Articoli con tags ‘ Commissione parlamentare antimafia ’


Fermi al “chi siamo, cosa vogliamo”

Feb 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
I lavori della Commissione stentano a partire, tra riunioni saltuarie e strategie incerte. Il rischio è che all’inchiesta si sostituiscano audizioni di facciata e analisi accademiche Il 5 febbraio il Senato ha approvato in prima lettura il “pacchetto sicurezza”. Accanto a prepotenti misure anti-immigrazione, il disegno di legge rafforza alcuni strumenti di contrasto alla criminalità organizzata e inasprisce il regime speciale per i mafiosi detenuti. Negli stessi giorni, la Commissione Giustizia della Camera esamina un discusso e potenzialmente pericolosissimo progetto di legge sulle intercettazioni che rischia di tagliare le gambe a investigatori e magistrati. Il ministro Angelino Alfano, presentando alla Camera la relazione annuale sullo stato dell’amministrazione della giustizia, rivendica la «straordinaria azione di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso» condotta in questi mesi dal Governo del quale fa parte. Infine, a completare il quadro, sempre a Montecitorio viene proposta e bocciata (si astengono o sono assenti molti deputati di opposizione) una mozione che chiede le dimissioni del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, «indicato da diversi collaboratori di giustizia – si legge nel documento votato il 28 gennaio – come fiancheggiatore o concorrente esterno in associazioni criminali di tipo mafioso» . Nel bene e nel male, in aula e in commissione, il...


Relazione 2008 della commissione parlamentare d’inchiesta sulla ‘ndrangheta

Dic 10th, 2008 | Categoria: documenti


Relazione 2008 della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare

Dic 10th, 2008 | Categoria: documenti


Dopo i ritardi, la Commissione

Nov 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
A sette mesi dall’inizio della nuova legislatura, finalmente è stata istituita la nuova Commissione antimafia. Ecco l’iter seguito Roma, 5 novembre. Il Presidente della Camera Gianfranco Fini comunica i nomi dei 50 tra deputati e senatori che comporranno la nuova Commissione Antimafia. Tra i designati figurano parlamentari che ne hanno fatto parte negli anni passati, insieme a qualche matricola. La commissione, che ad oggi rappresenta la più costante esperienza istituzionale di studio e di analisi sulle mafie, è stata convocata per la settimana seguente con il compito di eleggere il proprio presidente. È un segnale importante e molto atteso: il ritardo nella nomina dei nuovi membri, nonostante lo scarso interesse dei media, cominciava a preoccupare osservatori e addetti ai lavori. Tre elementi chiariscono i termini della questione. Primo: la Commissione antimafia è una commissione parlamentare di inchiesta che viene istituita, da più di quarant’anni, con un’apposita legge all’inizio di ogni legislatura. Secondo: per la legislatura in corso, cominciata in aprile, la legge (n. 132, del 4 agosto 2008) è già in vigore da qualche mese. È stata approvata, senza troppe tensioni, prima della pausa estiva ed è destinata a disciplinare ed orientare il lavoro dello “storico” comitato per i prossimi anni. Terzo:...


Località segreta o protezione nel luogo d’origine?

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
“È evidente l’elevato valore simbolico rappresentato dall’azione statuale che riesca a tutelare il testimone di giustizia proprio nel contesto mafioso nel quale è maturata l’aggressione criminale alla quale egli ha inteso coraggiosamente ribellarsi”   Le considerazioni testé svolte impongono a questa Commissione di esporre anche il convincimento maturato – sulla scorta degli elementi raccolti nell’inchiesta parlamentare – in ordine alla problematica della permanenza del TdG nella località in cui risiedeva al momento della acquisizione del nuovo status.  Pro e contro di una scelta difficile. È stata posta la questione relativa alla preferibilità di evitare il trasferimento del TdG in località protetta (funzionale alla strategia della mimetizzazione in un contesto ambientale nuovo, lontano geograficamente dal territorio di origine, nel quale il TdG possa godere, attraverso l’anonimato, di una efficace cortina protettiva), lasciandolo nella località di residenza (dando vita, in questo caso, ad un poderoso apparato di misure di sicurezza, che preservi l’incolumità del suo intero nucleo familiare).  Non vi è dubbio che, come sostenuto dal vice ministro Minniti, siffatta soluzione impedirebbe l’insorgere dei «disagi conseguenti all’allontanamento dalla propria terra» e consentirebbe al TdG «la prosecuzione delle proprie attività lavorative ed economiche».  Del pari, è evidente l’elevato valore simbolico rappresentato dall’azione statuale che riesca a tutelare il...


