Articoli con tags ‘ contrabbando ’


Corea del Nord: contrabbando, vizio di regime

Apr 18th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Fuma Kim Jong-Un, il dittatore più enigmatico del mondo, e fumano il 54% degli abitanti della riottosa Corea del Nord. Il tabacco è un elemento di unione nell’impenetrabile austerità della società nordcoreana: fumano i soldati alla frontiera con la nemica Corea del Sud e i dirigenti del potente Partito Comunista, i pescatori e gli operai dei villaggi più remoti. Ma nel corso degli ultimi due anni questo vizio è diventato anche una importante fonte di guadagno per il regime. Sopra il 38° parallelo il commercio illegale non riguarda più soltanto armi e stupefacenti, le sigarette di contrabbando sono infatti il nuovo business di Stato che arricchisce Pyongyang. (altro…)


Napoli: dalla Cina sigarette e capi d’abbigliamento contraffatti

Giu 9th, 2011 | Categoria: news
Con una maxi operazione, denominata “Katanà” e coordinata dalla Procura di Napoli, la Guardia di finanza è riuscita a stroncare un traffico internazionale di merce contraffatta. Si tratta di un’organizzazione italo-cinese specializzata nella falsificazione di scarpe, abbigliamento e sigarette, quest’ultime trovate con una quantità di catrame e nicotina superiore a quella consentita e, per questo, particolarmente pericolose per la salute. La Guardia di finanza ha così dato esecuzione a 29 ordinanze di custodia cautelare in carcere – 40 gli indagati – emesse dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di questo sodalizio criminale italo-cinese. Sono stati inoltre sequestrati più di mezzo milione di merce contraffatta, tra cui 110 tonnellate di sigarette e più di 10 milioni di euro di beni. Gli investigatori per di più ritengono che le sigarette, alle quali venivano applicati falsi contrassegni dei monopoli di stato, erano poi, presumibilmente, vendute anche nelle tabaccherie e non soltanto sulle bancarelle. La banda, affermano gli inquirenti, aveva «appoggi all’interno delle dogane di funzionari e di spedizionieri finalizzati ad agevolare l’introduzione dei tabacchi e dei prodotti contraffatti anche attraverso la predisposizione di documentazione falsa ed a sventare eventuali sequestri e controlli con una preventiva informazione sulle strategie di contrasto adottate dalle forze...


Pomodori ripieni di dinamite, quando il problema dei Balcani è il traffico

Feb 22nd, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Pomodori ripieni di dinamite, Paradižniki, polnjeni z dinamitom, questo il titolo dell’ultimo libro di Aleksandar Pisarev, uno dei maggiori giornalisti investigativi macedoni. Un libro che gli è costato tremila chilometri di andirivieni per i Balcani occidentali per scoprire un traffico di tonnellate (dalle quattro alle sei ogni mese) di cocaina dalla Turchia attraverso la Macedonia, il Kosovo e la Bulgaria ed ancora avanti, proseguendo attraverso la Slovenia verso l’Europa occidentale. Nulla di nuovo fin qui. Tuttavia in gioco non c’è solo la droga, ma anche armi e persone. “Le vie di contrabbando più importanti per la verità non sono altro che le vie che un tempo collegavano gli estremi della Jugoslavia. Oggi queste arterie, dopo la caduta della Jugoslavia, si ritrovano ad attraversare confini che da amministrativi sono diventati statali. La polizia è al corrente dei commerci illegali ma non può farci nulla considerando che proprio non riesce a sorvegliare a dovere tutte queste strade. Quest’ultime vengono peraltro mantenute in ottimo stato. Chi le mantiene? La mafia! Proprio così: la mafia ha formato un efficace sistema logistico basato sulla povera popolazione locale e sulla corruzione di poliziotti e finanzieri che, in cambio di una piccola somma,...


Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali

Set 30th, 2010 | Categoria: documenti
Alessandro Leogrande ricostruisce, dall’ascesa al declino, la storia del grande business delle sigarette di contrabbando: da una parte all’altra dell’Adriatico, dai forzieri della finanza internazionale alle periferie pugliesi, dalla Philip Morris alla Sacra corona unita (la più giovane delle mafie nostrane) alle nuove mafie dell’Est, dalle aule dei tribunali a quelle della politica, dalla percezione del crimine alla lotta ad esso, per giungere al suo ruolo nelle trasformazioni della società italiana e del suo costume. A sette anni dalla prima edizione, questo libro mantiene intatta la sua forza narrativa. Quella che potrebbe apparire una pagina del passato rivela invece appieno gli intrecci tra economia lecita e illecita, il loro perdurare in altre forme, il lato sordido della globalizzazione. Leggi l’introduzione Le male vite, Fandango Tascabili, pp. 254, 15 giugno 2010


La riscossa delle “bionde”. In ripresa il traffico di sigarette

Set 29th, 2010 | Categoria: news
di Elena Ciccarello
La Cina si conferma il primo paese esportatore di sigarette contraffatte. A provarlo, ancora una volta, le circa 31 tonnellate di tabacchi lavorati esteri rintracciati questa mattina nel porto di Gioia Tauro dall’Ufficio dogane e dai militari delle fiamme gialle. Tre container con un carico di 156.600 stecche di marca Manchester, per un valore di oltre sei milioni di euro. I pacchetti, che prima di raggiungere l’Italia erano transitati nel porto montenegrino di Bar, mancavano del tassello fiscale e presentavano un contenuto di catrame superiore ai limiti consentiti. Negli ultimi anni il contrabbando di “bionde” è ritornato in gran forma. Secondo i dati dell’ultima relazione della Direzione nazionale antimafia i soggetti sottoposti a controlli da parte della guardia di Finanza sono passati dai circa 1.600 del 2001 ai quasi 4.400 del 2008, con un incremento complessivo pari al 260%. “Il contrabbando non è mai finito – sostiene Alessandro Leogrande, autore de “Le male vite“, reportage sul traffico di sigarette pubblicato da Fandango – ha solo cambiato mezzi, forme, rotte. La sostanza è sempre la stessa: anche se i quantitativi sono meno imponenti che in passato, l’Italia è uno dei punti di passaggio strategici per il rifornimento non solo del mercato illegale...


Nuovi elementi nella caccia al boss Darko Saric

Set 1st, 2010 | Categoria: news
Si stringe il cerchio attorno a Darko Saric (foto), il boss del narcotraffico balcanico ricercato dai governi di mezzo mondo, Serbia in testa, e dalla Dea, la Drug Enforcement Administration americana. Anche la magistratura italiana – nello specifico le Procure di Napoli e Bari –  è sulle sue tracce, ritenendolo a capo di una cupola mafiosa dedita al traffico internazionale di armi, stupefacenti, sigarette e droga. Il latitante gode però della protezione di Milo Djukanovic, primo ministro a Montenegro, il quale controlla indirettamente – tramite il fratello Aco –  la banca Prva presso i cui conti ha depositato denaro sporco il boss Darko. (altro…)


Cocaina? Chiedi ai serbo-montenegrini

Mag 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefania Bizzarri
Organizzati ed efficienti: i clan serbo-montenegrini negli ultimi anni sono riusciti a imporsi nel contrabbando mondiale di cocaina. Hanno basi operative lungo il Po, con centro a Milano, ma coprono tutto lo Stivale, perché le mafie italiane sanno che con loro i guadagni sono garantiti  (altro…)


