Articoli con tags ‘ Congo ’


Bosco Ntaganda si consegna. Ma per il Congo non c’è pace

Mar 20th, 2013 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Bosco Ntaganda, capo del Movimento del 23 marzo, gruppo ribelle che ha insanguinato nei mesi scorsi l’est della Repubblica Democratica del Congo, si è consegnato ieri all’ambasciata Usa a Kigali e ha chiesto di essere trasferito alla Corte penale internazionale dell’Aja (Cpi) che lo accusa di crimini di guerra e contro l’umanità. Fin qui la cronaca. Resta da capire perché Ntaganda abbia deciso di arrendersi. Facciamo qualche passo indietro, la sua vita è infatti una cartina tornasole della recente storia del Congo e della regione dei Grandi Laghi. I primi anni Bosco Ntaganda è un Tutsi ruandese, nato nel 1973 (ma la data è incerta) in un piccolo villaggio ai piedi delle alture del Virunga, non distante dal confine congolese. Quando nel 1994 gli Hutu scatenano in Ruanda il genocidio contro i Tutsi, Ntaganda fugge oltreconfine. Qui frequenta la scuola superiore ma lascia gli studi per trasferirsi nel sud dell’Uganda dove, grazie all’appoggio delle autorità di Kempala, i Tutsi stavano organizzando il Rwandan Patriotic Front (Rpf), esercito “etnico” col quale opporsi al regime Hutu. Qui conosce James Karebebe, colonnello e poi generale del Rpf, sotto la cui guida i Tutsi – avanzando dall’Uganda – rovesceranno gli Hutu ponendo fine (almeno in Ruanda)...


Congo, come si prepara una guerra criminale

Nov 29th, 2012 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
La crisi della Repubblica democratica del Congo non trova soluzione, malgrado i tentativi diplomatici. Dopo l’offensiva che ha portato il M23 alla conquista di Goma (importante centro al confine con il Ruanda) si è tenuto il 23 novembre scorso un vertice internazionale a Kampala, capitale dell’Uganda, finalizzato a evitare un’escalation del conflitto. Questa Conferenza internazionale della regione dei Grandi Laghi ha prodotto un cessate il fuoco gravido di polemiche. “I ribelli dovranno uscire dalla città sulla base di un piano che gli consegneremo. Ci sarà una forza presente per assicurarci che nessuno commetta violazioni del cessate il fuoco” hanno annunciato da Kampala i capi di Stato di Uganda, Rd.Congo e Burundi. Critico invece Paul Kagame, presidente del Ruanda, che ha ribadito che “di fronte a problemi così complessi non servono scambi d’accuse né rendere gli altri responsabili dei propri problemi”. Prima della conclusione della riunione di Kampala, le autorità ruandesi hanno invitato Kinshasa ad avviare un dialogo politico con la ribellione; una strada che finora i governanti congolesi non hanno mai contemplato. Se il Ruanda arma i miliziani La posizione ruandese, sostanzialmente a favore dei ribelli del M23, trova una spiegazione nel recente report degli esperti dell’Onu, che scrivono: “Il governo ruandese...


Congo, tra false notizie e potere criminale

Ago 28th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
Nella Repubblica democratica del Congo vige una pace fragile, così fragile che quando nel luglio scorso Thomas Lubanga è stato condannato dall’Aja a 14 anni di carcere con l’accusa di aver reclutato bambini soldato durante la guerra in Ituri del 2002-2003, una levata di scudi da parte di alcune fazioni delle milizie lui fedeli ha riacceso il conflitto. Un conflitto perenne, anche dopo gli accordi di pace, che vede contrapposte milizie criminali ed esercito regolare. Una contrapposizione fittizia, poiché entrambi concorrono al controllo delle risorse naturali e al loro sfruttamento illecito (su questo si legga: Le mafie dietro la guerra, Narcomafie 7-8/ 2011). Lo scopo della guerra, insomma, è solo il denaro. Occorre quindi controllare il territorio, con le sue miniere, e sottomettere la popolazione (specie minori) facendone minatori, soldati o schiavi sessuali. I signori della guerra congolesi sono criminali, nessuna idealità politica li muove. Nessuna. Ma essi stessi non sono che burattini nelle mani di padroni invisibili che tirano le fila di un conflitto che, grazie al volume di traffici illeciti prodotti, arricchisce una lunga filiera criminale e affama milioni di persone. Quello del controllo delle miniere è il business più lucroso: oro, stagno, diamanti fino al prezioso coltan, una...


