Articoli con tags ‘ confisca ’


Agrigento, 400 mila euro confiscati a ‘uomo d’onore’

Gen 18th, 2016 | Categoria: brevi di mafia
di redazione
La Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento ha eseguito un provvedimento di confisca (emesso dallaSeconda Sezione Penale del Tribunale del comune siciliano) che ha colpito alcuni beni mobili ed immobili già sequestrati e riconducibili a Damiano Marrella, 67enne di Montallegro (AG), uomo d’onore ed elemento di spicco della locale famiglia mafiosa, in atto detenuto. Marrella non è un nome nuovo sui taccuini degli inquirenti. L’uomo era già stato arrestato dalla Dia agrigentina e condannato a 8 anni di reclusione all’interno dell’operazione Minoa, insieme ad altre 7 persone, tutti indagati, a vario titolo, per partecipazione e concorso in associazione di tipo mafioso. In particolare, a Marrella era stato contestato di essere stato a capo della famiglia mafiosa di Montallegro, costituendo nella medesima l’articolazione territoriale di riferimento per il rappresentante provinciale di cosa nostra agrigentina pro tempore, all’epoca latitante, Giuseppe Falsone. Con l’odierno provvedimento sono stati sottoposti a confisca un immobile sito nel comune di Montallegro e numerose disponibilità finanziarie, tra le quali fondi comuni d’investimento, conti correnti e altri prodotti bancari per un totale di 400 mila euro.


Csm: ok governo su aggressione beni ai mafiosi

Lug 23rd, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Va nella direzione di rendere “più efficace l’azione di contrasto alla criminalità organizzata e di aggressione ai patrimoni di natura illecita” il disegno di legge del governo su questa materia. E dunque va valutato “in chiave positiva”. Così il Csm “promuove” l’iniziativa dell’esecutivo, con un parere approvato all’unanimità del plenum. Palazzo dei marescialli considera però “indilazionabile” un intervento legislativo sulla liquidazione dei compensi agli amministratori giudiziari per “evitare decisioni incomprensibili e talvolta prive di una base motivazionale sia nei casi di eccessivo importo o di compenso estremamente esiguo”. E avverte che a differenza di quanto si è previsto, con una norma che sta facendo discutere, vanno distinti i trattamenti da riservare agli amministratori giudiziari con quelli previsti per i curatori fallimentari. Questo per le particolari funzioni svolte dagli amministratori giudiziari, il cui obiettivo è “mantenere le imprese sul mercato (e non già di liquidarle), garantire i livelli occupazionali, o addirittura di incrementare la redditività dei beni in sequestro ove possibile”. Con la delibera approvata (relatore il togato di Area Piergiorgio Morosimi) il Csm apprezza innanzitutto la scelta di intervenire sulla disciplina delle misure di prevenzione patrimoniali, settore ormai nevralgico nel contrasto alle associazioni mafiose. Così come l’obiettivo di eliminare elementi “non...


Trapani, confiscati 26 milioni euro a favoreggiatore di Messina Denaro

Giu 15th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
26 milioni di euro. A tanto ammonta la cifra che la questura di Trapani, su decreto emesso dal tribunale della città siciliana, ha confiscato all’imprenditore 55enne Michele Mazzara, condannato per favoreggiamento del boss Matteo Messina Denaro. Una somma enorme, che spiega, secondo le ipotesi degli inquirenti, l’improvviso picco delle condizioni di vita dell’imprenditore, passato, in pochi anni, da piccolo coltivatore a ricco professionista del settore agricolo, edile e alberghiero. Alle indagini patrimoniali ha partecipato la Guardia di Finanza.


Mafia: confisca beni; ampliata tutela lavoratori dipendenti

Mag 28th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
La Consulta amplia la tutela dei lavoratori di aziende confiscate dallo Stato perché il titolare è indiziato di mafia. Lo fa dichiarando la illegittimità parziale della Legge di stabilità 2013. A cadere sotto la mannaia della Corte costituzionale è in particolare il comma 194 dell’articolo 1 della legge nella parte in cui non include tra i soggetti legittimati a proporre domanda di ammissione al credito i lavoratori dipendenti, che non siano anche ipotecari, pignoranti o intervenuti nell’esecuzione. A sollevare la questione di costituzionalità era stato il tribunale di Caltanissetta, a cui si erano rivolti, per ottenere il pagamento di trattamento di fine rapporto, i dipendenti di una società le cui quote e il cui intero patrimonio erano stati confiscati all’esito di un procedimento di prevenzione. La Corte ha ritenuto la norma in questione in contrasto con la Costituzione perché finisce con il “pregiudicare il diritto” riconosciuto al lavoratore dall’articolo 36 “ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. (Ansa)