Articoli con tags ‘ contrabbando ’


Da “nico” a “narco”. L’evoluzione dei traffici

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, Orient Express
di Matteo Tacconi
Archiviato il capitolo contrabbando di sigarette, i clan locali si sono riciclati nel traffico di droga. Il Montenegro si riscopre  terra di passaggio della rotta Afghanistan-Balcani. Ma il vero problema è il ruolo dei russi Non è mica come negli anni 90, quando i contrabbandieri scorrazzavano indisturbati da una parte all’altra dell’Adriatico, con i loro bastimenti carichi di tabacco. Come quando il lago di Scutari veniva solcato da una flotta di piccole imbarcazioni che facevano la spola da una sponda all’altra, piene zeppe di taniche di benzina, armi e stecche di sigarette. Allora c’era l’embargo contro la Federazione jugoslava. E il Montenegro, che della “terza Jugoslavia” (quella di Milosevic, senza più Bosnia, Croazia, Macedonia e Slovenia) era parte, doveva sopravvivere in qualche modo. Il contrabbando si rivelò la risorsa su cui investire. In molti colsero l’occasione, chi per fare soldi e arricchirsi, chi per tirare a campare. «Che potevamo fare? Non avevamo scelta. Belgrado ci aveva tirati dentro una sporca guerra», ti senti dire da chi viene interpellato a proposito. E Clinton disse. A dirla tutta, il Montenegro le guerre di Bosnia e Croazia, almeno nelle loro prime battute, l’aveva sostenute. Ma il punto non è questo. È che oggi quelle storie sono sepolte. Non ci...


C’era una volta il contrabbando

Set 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Padre della patria e artefice indiscusso della trasformazione politico-sociale del Montenegro: su Milo Djukanovic, però, pesa coma un macigno l’accusa di associazione mafiosa e contrabbando di sigarette mossa dalla Procura di Bari. «Accuse orchestrate ad hoc per screditarmi», è la sua difesa. Intanto si fa scudo dell’immunità diplomatica di cui gode dal giorno dell’indipendenza del paese  Leggi Montenegro e ti chiedi dove sia di preciso, quale ne sia la capitale, quale la lingua. Pensi magari a un mondo arcaico, sospeso nel tempo. Nulla di più errato. Risorto dalla lacerazione dell’ex Jugoslavia, incastrato tra Serbia e Kosovo, il Montenegro è oggi uno stato orgoglioso e indipendente, autenticamente in costruzione, lanciato verso la modernità. La sua classe dirigente ha rimosso rapidamente i pilastri su cui verteva la fragile economia pianificata dallo stato socialista per declinare la globalizzazione in ogni suo ambito. Nel bene e nel male.    Camaleontico Milo. A traghettare il paese verso questo processo, Milo Djukanovic, carismatico condottiero dal sorriso smagliante, amato e rispettato. Quasi un moderno vodza (duce, in serbo-croato), calcolando che detiene il potere da 17 anni praticamente continui (vedi box p. 31). Equilibrista e calcolatore, come si addice agli statisti. Camaleontico quanto basta per arrivare ad essere il delfino di...


L’evoluzione pericolosa

Feb 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Il calo dei proventi delle tradizionali attività illecite rende vitale per la criminalità organizzata pugliese cercare altre fonti di guadagno. Ecco perché sta cercando di mettere le mani sugli appalti delle amministrazioni pubbliche La criminalità sta cercando di mettere le mani sugli appalti delle amministrazioni pubbliche pugliesi, sia attraverso i tradizionali metodi delle intimidazioni e delle minacce, sia attraverso il più sofisticato rapporto politico di convogliare i voti verso determinati partiti o uomini politici, che una volta eletti diventano strumenti nelle mani della mafia. Crollati i lucrosi guadagni del contrabbando di sigarette con l’altra sponda dell’Adriatico; diminuito il traffico di essere umani nel Canale d’Otranto; ridottasi la gestione sistematica del racket delle estorsioni – che presuppone un forte radicamento strutturale delle organizzazioni sul territorio, oggi in gran parte ridimensionato, specialmente nell’area jonico-salentina, anche se non mancano segnali preoccupanti di una possibile ripresa e della vitalità della Sacra corona unita nel settore – diventa vitale per la criminalità organizzata cercare altre fonti di guadagno. Segnali da monitorare. I rapporti tra la criminalità e la politica, prima di diventare operativi e fruttuosi, si generano e si sviluppano in una sorta di “zona grigia”, che non necessariamente determina di per sé situazioni di illegalità, ma...