‘Ndrangheta africana

Lug 24th, 2012 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Zola
La presenza dei calabresi in Africa è difficile da riscontrare ma le ‘ndrine globalizzate partecipano dei grandi traffici internazionali e, abbiamo visto, dal Congo parte il circuito dei diamanti e del coltan. Un affare che le cosche non si sono lasciate scappare. Come spiega Antonio Nicaso a Narcomafie è però la cocaina il motore di tutto: «L’Africa è oggi sempre più al centro degli interessi della ‘ndrangheta, anche per il traffico di coca. Le rotte della coca sono tradizionalmente quattro: quella spagnola, con centri di stoccaggio in Colombia; quella anseatica, da Brema, Rotterdam e Anversa fino a Costanza, in Romania; quella balcanica, con la mafia serba che fa da tramite per la ‘ndrangheta; e quella italiana, con Gioia Tauro come principale punto d’arrivo. A queste si aggiunge quella africana considerata oggi più sicura». Una rotta che ha diverse direttrici. «Per quanto riguarda il traffico di cocaina – prosegue Nicaso – c’è una via che transita dall’Africa occidentale, e un’altra che passa dall’Africa centrale, entrambe partono dall’America meridionale. Nel primo caso dalla Colombia, nel secondo caso la droga arriva  principalmente da Brasile, Argentina e Perù. Questa viene spedita in Africa attraverso l’utilizzo di piccoli sommergibili comandati tramite satellite. Una volta giunti...


Quanto pesano le droghe leggere

Lug 24th, 2012 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Zola
Tradizionalmente l’Africa sub-sahariana ha sempre giocato un ruolo marginale nel traffico internazionale di stupefacenti, almeno fino agli anni Duemila, a causa della distanza geografica dai centri di produzione, dell’assenza di infrastrutture e vie di comunicazione necessarie alla diffusione, dei redditi troppo bassi per dare luogo a una significativa domanda di consumo. Mancando poi infrastrutture utili ai commerci legali, è stato impossibile favorire quelli illegali. Molti indicatori sembrano però testimoniare come questa marginalità stia giungendo al termine. L’Africa occidentale sta infatti emergendo come via di transito tra il Sud America e l’Europa, ciò comporta un fiorire di magazzini, piccoli laboratori centri di smistamento. La conferma del radicarsi di questa rotta arriva dai sequestri nonché dal moltiplicarsi di eventi criminali che hanno coinvolto anche personaggi politici in un rapporto di scontro-incontro tra governanti locali e cartelli della droga latinoamericani. In principio fu la Guinea Bissau a trasformarsi, dal 2004, in un vero e proprio narco-stato, facendo così scattare l’allarme dell’Unodc che sollecitò l’attenzione internazionale su quanto sta accadendo nell’intera regione. Per farsene un’idea, bastano i numeri: nel 2004, si stima che siano transitate nell’Africa occidentale tre tonnellate di cocaina. Di anno in anno le cifre aumentano, finché nel solo 2007 si arriva a...


