Articoli con tags ‘ confisca dei beni ’


Il 14 settembre insanguinato dalla mafia

Set 14th, 2015 | Categoria: articoli
di Rino Giacalone
Il 14 settembre 1988, Cosa nostra uccide – a poca distanza dal suo podere nelle campagne trapanesi – il giudice Alberto Giacomelli, da poco in pensione. Il 14 settembre 1992, sicari professionisti tentano di uccidere il poliziotto Rino Germanà: nel primo pomeriggio, mentre stava percorrendo il lungomare Tonnarella di Mazara, la Panda di servizio sulla quale si trovava viene affiancata da una Fiat Tipo guidata da Matteo Messina Denaro (ancora non latitante), con a bordo Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano. Si apre un conflitto a fuoco e Germanà riesce miracolosamente a salvarsi. Denominatore comune di questi avvenimenti non è solo la data – 14 settembre – ma l’attacco che entrambi hanno sferrato ai beni della mafia. Giacomelli fu ammazzato perché nei giorni del suo delitto era diventata definitiva una confisca da lui decisa qualche anno prima, relativa ad un’abitazione posseduta a Mazara da Gaetano Riina, fratello di Totò Riina. Germanà (in pensione dallo scorso maggio) si stava occupando dei rapporti tra mafia e politica, e pochi giorni prima dell’attentato aveva firmato un rapporto inerente alla Banca Sicula di Trapani. Oggi si mastica amaro a ricordare questi due accadimenti. Siamo dinanzi a due progetti criminali mafiosi nati indubbiamente dalla reazione della mafia e di...


Napoli, confiscati beni all’avvocato Michele Santonastaso. Minacciò i giornalisti Capacchione e Saviano

Lug 21st, 2015 | Categoria: news
La Dia di Napoli e i Carabinieri del comando provinciale di Caserta stanno eseguendo in queste ore un provvedimento di confisca di beni –  emesso ai sensi della normativa antimafia dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere –  nei confronti del noto avvocato Michele Santonastaso, 54 anni (nella foto). Il 10 novembre 2014 l’uomo era stato condannato a un anno di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, nel processo per le presunte minacce nei confronti dei giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione e dei magistrati Raffaele Cantone, oggi presidente dell’Anac, e Federico Cafiero De Raho, attuale procuratore di Reggio Calabria. Santonastaso era stato arrestato nel settembre 2010 – nell’ambito di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli – per i delitti di corruzione, falsa perizia e concorso in falsa testimonianza, tutti aggravati per aver di volta in volta agevolato il clan dei Casalesi (fazione Bidognetti), il clan Cimmino ed il clan La Torre; nel gennaio 2011 era inoltre stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i delitti di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione in atti giudiziari, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Rispetto all’operazione odierna, l’uomo è stato sottoposto dalla questura di Caserta alla...


Reggio Calabria, la confisca dei beni a Rocco Musolino

Lug 15th, 2015 | Categoria: prima pagina
L’imprenditore destinatario del provvedimento di confisca di beni per un valore di oltre 150 milioni di euro, eseguito dalla Dia di Reggio Calabria e i carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, è Rocco Musolino, oggi deceduto. Più volte era finito in inchieste giudiziarie per la sua vicinanza alle cosche di ‘ndrangheta della provincia di Reggio Calabria. “L’intera storia imprenditoriale del Musolino si è svolta grazie ai rapporti stabili e reciprocamente vantaggiosi dallo stesso cercati ed abilmente coltivati con la locale criminalità organizzata, dando luogo ad una forma di contiguità stabile, pregnante ed altamente allarmante, che da un lato, ha determinato la fortuna imprenditoriale del Musolino, dall’altro ha consentito alla ‘ndrangheta di esercitare il controllo sulle attività economiche della zona e di lucrare attraverso le stesse”. Così il Tribunale di Reggio Calabria definisce l’imprenditore Rocco Musolino, deceduto lo scorso giugno, nei confronti del quale questa mattina i carabinieri e la Dia hanno eseguito una confisca di beni per 150 milioni di euro. “L’autorità mafiosa di Musolino Rocco, ben tratteggiata nella parte relativa alla pericolosità sociale, è stata tale -scrivono ancora i giudici- da non richiedere manifestazioni concrete e dimostrabili di mafiosità, nel senso che basta pronunciare il nome di Rocco Musolino perché gli...


