Articoli con tags ‘ contraffazione ’


Esce il rapporto del Cnel: la criminalità cinese è sempre più simile alla mafia

Mag 19th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Presentato nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) il rapporto sulla mafia cinese nel nostro Paese. Stando a quanto pervenuto, contraffazione commerciale, prostituzione e immigrazione clandestina sono le tre maggiori attività della criminalità cinese. Quello che più sorprende è la struttura interna della criminalità cinese, quella rete di rapporti e di gerarchie che ne fa un fenomeno criminale organizzato capace di controllare capillarmente il territorio e condizionando il tessuto sociale in cui operano. Questa rete di rapporti si sviluppa attraverso due vettori: il primo è il legame solidaristico, una fratellanza criminale che sottende fedeltà e omertà e che nasce, in molto casi, prima dell’arrivo in Italia: la condivisione di esperienze si realizza in un sodalizio dedito all’attività illecita che diventa così l’unica “occupazione” quotidiana. Un secondo vettore è quello familiare. Facendo riferimento a padri, figli e famiglia allargata, l’organigramma criminale si struttura per linea di parentela secondo precise gerarchie interne In tal modo riesce a infiltrarsi nella rete di connazionali presenti sul suolo italiano, reclutando sempre nuove leve per l’attività criminale. Questa essenza bifronte pone la crimnalità cinese su un piano intermedio rispetto alle due grandi associazioni criminali italiane: come Cosa nostra,...


La riscossa delle “bionde”. In ripresa il traffico di sigarette

Set 29th, 2010 | Categoria: news
di Elena Ciccarello
La Cina si conferma il primo paese esportatore di sigarette contraffatte. A provarlo, ancora una volta, le circa 31 tonnellate di tabacchi lavorati esteri rintracciati questa mattina nel porto di Gioia Tauro dall’Ufficio dogane e dai militari delle fiamme gialle. Tre container con un carico di 156.600 stecche di marca Manchester, per un valore di oltre sei milioni di euro. I pacchetti, che prima di raggiungere l’Italia erano transitati nel porto montenegrino di Bar, mancavano del tassello fiscale e presentavano un contenuto di catrame superiore ai limiti consentiti. Negli ultimi anni il contrabbando di “bionde” è ritornato in gran forma. Secondo i dati dell’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia i soggetti sottoposti a controlli da parte della guardia di Finanza sono passati dai circa 1.600 del 2001 ai quasi 4.400 del 2008, con un incremento complessivo pari al 260%. “Il contrabbando non è mai finito – sostiene Alessandro Leogrande, autore de “Le male vite“, reportage sul traffico di sigarette pubblicato da Fandango – ha solo cambiato mezzi, forme, rotte. La sostanza è sempre la stessa: anche se i quantitativi sono meno imponenti che in passato, l’Italia è uno dei punti di passaggio strategici per il rifornimento non solo del mercato illegale...