Articoli con tags ‘ concorso esterno in associazione mafiosa ’


Caso Matacena, Scajola accusato di concorso esterno in associazione mafiosa

Apr 20th, 2015 | Categoria: Uncategorized
L’ex ministro dell’Interno Claudio Scajola, Chiara Rizzo (moglie di Amedeo Matacena, l’ex parlamentare condannato per mafia), la sua segretaria Maria Grazia Fiordelisi e Martino Politi, già imputati a vario titolo per aver agevolato la fuga di Matacena e averne occultato il patrimonio,  sono stati accusati di concorso esterno in associazione mafiosa. L’opinione del pm Giuseppe Lombardo è che tutti loro, insieme da altri soggetti tra cui Vincenzo Speziali, «ciascuno nella sua qualità professionale, politica e imprenditoriale, prendono parte ad una associazione per delinquere segreta collegata all’associazione di tipo mafioso ed armato denominata ‘ndrangheta da rapporto di interrelazione biunivoca al fine di estendere le potenzialità operative del sodalizio di tipo mafioso in campo nazionale e internazionale». L’accusa è di aver messo in atto, consentito o agevolato «condotte delittuose diversificate – dirette ad agevolare l’attività di interferenza di Vincenzo Speziali su funzioni sovrane, quali la potestà di concedere l’estradizione, in capo alle rappresentanze politiche della Repubblica del Libano – finalizzate a proteggere la perdurante latitanza di Matacena – già condannato in via definitiva quale decisivo concorrente esterno della ndrangheta reggina, per il rilevantissimo ruolo politico ed imprenditoriale svolto a favore della predetta».


Operazione della Dia, arrestato l’ex ministro Claudio Scajola

Mag 8th, 2014 | Categoria: news
Claudio Scajola (nella foto), ex ministro dell’Interno (dal 2001 al 2002), delle Attività produttive (2005-2006) e dello Sviluppo Economico (2008-2010) è stato arrestato questa notte in un hotel romano dalla Direzione investigativa antimafia di Reggio Calabria. Gli uomini della Dia reggina sono stati coadiuvati dalle omologhe sezioni di Roma, Genova, Milano, Torino, Bologna, Messina e Catanzaro. Scajola è accusato di aver favorito la latitanza di Amedeo Matacena, anch’egli ex deputato di Forza Italia e noto imprenditore reggino; Matacena era stato condannato il 18 luglio 2012 dalla Corte d’Assise d’appello di Reggio Calabria a cinque anni di reclusione (oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici) per concorso esterno in associazione mafiosa, sentenza confermata dalla Cassazione il 6 giugno 2013. Amedeo Matacena si rese però latitante e fu arrestato il 28 agosto 2013 a Dubai dall’Interpol e dalla sezione Catturandi del nucleo investigativo dei Carabinieri di Reggio Calabria. Secondo gli inquirenti, Matacena stava tentando di trasferirsi in Libano, con il supporto dell’ex ministro Claudio Scajola. L’imprenditore è stato, nell’operazione odierna, colpito da un provvedimento restrittivo unitamente alla moglie Chiara Rizzo (che risulta non reperibile) e alla madre Raffaella De Carolis. In tutto sono sette le persone arrestate, tra cui anche Roberta Sacco, segretaria...


Raffaele Lombardo, concorso esterno in associazione mafiosa

Apr 2nd, 2012 | Categoria: news
di Laura Galesi
Il gip Luigi Barone non ha accolto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura di Catania, con i procuratori aggiunti Carmelo Zuccaro e Michelangelo Patanè, nei confronti del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e del parlamentare nazionale Angelo Lombardo. Il Gip ne ha disposto l’imputazione coatta per concorso esterno all’associazione mafiosa e voto di scambio aggravato. La decisione del gip, resa nota lo scorso 29 marzo, dà ragione ai quattro magistrati della Procura, titolari dell’inchiesta Iblis, che avevano concluso il loro lavoro chiedendo il rinvio a giudizio per i Lombardo. I pm poi erano stati esautorati dall’inchiesta dal reggente della Procura, Patanè, e dall’aggiunto Zuccaro, che avevano stralciato la posizione dei fratelli Lombardo mandandoli a giudizio solo per voto di scambio semplice. Lo stesso procuratore Giovanni Salvi, vicino agli ambienti di Magistratura Democratica, si era detto in precedenza perplesso e aveva sostenuto la richiesta di archiviazione per i due politici malgrado lo stesso Salvi abbia ribadito la presenza di rapporti reali tra i fratelli Lombardo e le cosche catanesi vicine a Cosa nostra ma, facendo fede alla sentenza Mannino, la posizione dei due politici rischiava lo stralcio. “Non mi dimetto”, è stata la prima dichiarazione del presidente regionale siciliano, in risposta alle...