Inchiesta “Coast to coast”, confiscati in via definitiva 38 immobili

Apr 30th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Ultimo atto oggi, venerdì 30 aprile, dell’inchiesta “Coast to coast” del 2012 condotta dalla Guardia di Finanza di Rimini a carico del pregiudicato di origine campane Michele Pezone. Dall’indagine era emerso che l’uomo – già noto per estorsione e usura nei confronti di imprenditori dell’Emilia Romagna e del Veneto, oltre che per trasferimento fraudolento di beni a prestanomi compiacenti – aveva costanti contatti con il clan dei Casalesi. Il Tribunale di Bologna, in merito alla confisca dei beni riconducibili all’uomo, aveva emesso una misura di prevenzione patrimoniale eseguita il 14 maggio 2012. A detto provvedimento, si aggiunge oggi la decisione della Cassazione che, rigettando i ricorsi, ha di fatto reso irrevocabile e definitivo il decreto di confisca emesso dal tribunale bolognese. Gli immobili confiscati in via definitiva sono 38, ubicati tra Veneto, Lombardia e Campania; tra questi, due villette con terreno (rispettivamente a Jesolo e a Sessa Aurunca), dieci appartamenti a Giugliano in Campania, un altro a Sermide (in provincia di Mantova) ed altri quattro a Portogruaro, tutti con garage di pertinenza; inoltre, sono stati confiscati un appartamento e due garage ad Aversa, un appartamento a Ponte San Nicolò e un negozio a Bagnoli di Sopra. Nell’elenco rientrano anche i due immobili...


La Corte di Appello di Torino rivede le misure di prevenzione a carico di Giuseppe Nirta

Gen 15th, 2014 | Categoria: articoli
di Marika Demaria
La Corte di Appello di Torino si è pronunciata in merito alla misura di prevenzione a carico di Giuseppe Nirta – 61 anni residente a Quart, comune limitrofo ad Aosta (nella foto) – attualmente in carcere a Bologna dove sta scontando una pena di 8 anni e 7 mesi per traffico internazionale di stupefacenti. La misura di prevenzione disposta d’urgenza dal presidente del Tribunale di Aosta Massimo Scuffi su richiesta della procura torinese (nelle persone dei pm Alberto Ernesto Perduca e Giuseppe Riccaboni) il 5 gennaio 2013, prevedeva 5 anni di sorveglianza speciale, il divieto di soggiorno in Valle e la confisca dei beni riconducibili a Giuseppe Nirta, alla moglie Francesca Mandarino e ai loro figli, per un valore approssimativo di 700 mila euro, ai quali si aggiunge la confisca di 933 mila franchi depositati in conti svizzeri. Quest’ultima è stata confermata, mentre è stato disposto il dissequestro di diversi beni di propritetà della famiglia. In merito a questo, l’avvocato Mauro Ronco ha dichiarato all’Ansa: «Abbiamo documentato la legittima provenienza di ogni bene e riteniamo che il dissequestro avrebbe dovuto riguardare ciascuno di essi», annunciando che è pronto a ricorrere in Cassazione. I pm torinesi, nell’avanzare la richiesta che di...