Il testimone non è una pratica

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
“Va contrastato il modus operandi basato sulla convinzione che l’elargizione delle talvolta rilevanti somme di denaro assegnate ai testimoni possa risolvere qualsiasi tipo di problema, assumendo una sorta di significato liquidatorio rispetto ad ogni obbligo dello Stato”   Pubblichiamo stralci della Relazione sui testimoni di giustizia approvata il 19 febbraio 2008 dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare. Titoli e titoletti sono a cura della redazione. Le fotografie che accompagnano il dossier sono della XIII Giornata della Memoria e dell’Impegno tenutasi a Bari lo scorso 15 marzo. Può affermarsi […] che solo attraverso un cambiamento radicale della gestione dei testimoni è possibile migliorare l’efficacia di un modello che si presenta non più adeguato alla specificità della figura del testimone. Occorre – in altri termini – un mutamento di mentalità, una diversa filosofia nell’approccio alla figura del testimone che va visto non come un peso ma come una risorsa: un modello positivo che incarna una scelta di legalità in aree ad alta densità mafiosa. Tale mutamento non può prescindere da una particolare attenzione che va riservata alla selezione e alla formazione del personale preposto alla speciale protezione.    Un nuovo modus operandi. Si intende affermare la necessità di costituire un...


Ospite non gradito

Apr 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare e obbligo di dimora a Corleone per “Salvuccio” Riina. Forti i timori del Comune per il ritorno in paese del terzogenito del boss Totò. A preoccupare è soprattutto la possibile riorganizzazione della “famiglia”. Ma Corleone reagisce all’unanimità e dalla voce del primo cittadino comunica che «la città non è quella che lui ha lasciato anni fa»   Non è un fatto di poco conto che lo scorso 29 febbraio il Consiglio comunale di Corleone abbia approvato all’unanimità un ordine del giorno denunciando che «la scarcerazione per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Giuseppe Salvatore Riina… con l’obbligo di soggiorno a Corleone, in questa terra dove i segni ed i simboli hanno importanza, ha turbato l’opinione pubblica, ingenerando uno stato di preoccupazione…». Come non è da sottovalutare la rappresentazione dello «stato di disagio della Città» e l’invito agli Organi dello Stato «a valutare ogni utile iniziativa per garantire serenità e sicurezza ai cittadini di Corleone ed ai loro rappresentanti nelle Istituzioni».    I traguardi dell’antimafia. Con quest’atto il Consiglio comunale ha voluto esprimere una forte critica alla lentezza della giustizia italiana, che ha provocato – come nel caso di Riina jr. – la scarcerazione di un...


Nel cuore degli enti locali

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Le mani delle cosche sulle attività di carattere pubblico rappresentano così un dato costante che spesso assume le forme di una gestione parallela dell’amministrazione della res publica, attraverso l’elezione diretta di sindaci ed amministratori locali o il controllo degli apparati amministrativi, dai Comuni alle Asl, dalle Asi alle società miste per la gestione dei servizi» Pubblichiamo stralci della Relazione annuale sulla ’ndrangheta approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare il 19 febbraio 2008. Titoli e titoletti di inizio paragrafo sono a cura della redazione.   Alle tradizionali forme di arricchimento e di accumulazione dei profitti la ’ndrangheta coniuga da sempre il proprio primato nella gestione dei grandi flussi di denaro pubblico. Le modalità di accaparramento sono varie (appalti pubblici, contributi, frodi comunitarie, truffe in danni di enti etc.) ma hanno come dato comune il condizionamento degli amministratori locali e l’inquinamento della Pubblica amministrazione. Le mani delle cosche sulle attività di carattere pubblico rappresentano così un dato costante che spesso assume le forme di una gestione parallela dell’amministrazione della res publica, attraverso l’elezione diretta di sindaci ed amministratori locali o il controllo degli apparati amministrativi, dai Comuni alle Asl, dalle Asi alle società miste per la gestione dei...


La camera di decompressione delle mafie

Dic 10th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dopo un passato segnato da alcuni omicidi e una tentata strage, la Valle d’Aosta costituisce oggi un rifugio per latitanti, zona di transito e fermata intermedia per i più diversi traffici illeciti. Ecco perché neanche la più piccola regione d’Italia è immune dalle mafie Millequattrocento chilometri da San Luca, millecinquecento da Palermo, milleseicento da Gela: che cosa c’entra la più piccola e tranquilla regione italiana, sempre ai vertici della classifiche nazionali sulla qualità della vita, con le piaghe più virulente del profondo sud? Che senso ha cercare la mafia tra i pacifici abitanti di questa minuscola comunità montana agli antipodi geografici, storici e culturali rispetto al martoriato Mezzogiorno? Apparentemente nessuno. Impressione sostanzialmente confermata dalla lettura dei verbali delle audizioni che la Commissione antimafia, nella scorsa legislatura, ha realizzato con le autorità valligiane, intente a ribadire, con sfumature diverse, che lassù, la mafia con la “M” maiuscola, è inutile cercarla. Il 30 ottobre 2002, Maria Del Savio Bonaudo, capo della procura di Aosta, cercò di tranquillizzare i suoi interlocutori con queste parole: «Nel momento in cui non c’è un attentato dinamitardo, non c’è un attentato incendiario… non ho mai visto in questi anni spari contro case autovetture, che poi è la prima...


Relazione 2007 su attuazione e norme sul sequestro, confisca e destinazione dei beni della criminalità organizzata

Dic 10th, 2007 | Categoria: documenti