Vecchi documenti, nuove piste investigative

Ott 10th, 2007 | Categoria: recensioni
Si intitola ’Ndrangheta eversiva (Klipper editore, pag. 181, euro 7,90) l’ultimo libro con cui Arcangelo Badolati, caposervizio alla «Gazzetta del Sud», accende i riflettori su due gravi episodi accaduti in Calabria e in Sicilia nell’estate del 1970: la strage ferroviaria di Gioia Tauro e la scomparsa del giornalista Mauro De Mauro, cronista del quotidiano «L’Ora». Quella di Badolati è una fotografia dal basso di quella Calabria dove, ci indicano le statistiche, «il rapporto tra affiliati ai clan e la popolazione è oggi pari al 27 per cento, contro il 12 della Campania, il 10 della Sicila e il 2 della Puglia». Attraverso il rigore di documenti anche inediti, Badolati porta alla luce gli inquietanti contatti tra Cosa nostra, ’Ndrangheta, eversione nera, politica e massoneria, che negli anni Settanta unirono le proprie forze per perseguire interessi, però, diversi. La rivolta di Reggio Calabria, scoppiata in seguito alla decisione del governo centrale di spostare il capoluogo di regione a Catanzaro, secondo molti non fu un semplice moto popolare, ma qualcosa di più, in cui conversero volontà destabilizzanti eterogenee tra loro. Secondo una versione corrente, ma mai suffragata da elementi di prova, la matrice dell’attentato di Gioia Tauro è da collegare proprio con la rivolta,...


Alla fiera dell’Est

Nov 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
La droga La maggior parte dell’eroina proveniente dalla Turchia e dall’Asia Centrale e Orientale passa tradizionalmente sul territorio bulgaro. È appannaggio, in particolare, della minoranza locale turca, economicamente svantaggiata, così come dei sostenitori del Pkk (in italiano, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, attivo nelle aree della Turchia popolate dall’etnia di lingua curda. Il Pkk rivendica la creazione di uno Stato sovrano del Kurdistan indipendente dalla Turchia, dall’Iraq, dalla Siria e dall’Iran, ndt.). Nel corso degli anni 90, il mercato della droga si è strutturato in modo sempre più articolato. La filiera turco-bulgaro-albanese-ex jugoslava gestisce il trasporto  di eroina, cocaina, hashish e droghe sintetiche da Est a Ovest, e in senso inverso, secondo le circostanze e le esigenze del mercato. Le armi Dopo la metà degli anni 90, i porti di Bourgas (città bulgara che si affaccia sul Mar Nero, ndt.) e di Ostenda (Belgio) sono stati frequentemente utilizzati per il traffico di armi verso il Ruanda (1993-94), in seguito verso l’Africa Centrale, ma anche per foraggiare l’Afghanistan dei Talebani. Dalla fine degli anni 90, la comunità internazionale (Onu) e gli Stati Uniti in particolare hanno chiesto alla Bulgaria di mettere fine a questi traffici, che oggi sono parzialmente contenuti, grazie alle indagini giudiziarie contro...


Dottor Jekyll e Mr Nice

Gen 10th, 2002 | Categoria: recensioni
Cosa può spingere un giovane e promettente professore di Oxford, laureato in fisica nucleare, ad abbandonare la carriera universitaria per una vita rischiosa e insicura come quella dello spacciatore di hashish? La risposta si trova in uno dei casi editoriali (oltre 500mila copie vendute, 350mila solo in Inghilterra) dell’anno appena concluso. Mr Nice – una delle molteplici identità fasulle assunte da Howard Marks nel corso della sua “carriera” – è l’autobiografia di uno dei più affascinanti e originali spacciatori di hashish, «il Marco Polo della droga», come lo ha definito Le Monde. Il libro, divertente e ben scritto, ripercorre la vita e le avventure di Marks, dalle esperienze adolescenziali fino alla sua cattura negli Stati Uniti, dove ha trascorso sette anni nel terribile carcere di Terre Haute. Affascinato dall’universo dei movimenti giovanili e della controcultura, Marks, originario del Galles, lascia la prestigiosa università di Oxford (insieme a una brillante carriera scientifica) per trasferirsi a Londra, dove si avvicina alle droghe. Qui, da semplice consumatore, inizia a smerciare piccole quantità di hashish, fino a decidere di intraprendere la “professione” di spacciatore. Il talento davvero non gli manca e Marks riesce a mettere in piedi una rete planetaria di rapporti e contatti, dal Pakistan...


Diamanti: la moneta delle guerre

Mag 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Alla base di molti conflitti in Africa c’è il contrabbando di pietre preziose. In particolare del coltan, minerale utilizzato in alta tecnologia e oggi fonte di enormi guadagni per mafie dell’Est, funzionari corrotti e oscuri intermediari “Il cuore del problema: Sierra Leone, diamanti e diritti umani”. Così si intitola il rapporto-denuncia di Partnership Africa Canada, un cartello di organizzazioni non governative, che un anno fa ha messo in luce il ruolo del commercio di diamanti nelle zone di guerra in Africa, in particolare Angola, Sierra Leone, Liberia e Repubblica Democratica del Congo. Secondo lo studio molti dei conflitti che attualmente dilaniano il continente africano sono finanziati attraverso il traffico illegale di diamanti e di altre materie prime. Numerosi rapporti successivi hanno confermato il legame tra l’estrazione illegale e il contrabbando di risorse naturali in cambio di armamenti, il tutto sotto la regia delle mafie dell’Europa orientale e grazie alla connivenza di diversi governi, non solo africani. Sabbia nera, i nuovi diamanti In seguito alle denunce contenute nel rapporto di Partnership Africa Canada, è stata adottata una serie di sanzioni contro il gruppo guerrigliero Unita dell’Angola e i ribelli del Sierra Leone del Ruf (Fronte rivoluzionario unito). Questi ultimi si sarebbero avvalsi della compiacenza del...


