Articoli con tags ‘ commissariamento enti locali ’


A Pozzuoli: la camorra entra anche in commissariato

Giu 27th, 2010 | Categoria: articoli
di Nello Trocchia
Non solo Sophia Loren, che in questo posto ha avuto i natali, non solo la storia che gronda da queste terre, non solo il suo mare, a Pozzuoli c’è anche la camorra. Cittadina a nord di Napoli dove comanda il clan Longobardi-Beneduce. Un clan che non ama la confusione, quando c’è troppo caos, spara e tanto. La loro luce criminale si accende negli anni Ottanta quando eliminano gli ultimi cutoliani in suolo puteolano. Fino ad arrivare al 1989 con la strage di Molosiglio, quando gli uomini di Gennaro Longobardi, nel rinomato circolo canottieri di Napoli, ammazzano quattro uomini, tra cui il rivale Giovanni Di Costanzo. Da anni comandano Gaetano Beneduce e Gennaro Longobardi. Nei giorni scorsi un altro intervento della distrettuale antimafia di Napoli ha fatto luce sulle coperture e gli affari del clan. Arrestato anche Gaetano Beneduce, indicato come capo dell’organizzazione. Con Penelope, questo il nome dell’operazione condotta dai carabinieri, sono finite in carcere 84 persone, ritenute affiliate al crimine organizzato. Associazione mafiosa, estorsioni, detenzione di armi, tentato omicidi sono i reati contestati a vario titolo ai destinatari dei provvedimenti emessi su richiesta dei pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro, Gloria Sanseverino e Raffaella Capasso. L’operazione rappresenta il completamento...


Lo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiose

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Gli enti locali sono spesso la prima trincea della lotta alla mafia. Per questo l’istituto del commissariamento è fondamentale nel contrasto ai clan, ma l’attuale normativa presenta diverse criticità. Analisi delle luci e delle ombre di uno strumento recentemente riformato dall’entrata in vigore del “pacchetto sicurezza” (altro…)


Un professore straordinario

Set 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
La cementificazione selvaggia, un’amministrazione comunale clientelare, i favoritismi a mafiosi indiscussi. Tutto questo denunciava Adolfo Parmaliana, ordinario di chimica industriale che lottava per la legalità (altro…)


Gioia Tauro, arrestati sindaco e vicesindaco

Nov 10th, 2008 | Categoria: news
Il 13 ottobre, nell’ambito di un’operazione antimafia contro la famiglia Piromalli, sono stati arrestati il sindaco di Gioia Tauro Giorgio dal Torrione, il vicesindaco Rosario Schiavone, 32 anni – entrambi in carica fino allo scioglimento del comune per infiltrazione mafiosa decretato lo scorso aprile – e il sindaco di Rosarno Carlo Martelli. Alla base dell’inchiesta la figura dell’avvocato Gioacchino Piromalli, 39 anni. Pregiudicato per associazione mafiosa e condannato dal Tribunale di Palmi al risarcimento di dieci milioni di euro nei confronti dei comuni di Gioia Tauro, Rosarno e San Ferdinando (il cui sindaco risulta indagato a piede libero), Piromalli avrebbe proposto agli amministratori di pagare il proprio debito lavorando per i tre comuni. L’assenso dei sindaci alla proposta di Piromalli sarebbe stata, secondo gli inquirenti, finalizzata a consentire alla famiglia ’ndranghetista «di entrare ufficialmente all’interno dei municipi agevolando le possibilità, già ingenti, di controllo e di indirizzo della pubblica amministrazione». Dal Torrione è stato eletto nelle file dell’Udc. Al momento del commissariamento del comune di Gioia Tauro dichiarò di essere vittima di un complotto orchestrato dall’onorevole Marco Minniti, allora viceministro dell’interno del governo Prodi. Manette ai polsi, oltre che per l’avvocato Piromalli, anche per l’omonimo zio sessantaquattrenne.