L’impero malato

Lug 24th, 2012 | Categoria: archivio articoli
di Matteo Zola
Kongo dya Ntotila, impero del Congo, uno stato immenso su cui regnò per circa seicento anni, dal XV al XX secolo, la dinastia Mbanza Congo. Al suo apice venne in contatto con la cultura lusitana, portata dai primi esploratori e mercanti, cui seguì un lento declino fino alla conferenza di Berlino del 1884 e alla conseguente spartizione dell’Africa con il Congo che, dall’influenza portoghese, passò nelle mani del sanguinario re del Belgio. Nel 1960, temendo una guerra civile, i belgi concessero l’indipendenza al paese. Patrice Emery Lumumba, primo presidente, cercò di fare del Congo una repubblica federale in ossequio alla complessità etnica e geografica del nuovo Stato. Il caos che seguì l’indipendenza e lo svuotamento dell’impalcatura di potere portarono alla prima missione Onu per il Congo (Monuc): era il 1964, nel frattempo il colonnello Mobutu ebbe la meglio nella lotta per il controllo politico inaugurando nel 1965 un periodo di potere assoluto, feroce, caratterizzato da un forte culto della personalità. In quel periodo lo Stato venne ribattezzato “Zaire”, riprendendo antiche toponomastiche. La politica di Mobutu, che giocava sul fondamentale ruolo di ago della bilancia tra gli interessi occidentali e quelli sovietici in Africa, non resse alla fine della guerra fredda....


Il Signore della guerra

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
È in corso il processo per l’estradizione di Viktor Bout, il più celebre trafficante d’armi a cavallo del millennio. Il suo arresto segue quello del collega Monzer al-Kassar e dei clienti Jean Pierre Bemba e Charles Taylor. In attesa del giudizio, il traffico d’armi cerca altre strade e nuove guerre   Aprile 2001: Jean Pierre Bemba, il comandante delle forze ribelli nel Congo orientale, si trova accampato con le truppe scelte in una collina non lontano dal Lago Albert. Le quotidiane razzie nei villaggi della zona, così come il controllo violento dei raccoglitori di coltan devono averlo stancato parecchio. A metà serata si accorge che la birra è finita e lo comunica al suo ospite di giornata, Viktor Bout. Quest’ultimo si trova lì per discutere la fornitura di alcune migliaia di kalashnikov e altri “strumenti” utili a Bemba per mantenere il controllo della zona. Non vuole deludere il suo cliente e così gli presta uno dei suoi elicotteri Mi-24 di matrice sovietica (equipaggio incluso), lo fa accompagnare in uno dei villaggi al di là del lago, in Uganda, e senza voler sapere se pagherà le birre a gettoni o a pallottole, lo fa riportare indietro. L’elicottero è sicuro: lo utilizza ogni tanto anche il suo amico Charles Taylor, sponsor...


Brazzaville, capitale i n fumo

Gen 10th, 2002 | Categoria: archivio articoli
Paese di grande instabilità politica, il Congo-Brazzaville è diventato in questi ultimi dieci anni una zona franca del commercio e della produzione di marijuana Sebbene non sia possibile datare con precisione la sua apparizione nelle campagne, la cannabis (diamba, mpokalis o tcha-tcho) viene coltivata e utilizzata nel Congo-Brazzaville da diversi secoli. Giocatori di scacchi (ngola) e musicisti ne sono i tradizionali consumatori, ma la marijuana è stata utilizzata in passato anche per il trattamento di disturbi fisici e malattie della pelle. La crisi del settore agricolo negli anni Settanta causò un forte aumento delle coltivazioni illegali nel Congo – come nel resto dell’Africa – e nel decennio successivo fu la disoccupazione nelle aree urbane a spingere molti contadini a produrre cannabis. Ma è stato negli anni Novanta che la produzione di marijuana ha toccato il suo acme.  Decennio di sangue Dopo una prima ondata di violenza, scatenatasi in seguito alle elezioni del giugno 1993 e proseguita fino all’anno successivo, nel 1997 scoppiò la guerra civile, che contrappose due fazioni: quella del presidente eletto Pascal Lissouba e quella del colonnello Denis Sassou Nguesso. Il conflitto si concluse con la vittoria di quest’ultimo, anche grazie all’appoggio dell’Angola, ma gli scontri causarono la morte di quasi diecimila persone e la...