Il ventre molle delle Americhe

Apr 10th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Piero Innocenti
Paradisi fiscali, ma anche sicuri approdi per contrabbandieri di droga e armi. Una ”mappatura” aggiornata ricostruisce la rete internazionale su cui proliferano le attività illecite tra Antille Olandesi, Barbados, Trinadad e Tobago, Grenada: paesi strategici per gli stretti legami con l’Europa e la vicinanza con le coste colombiane e venezuelane L’area dei Caraibi, date le sue caratteristiche geopolitiche, continua ad essere un contesto quanto mai favorevole allo sviluppo di traffici illegali: buon clima (uragani a parte), bacino marittimo comodamente navigabile, moltissime isole e penisole, coste ricche di approdi marittimi ed aerei, molti dei quali incontrollati e incontrollabili; una miriade di sovranità territoriali, spesso più nominali che effettive, con isolotti o spazi confinanti talvolta ancora di incerta attribuzione; un via vai continuo non solo di merci, ma di persone, indigene o straniere, di razze e culture variegate. Situazione ideale non solo per muoversi senza dare nell’occhio, ma anche per condurre, indisturbati, affari e transazioni illecite, purché abili nel destreggiarsi tra le differenti legislazioni e strutture finanziarie (a maglie più o meno larghe), tra sistemi burocratici e repressivi (spesso permeabili o fortemente condizionati dalla corruzione). Grandi giochi sui Caraibi. Si può scegliere tra molteplici affari: traffico di stupefacenti, armi; contrabbando di tabacchi, precursori chimici,...


Nuoce gravemente all’economia

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
L’Europa è inondata da sigarette di contrabbando di fabbricazione russa per un valore di almeno un miliardo di dollari all’anno. È quanto rivela un’inchiesta condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists, un network non profit di giornalisti indipendenti, tra i primi a denunciare la complicità di grandi compagnie di tabacco nel contrabbando di sigarette Si chiamano Jin Ling, e sono, a quanto si sa, l’unico marchio di sigarette fabbricate appositamente per il contrabbando, dunque reperibili esclusivamente al di fuori dei circuiti legali. Il pacchetto, a prima vista, per design e colori rimanda a quello delle celeberrime Camel, ma l’animale raffigurato in questo caso è un caprone. La loro diffusione sta crescendo al punto che le forze dell’ordine ritengono che si trovi ormai al vertice dei marchi sequestrati nell’Unione europea, al pari con la Marlboro. L’inchiesta ha identificato un network di compagnie russe ed est europee capaci di produrre circa 24 miliardi di sigarette all’anno, vale a dire il 7 per cento dell’importazione legale di sigarette nell’Unione europea. Fingendoci aspiranti trafficanti di origine rumena, abbiamo dunque ricostruito storia e circuiti di questo contrabbando, dietro cui si nasconde la Baltic Tobacco Factory (Btf), che ha il suo quartier generale a Kaliningrad, in Russia. Il paradiso del contrabbando....


La stabilità in ostaggio

Dic 10th, 2008 | Categoria: recensioni
Quello che racconta Francesco Strazzari in Notte balcanica ci riguarda tutti, da vicino. E non solo perché nei Balcani l’Unione Europea sta giocando la sua più importante partita nell’arena internazionale, assumendosi nel Kosovo chiare responsabilità di politica estera. Il saggio è un viaggio, vissuto e testimoniato, nel “sottobosco balcanico” governato da forze economiche opache che, attraverso vorticosi capitali e pericolose influenze politiche, stanno cambiando il rapporto di categorie che fino a prima della caduta del muro di Berlino si davano come universali ed immutabili: sovranità e criminalità. Notte balcanica è uno sguardo tagliente e disinibito sugli avvenimenti tragici che hanno caratterizzato la periferia del sud-est europeo dopo il crollo dei regimi socialisti. Uno scrupoloso sguardo scandaglia tra i fondali delle zone grigie in cui prosperano clientelismi mafiosi. È netta la denuncia: la stabilità della parte orientale dell’Europa è tenuta in ostaggio da commistioni tra criminalità organizzata e connivenze politiche. Come ha sostenuto Luca Rastello, giornalista di frontiera e scrittore, l’analisi delle strutture criminali è «essenziale per capire il nuovo equilibrio sociale. L’economia criminale è sempre più il terreno su cui si forgiano i fenomeni decisivi del mondo: oggi pare essere il modello vincente perché è quello che produce ricchezze rapide. Accumulazioni...