Se il monopolio va in fumo

Apr 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Dopo un periodo di stasi, il traffico di sigarette ritorna in piena attività, grazie alle connivenze internazionali e ad un regime monopolistico che incentiva la creazione di un mercato parallelo. Lo sostiene anche la Commissione antimafia nella sua ultima relazione sul contrabbando Controllare il porto di Patrasso? Non se ne parla neppure. La reazione dei deputati ellenici di fronte alle contestazioni dei colleghi italiani è stata di chiusura: un netto no su tutti i fronti. La missione in Grecia della Commissione antimafia, a fine novembre scorso, è così naufragata senza apprezzabili risultati politici. C’è voluto poco per capire che, almeno per ora, i greci una lotta vera al contrabbando non la vogliono fare, nonostante le formali assicurazioni di cooperazione fatte in sede europea. Più di un parlamentare greco ha risposto alle accuse italiane di debolezza verso i contrabbandieri sostenendo che quel che rende competitivo il porto di Patrasso è la possibilità per un Tir di uscire dall’autostrada e di arrivare sul traghetto nel giro di pochi minuti. Sottoporre a controllo anche un solo camion equivarrebbe a provocare attese e file chilometriche. Il ragionamento a senso unico dei greci ha fatto però irritare non poco i commissari italiani: «Non si comprende...


Benin: mercato nero alla luce del sole

Nov 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Grazie alla particolare posizione geografica e alla complicità del regime, il piccolo Stato dell’Africa sub-sahariana è diventato un nodo strategico del contrabbando e del traffico di droga Il processo per traffico di droga intentato nell’estate del 1999 dal tribunale di Cotonou all’ambasciatore del Benin presso l’Onu, Yacoubou Fassassi, ha solo in apparenza ridotto i flussi del narcotraffico tra questo paese e la Nigeria. Nonostante l’assoluzione, il diplomatico è stato sollevato dall’incarico in seguito alle pressioni del Dipartimento di Stato americano. Al termine del procedimento sono state condannate solo alcune figure di secondo piano, ma nel complesso si è delineato un quadro inquietante: da un lato i partiti politici hanno fatto quadrato attorno all’ambasciatore, senza peraltro convincere gli osservatori internazionali della serietà della campagna moralizzatrice avviata dal governo del generale Kérékou proprio con questo processo. Dall’altro, il dibattimento ha permesso di intravedere quale potrebbe essere la dimensione reale tanto dei flussi di droga quanto delle complicità di alto livello di cui certamente si avvalgono i narcotrafficanti. Secondo gli agenti della polizia francese distaccati nel Benin, la diminuzione del numero dei sequestri di eroina e cocaina non significa certo che la direttrice dei flussi sia stata deviata in corrispondenza con il procedimento giudiziario,...


I re del contrabbando

Mag 10th, 2000 | Categoria: archivio articoli
Molti pensano che il contrabbando sia ormai un fenomeno esclusivo dell’area adriatica. E invece la Campania mantiene ancora il controllo di questo lucroso affare. Come spiega una recente inchiesta della magistratura napoletana Michele Varano e Luigi Mocerino, considerati personaggi di spicco del contrabbando a Napoli, vengono arrestati nel febbraio scorso su richiesta del pubblico ministero della procura di Napoli, Luciano D’Angelo, lo stesso magistrato che ha condotto l’inchiesta sull’organizzazione camorristica e contrabbandiera napoletana del clan Mazzarella, coinvolta nel traffico di sigarette e in quei massicci investimenti finanziari nel settore dal contrabbando da cui sono emersi i nomi del presidente del Montenegro e dell’ex ministro degli esteri Branko Perovic. L’indagine su Varano e Mocerino – partita con il sequestro di alcune navi lungo la costa della Campania e del Lazio – è molto importante. E non solo perché, secondo la Guardia di Finanza, i due dirigono attraverso una rotta tirrenica un consistente traffico di sigarette di contrabbando tra i Balcani e l’Italia, ma anche perché le investigazioni svolte in seguito sui legami tra l’organizzazione contrabbandiera e la camorra hanno consentito alla Squadra Mobile di Napoli di dimostrare che parte consistente dei guadagni finisce ai clan del cartello denominato Alleanza di Secondigliano. La...