Articoli con tags ‘ contraffazioni ’


Napoli: dalla Cina sigarette e capi d’abbigliamento contraffatti

Giu 9th, 2011 | Categoria: news
Con una maxi operazione, denominata “Katanà” e coordinata dalla Procura di Napoli, la Guardia di finanza è riuscita a stroncare un traffico internazionale di merce contraffatta. Si tratta di un’organizzazione italo-cinese specializzata nella falsificazione di scarpe, abbigliamento e sigarette, quest’ultime trovate con una quantità di catrame e nicotina superiore a quella consentita e, per questo, particolarmente pericolose per la salute. La Guardia di finanza ha così dato esecuzione a 29 ordinanze di custodia cautelare in carcere – 40 gli indagati – emesse dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di questo sodalizio criminale italo-cinese. Sono stati inoltre sequestrati più di mezzo milione di merce contraffatta, tra cui 110 tonnellate di sigarette e più di 10 milioni di euro di beni. Gli investigatori per di più ritengono che le sigarette, alle quali venivano applicati falsi contrassegni dei monopoli di stato, erano poi, presumibilmente, vendute anche nelle tabaccherie e non soltanto sulle bancarelle. La banda, affermano gli inquirenti, aveva «appoggi all’interno delle dogane di funzionari e di spedizionieri finalizzati ad agevolare l’introduzione dei tabacchi e dei prodotti contraffatti anche attraverso la predisposizione di documentazione falsa ed a sventare eventuali sequestri e controlli con una preventiva informazione sulle strategie di contrasto adottate dalle forze...


Napoli. Arrestato latitante in affari con imprenditori cinesi

Nov 2nd, 2010 | Categoria: news
I carabinieri di Castello di Cisterna, nei pressi di Napoli, hanno arrestato oggi Salvatore Anastasio. L’arresto dell’uomo, ritenuto boss dell’omonimo clan camorrista, è avvenuto lungo la Statale 268 all’altezza di Poggiomarino. Anastasio viaggiava su un autocarro guidato da un altro individuo che dagli accertamenti è risultato avere 43 anni e essere incensurato. Anastasio non ha opposto in nessun modo resistenza all’arresto, anzi al controllo ha fornito i propri documenti originali. Anastasio era latitante da poco più di due anni. Nel luglio del 2008 era riuscito a eludere l’arresto, provvedimento emesso a suo carico dalla Dia di Roma nell’ambito dell’operazione ‘Grande Muraglia’. L’accusa per cui era ricercato è di  associazione di stampo camorristico e ricettazione. L’operazione prendeva un nome orientaleggiante poiché indagati risultarono due imprenditori cinesi, sospettati di essere una facciata della criminalità cinese in Italia. La camorra controllava il mercato delle griffe contraffatte. La merce illegale veniva prodotta e importata dalla Cina. Sbarcata, stoccata e «imposta» dai clan napoletani nei mercati della capitale e in particolare ai commercianti del quartiere Esquilino, sia cinesi che italiani. I proventi dell’attività venivano infine riciclati nell’acquisto di beni immobili – appartamenti o esercizi – dai quali ancora la camorra ricavava i soldi degli affitti.


Business in pillole

Lug 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Con le sue oltre 20mila aziende farmaceutiche registrate (e almeno altrettante non riconosciute legalmente) l’India è diventata in poco tempo uno dei leader mondiali del settore. Abbattendo i costi, i suoi farmaci “generici” stanno salvando la vita a milioni di persone. Ma, dati anche gli scarsi controlli, c’è un rovescio della medaglia: il traffico di farmaci contraffatti o di sostanze acquistate in blocco dalla criminalità organizzata per alimentare il mercato delle droghe e del doping Una volta era una lista importante da depennare prima di intraprendere un viaggio in India. Nella valigia non mancava mai una piccola farmacia per ogni tipo di emergenza: dissenterie, infezioni, febbri, malaria. Nelle farmacie delle principali città indiane si poteva trovare di tutto, ma erano perlopiù farmaci di importazione e poteva accadere che fossero venduti oltre la data di scadenza. Vi erano forti e giustificati sospetti che le multinazionali scaricassero in India, come in altri paesi in via di sviluppo, prodotti destinati a essere ritirati dal mercato occidentale perché mal conservati, superati, o addirittura ritenuti dannosi per la salute. Capsule e pastiglie si compravano al pezzo e venivano spesso avvolti in carta di giornale. Inoltre i farmaci d’importazione costavano più che nelle farmacie americane o europee...


Alla fiera dell’Est

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
La droga La maggior parte dell’eroina proveniente dalla Turchia e dall’Asia Centrale e Orientale passa tradizionalmente sul territorio bulgaro. È appannaggio, in particolare, della minoranza locale turca, economicamente svantaggiata, così come dei sostenitori del Pkk (in italiano, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, attivo nelle aree della Turchia popolate dall’etnia di lingua curda. Il Pkk rivendica la creazione di uno Stato sovrano del Kurdistan indipendente dalla Turchia, dall’Iraq, dalla Siria e dall’Iran, ndt.). Nel corso degli anni 90, il mercato della droga si è strutturato in modo sempre più articolato. La filiera turco-bulgaro-albanese-ex jugoslava gestisce il trasporto  di eroina, cocaina, hashish e droghe sintetiche da Est a Ovest, e in senso inverso, secondo le circostanze e le esigenze del mercato. Le armi Dopo la metà degli anni 90, i porti di Bourgas (città bulgara che si affaccia sul Mar Nero, ndt.) e di Ostenda (Belgio) sono stati frequentemente utilizzati per il traffico di armi verso il Ruanda (1993-94), in seguito verso l’Africa Centrale, ma anche per foraggiare l’Afghanistan dei Talebani. Dalla fine degli anni 90, la comunità internazionale (Onu) e gli Stati Uniti in particolare hanno chiesto alla Bulgaria di mettere fine a questi traffici, che oggi sono parzialmente contenuti, grazie alle indagini giudiziarie contro...


Napoli milionaria

Giu 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
È il paese di Bengodi, ma solo per i boss della Camorra, a cui in due anni sono stati confiscati 400 milioni di euro. Accumulati dietro le rispettabili vetrine di negozi, ristoranti e circoli culturali, dove si nascondono proprietari taglieggiati e poi estromessi, tonnellate di merce contraffatta, registratori di cassa gonfi di soldi sporchi. E l’economia sana? Soccombe Lo scrittore Enzo Russo ha intitolato un suo libro del 1990 Il quattordicesimo zero: sarebbe questa la cifra multimiliardaria che segna il definitivo salto delle mafie da organizzazioni criminali a organizzazioni economiche capaci di gestire somme da capogiro e di condizionare produzione e sistema bancario. Quaranta clan a Napoli e quarantaquattro nella Provincia si battono per compiere in maniera definitiva questo salto di qualità. È scritto nell’ultima relazione della Commissione antimafia: «Accanto alle manifestazioni più cruente […] necessarie per imporre il proprio controllo, i clan dimostrano crescente attenzione alle forme di inserimento nelle attività produttive lecite al fine di controllarne le dinamiche e lucrarne i vantaggi economici, ma anche di ripulire gli ingenti capitali che derivano dalle loro attività illecite». Una conclusione ineludibile se si ripercorrono le testimonianze rese dai magistrati e se si guardano le cifre: negli ultimi due anni ai clan...