», gli propose. Ma l’inaspettato arrivo di quel “malacarne” di Liggio, che Placido riconobbe subito, nonostante avesse il volto quasi interamente coperto da un cappuccio, in un attimo cambiò la sua vita. Per sempre.  La vile imboscata. «Che vuoi?», gli chiese con un tono di voce che si sforzò...


Sindaco, lei predica bene e razzola male?

Ott 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
Un’ottima idea dell’Amministrazione comunale corleonese: una kermesse dedicata all’antimafia (e finanziata grazie a questo). Peccato che in cartellone non ci fosse niente a riguardo. E che sia stato scelto uno slogan già coperto da copyright. Appartiene ad alcuni parenti di Totò Riina, che ora annunciano azioni legali Nel maggio del 2002, appoggiato da tutti i partiti del Polo, per l’on. Nicolò Nicolosi fu una “passeggiata” diventare sindaco di Corleone. E lui, democristiano di lungo corso, che era passato indenne dalla tempesta di Tangentopoli (arrestato per voto di scambio nel 1993, fu poi assolto e risarcito), provò persino a far sognare la gente con l’ambiguo slogan “Corleone Capitale”, usato in maniera martellante per tutta la campagna elettorale. Appena insediatosi, però, collezionò due “scivoloni” uno dietro l’altro. Prima nominò suo assessore il legale di Gianni Riina, figlio primogenito di don Totò, ex capo dei capi di Cosa Nostra; poi difese pubblicamente il diritto dell’altro figlio di Totò “u curtu”, Salvuccio, a gestire in pace l’Agrimar, un’azienda di macchine agricole. L’assessore riuscì a sedere un solo giorno sulla sua poltrona in municipio, perché poi fu costretto a dimettersi. Salvo Riina una settimana dopo venne arrestato per associazione mafiosa e l’Agrimar chiusa dalle autorità. Antimafia, ma...