Articoli con tags ‘ Confindustria ’


Ennesima intimidazione contro Andrea Vecchio

Dic 10th, 2008 | Categoria: news
Andrea Vecchio, 67 anni, imprenditore catanese presidente della sezione etnea dell’Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance), nella notte tra il 3 e il 4 dicembre ha subito l’ennesimo atto intimidatorio ai danni della sua impresa. Si tratta del furto di due escavatori utilizzati presso il cantiere aperto sulla strada Cassibile-Rosolini, in provincia di Siracusa, per la realizzazione dell’impianto di illuminazione. Tra maggio a dicembre sale così a otto il numero dei mezzi meccanici sottratti all’imprenditore, che vive sotto scorta da quando ha denunciato gli estorsori del clan Santapaola. Dure le sue prime dichiarazioni: «Sapendo che non mi possono chiedere soldi, perché non ne avrebbero, hanno deciso di infastidirmi in questo modo. Devo decidere se chiudere il cantiere e licenziare 45 dipendenti oppure restare e munire gli operai di armi. La situazione sta diventando insostenibile e sto pensando di gettare la spugna se le istituzioni non interverranno». L’imprenditore ha aggiunto di non vedere un futuro roseo per il paese: «Ho la sensazione che questa nostra Italia sia destinata a diventare come uno stato dell’Africa centrale nel breve periodo di tre o quattro anni. Vedo una inefficienza diffusa negli organi amministrativi burocratici e politici». Vecchio ha ricevuto la solidarietà trasversale da parte di...


Confindustria Sicilia, primo bilancio antiracket

Set 10th, 2008 | Categoria: news
A un anno dall’emanazione del codice etico di Confindustria, che prevede l’espulsione degli associati che paghino il pizzo alla mafia, il presidente degli industriali siciliani Ivanhoe Lo Bello, durante l’incontro del 2 settembre scorso con il neo questore di Palermo Alessandro Marangoni, ha descritto un bilancio positivo dell’introduzione delle nuove regole. Secondo Lo Bello, a fronte di 64 imprenditori che hanno denunciato gli estortori, gli espulsi sono stati dieci, mentre per altri trenta è stato avviato il procedimento di sospensione (preliminare rispetto all’espulsione). Altri dieci imprenditori si sarebbero allontanati spontaneamente, prevenendo così le sanzioni. Un numero ancora ridotto in termini assoluti, ma che rappresenta un segnale di tendenza incoraggiante rispetto a decenni di insensibilità degli imprenditori siciliani rispetto al tema della lotta al racket. Le province nelle quali avrebbe dato maggiori frutti la campagna anti pizzo di Confindustria sarebbero quelle di Agrigento e Caltanissetta. Un elogio particolare è stato riservato da Lo Bello a Gela, città di 80mila abitanti, famigerata per l’alta densità criminale e in particolare per l’insistenza sul suo territorio di famiglie mafiose legate a gruppi di Cosa nostra e Stidda. «Nonostante la presenza di due mafie, gli imprenditori che collaborano con le forze dell’ordine sono 90, dei quali...


Caltanissetta, raid contro Confindustria

Dic 10th, 2007 | Categoria: news
Nella notte tra il 25 e il 26 novembre sconosciuti si sono introdotti nella sede della Associazione degli industriali di Caltanissetta, balzata agli onori delle cronache nazionali nei mesi scorsi per aver promosso la rinnovata strategia del rigore adottata da Confindustria Sicilia nei confronti degli imprenditori che pagano il pizzo. Dalla sede sono stati sottratti alcuni cd-rom e un porta-documenti. I ladri si sono introdotti negli uffici forzando una finestra e non hanno rubato né denaro né oggetti di valore. Secondo il procuratore reggente di Caltanissetta Renato Di Natale i documenti sottratti contenevano, tra l’altro, “i verbali della riunione di settembre in cui venne stilato il codice per cacciare chi...


Confindustria Sicilia, espulso chi paga il pizzo

Set 10th, 2007 | Categoria: news
Tre attentati in tre giorni, a fine agosto, contro l’imprenditore Andrea Vecchio, 62 anni, titolare della Cosedil Spa, presidente dell’Associazione dei costruttori edili (Ance) di Catania; intimidazioni a Marco Venturi, presidente della Camera di commercio e della piccola industria di Caltanissetta; escalation di roghi e atti di violenza a Palermo. Confindustria sicilia risponde all’attacco del racket con un’iniziativa senza precedenti: l’espulsione degli associati che pagano il pizzo o che in qualunque forma collaborano con la mafia. Lo ha stabilito il direttivo degli industriali siciliani riuniti a Caltanissetta sabato primo settembre. Nella stessa sede è stata avanzata la richiesta al ministero della Difesa di inviare l’esercito in Sicilia, come accadde all’indomani...


Si dimette il presidente di Confindustria Sicilia

Dic 10th, 2005 | Categoria: news
Martedì 6 dicembre Giuseppe Costanzo, presidente degli industriali siciliani, ha rassegnato le dimissioni dalla guida di Confindustria Sicilia dopo essere stato raggiunto da un provvedimento della sezione “misure di prevenzione” del Tribunale di Palermo che lo ha sospeso dai consigli di amministrazione di quattro società: la Gas Sud, la Vigor Gas, l’Ital Metano e la Centralgas. Il provvedimento è stato determinato dalla presenza, in quegli organi societari, di alcuni rampolli di note famiglie mafiose: Paolo Bontade, figlio del boss della cosiddetta ala moderata di Cosa Nostra, Stefano, e i suoi 2 cugini, che si chiamano entrambi Giovanni Teresi. Su Paolo Bontade grava una condanna a 11 anni e otto mesi di reclusione per traffico di stupefacenti. Costanzo è stato colpito dallo stesso provvedimento che la settimana precedente aveva indotto alle dimissioni  il Presidente di Assindustria Palermo, Fabio Cascio. Il consiglio direttivo di Sicindustria ha espresso apprezzamento per il gesto di Costanzo, a conferma del «forte rispetto per le istituzioni» e con l’auspicio che «possa al più presto chiarire la propria vicenda».


Calabria, gli industriali chiedono aiuto

Giu 10th, 2005 | Categoria: news
Il 1° giugno Filippo Callipo, presidente di Confindustria Calabria, ha scritto una lettera aperta al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, invocando misure estreme, come quella dell’intervento dell’esercito, affinché lo Stato «si riappropri del territorio». «Noi in Calabria combattiamo contro la mafia definita da autorevoli esperti come “la più pericolosa”. Ma sentiamo, signor Presidente, un senso di impotenza per nulla rassicurante; è il risultato dell’assenza di risposte da parte degli organi pubblici competenti. In Calabria, ormai, la mafia ha in ostaggio lo spazio vitale indispensabile per l’esercizio di importanti diritti costituzionali. Dal diritto a fare impresa, continuamente assediato, al diritto di vivere in una società normale». Secondo il capo degli industriali calabresi, vittima di numerosi atti intimidatori, «il rischio è l’assuefazione: la realtà è che lo Stato, benché assicuri a parole interventi mirati, non è in grado di garantire l’integrità dei cittadini calabresi». Callipo, nella missiva, spiega di essersi rivolto al Capo dello Stato in quanto le formali istanze rivolte precedentemente alle autorità regionali e nazionali non hanno sortito alcun effetto.