Sicilia, confiscati beni per un valore di tre milioni di euro

Nov 5th, 2013 | Categoria: news
Beni immobili per circa 1,8 milioni di euro sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza di Palermo in esecuzione di tre distinti provvedimenti emessi dagli uffici misure di prevenzione dei tribunali di Palermo e Trapani sulla base dei risultati di accertamenti economico-patrimoniali. Tra le persone colpite dalla misura di prevenzione figura anche Salvatore Messina Denaro, fratello del capo mafia latitante Matteo Messina Denaro. A Salvatore Messina Denaro sono stati confiscati conti correnti, depositi, investimenti in titoli e polizze assicurative per circa 220 mila euro. Salvatore Messina Denaro, 60 anni di Castelvetrano fu arrestato nel marzo del 2010 nell’ambito dell’operazione “Golem” per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni perché ritenuto reggente del mandamento mafioso di Castelvetrano. Beni immobili per oltre 1,2 milioni di euro sono stati inoltre sottratti dai giudici di Palermo a Giovanni Cusimano, 72 anni di Palermo, destinatario nel 2008 di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa ed estorsione. Viene indicato dagli investigatori come appartenente alla famiglia mafiosa di “Tommaso Natale”, legato da rapporti di parentela con il boss Salvatore Lo Piccolo. L’altra confisca riguarda una impresa edile e due ditte di lavorazione del marmo per un valore di circa 370 mila euro ed è stato eseguito nei...


Confisca in Europa, ora si può

Mar 13th, 2012 | Categoria: articoli
di Lorenzo Bodrero
Alla vigilia della Giornata della Memoria in ricordo delle vittime di mafia organizzata da Libera e Avviso Pubblico, la Commissione Europea presenta una direttiva per allargare a livello europeo la confisca di beni criminali. Un passo fondamentale e senza precedenti, ma c’è ancora molto da fare per arrivare al riutilizzo sociale. L’Europa stringe il cappio intorno al collo delle organizzazioni criminali. La Commissione Europea, per voce della Commissaria agli affari interni Cecilia Malmstrom, ha proposto ieri una nuova direttiva per allargare a livello europeo lo strumento della confisca dei patrimoni criminali. La confisca andrebbe a colpire quelle organizzazioni che, solo in Italia, sono responsabili di un fatturato di 150 miliardi di euro nel solo 2011. A livello globale, invece, le Nazioni Unite stimano i profitti criminali in 2.100 miliardi di dollari (circa il 3,6% del PIL mondiale). Fa da capofila il traffico di droga, con un flusso di denaro intorno ai 321 miliardi, a cui seguono i 42,6 miliardi generati dal traffico di esseri umani. Una mole di denaro spaventosa che inquina quotidianamente l’economia globale, altera gli equilibri finanziari, falsa il libero mercato e colpisce le fasce più deboli della popolazione. “Dobbiamo colpire i criminali dove fa più male, ovvero i loro...


Confiscate due aziende nel reggino

Dic 30th, 2010 | Categoria: news
“Seriamente indiziato di appartenenza ad un’organizzazione criminale di tipo mafioso”. Recita così un estratto del provvedimento emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Reggio Calabria a carico di Vincenzo Giacobbe, 42 anni. La Direzione Investigativa Antimafia reggina ha disposto la confisca di 2 aziende, una villetta a due piani, diverse automobili, fabbricati aziendali, terreni e liquidità in denaro tutti riconducibili all’imprenditore di Gioia Tauro operante nel settore della produzione di calcestruzzi: il valore della confisca effettuata oggi è di 4 milioni e mezzo di euro. Vincenzo Giacobbe si trova attualmente in carcere: nel 2002 fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare, insieme ad altre 39 persone, nell’ambito dell’operazione “Tamburo” relativa alle infiltrazioni mafiose registrate nell’aggiudicazione degli appalti per i lavori dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Operazione del 2002 che cinque anni dopo sfociò nella sua omologa, denominata “Arca” e che condusse all’arresto di quindici esponenti di cosche mafiose del territorio. Fu in quell’occasione che Vincenzo Giacobbe fu arrestato e condannato, con una sentenza emessa l’8 luglio 2009, a sei anni di reclusione per il reato di cui all’articolo 416 bis del codice penale: associazione mafiosa. (Ma.De.)