Raffaele Lombardo, concluse le indagini per associazione mafiosa

Apr 11th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Raffaele Lombardo, il presidente della Regione Sicilia, indagato dalla Procura di Catania per concorso esterno in associazione mafiosa, verrà presumibilmente presto rinviato a giudizio dopo che il pool di magistrati titolari dell’inchiesta Iblis (n cui sono coinvolti anche il fratello del governatore, Angelo Lombardo, deputato nazionale dell’Mpa, un deputato regionale, Giovanni Cristaudo, e un ex deputato ancora agli arresti Fausto Fagone) hanno depositato l’avviso di conclusione delle indagini. A Lombardo i pm contestano incontri con alcuni esponenti mafiosi del clan Santapaola ai quali avrebbe anche chiesto voti. Il governatore, che si è fin qui difeso pubblicamente, ha ammesso di conoscere alcuni dei mafiosi e di averli anche incontrati “per motivi politici” non conoscendo la loro qualità di uomini d’onore ma ha sempre escluso di aver chiesto voti in cambio di favori. Con il presidente della Regione Sicilia sono indagate altre 55 persone per cui la Procura si appresta a chiedere il processo. I loro nomi, con accanto il titolo di reato per il quale si procede, compaiono nell’avviso di conclusione delle indagini. Dal momento della notifica del provvedimento il governatore avrà...


Concorso esterno in associazione mafiosa, indagato Ciancimino jr.

Ott 27th, 2010 | Categoria: news
I pm Nino Di Matteo e Paolo Guido hanno notificato a Massimo Ciancimino un avviso di garanzia con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’accusa mossa a carico del figlio dell’ex sindaco di Palermo Vito, morto nel 2002, è di aver fatto da tramite tra il padre e alcuni boss mafiosi tra cui Bernardo Provenzano. Ruolo espresso, per esempio, con la consegna brevi manu al padre dei pizzini di “Binnu u tratturi”. Le prove che hanno permesso di aprire l’indagine della Procura di Palermo sono le stesse dichiarazioni rilasciate da Massimo Ciancimino nel corso di diversi interrogatori rilasciati nel corso di questi ultimi due anni, avvalorate da una serie di documenti (tra cui le fotocopie di diversi pizzini) che lui stesso ha consegnato durante le deposizioni. Gli interrogatori si sono resi necessari in quanto il figlio dell’ex primo cittadino di Palermo sostiene di essere a conoscenza di tutta una serie di informazioni relative alla trattativa tra Stato e mafia risalente al dopo stragi del 1992; Massimo Ciancimino racconta inoltre del signor “Franco”, figura enigmatica sulla quale lui stesso ha fornito versioni “contrastanti, contraddittorie o inconcludenti” come sono state definite dagli inquirenti. Il fantomatico signor “Franco” sarebbe un agente dei servizi...


Attacco all’informazione

Ott 1st, 2010 | Categoria: news
di Marika Demaria
Controllo preventivo prima che il giornale sia pubblicato. E’ accaduto ieri, giovedì 30 settembre, nella redazione catanese di “Sud free press”, mentre era in lavorazione il primo numero del giornale che doveva essere distribuito gratuitamente oggi, venerdì 1 ottobre. “Quanto accaduto è un fatto gravissimo, spaventoso, che ci colpisce solo perché abbiamo deciso di dire la verità”. Così Antonio Condorelli, direttore del quindicinale, commenta il controllo effettuato dalla Polizia Postale. “Sono entrati in redazione – racconta il direttore – e hanno fotografato gli schermi dei nostri computer, sui quali stavamo lavorando per impaginare il giornale, ormai in chiusura. L’azione non è frutto di un’ordinanza del Gip – sottolinea Antonio Condorelli – ma di una denuncia del presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo. Il significato di un simile atto è che le istituzioni non ci sono vicine, impediscono che si faccia informazione in un certo modo, cioè quello corretto, raccontando le notizie vere e documentate”. A scatenare le ire del Presidente quanto pubblicato, quindici giorni fa, sul numero zero di “Sud free press”: l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Catania da Alberto Lomeo, primario dell’ospedale Cannizzaro, che si sarebbe rifiutato di firmare un falso referto che diagnosticava un aneurisma all’aorta, datato...