Sinopoli, la mafia scioglie il Comune

Dic 10th, 2005 | Categoria: news
Il 21 novembre scorso Domenico Luppino, sindaco di Sinopoli, in provincia di Reggio Calabria, ha lasciato l’incarico dopo aver ricevuto le lettere di dimissioni dell’intero Consiglio comunale. Le motivazioni ufficiali con cui i consiglieri hanno rinunciato alla loro carica vanno da quelle lavorative ai motivi di famiglia, ma è palese che si tratta di una fuga al clima di pesante intimidazione che attanaglia la città. Il sindaco ha subito nei mesi precedenti una serie di attentati: la distruzione di una piantagione di sua proprietà, danneggiamenti di vario tipo, attentati dinamitardi. Uno di questi ha distrutto la cappella di famiglia al cimitero. Ma intimidazioni e attentati di vario genere hanno colpito, negli ultimi tre anni, anche alcuni assessori e il vicesindaco. Il 25 novembre l’on. Marco Minniti, presentando un’interrogazione parlamentare urgente al ministro dell’Interno, ha dichiarato: «Attraverso le dimissioni di tutti i consiglieri comunali di Sinopoli, si è giunti alla paradossale situazione di un Consiglio comunale non “sciolto per mafia” ma “sciolto dalla mafia”».


Tutto in mano ai clan

Nov 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Ancora cinque Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose (e altri cinque sotto inchiesta) in provincia di Napoli, dove la Camorra continua ad assoggettare la politica locale. 150 le imprese messe al bando dalla prefettura e altre 20 richiamate per aver violato il protocollo per la legalità. Ma per gli inquirenti è solo l’inizio… Cinque Comuni (Afragola, Casoria, Crispano, Torre del Greco e Tufino) e una Asl (la Napoli 4) sciolti per infiltrazioni mafiose; altre cinque amministrazioni (Pozzuoli, Brusciano, Qualiano, Boscoreale e Frattaminore) sotto inchiesta per accertare eventuali inquinamenti malavitosi; centocinquanta imprese messe al bando dalla prefettura perché legate ai boss; venti richiamate dal ministero degli Interni perché non rispettano il protocollo per la legalità: è devastante il quadro dei rapporti tra Camorra, politica e imprenditoria che sta emergendo nella provincia di Napoli. E molto ancora, assicurano gli inquirenti, verrà alla luce nei prossimi mesi. Assoggettamenti bipartisan. Le premesse, effettivamente, ci sono tutte. Il lavoro della Dda, della Dia e dei carabinieri, confluito nelle relazioni della prefettura che hanno indotto il Consiglio dei ministri a sciogliere i primi cinque consigli comunali, ha disegnato un quadro preciso e inquietante della situazione: in molte aree della provincia di Napoli i clan hanno assoggettato la politica...


Dopo la tempesta

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Individuare le delibere più convenienti e condizionarne l’iter per favorire imprese amiche. Era la norma, fino allo scorso gennaio, per oltre 20 tra amministratori e tecnici di Frattaminore. Dove oggi la neoeletta classe dirigente lotta per riportare fiducia alle istituzioni Per Frattaminore il 24 gennaio scorso è stato un 11 settembre in miniatura. Basta trascorrere un po’ di tempo nella piccola cittadina – poco meno di 2 kmq e poco più di 15 mila abitanti – collocata ai margini del territorio provinciale di Napoli, verso Caserta, per capire che di quella data non si parla volentieri. E, quando se ne parla, si riassume in due parole tutto quello che è accaduto fino all’alba di quel giorno, quando gli uomini della Polizia di Stato hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare richieste dopo due anni di indagini dal pubblico ministero Alessandro Milita, della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I provvedimenti hanno riguardato il sindaco Massimo Del Prete, la giunta e i consiglieri di maggioranza (tutti tranne uno) eletti nella lista “L’Ulivo – Insieme per Frattaminore” e alcuni tecnici e faccendieri. L’ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari Francesco Todisco parla di «associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata...


Cambiare la legge, per salvarla

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Inefficaci, lacunose, superate. Le norme sul commissariamento degli enti locali per infiltrazioni mafiose necessitano di una rapida revisione, che ne accresca l’incisività e ne impedisca un uso arbitrario e strumentale. Che purtroppo in passato si è più volte verificato «A Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, è stato recentemente arrestato un consigliere comunale per minacce – con l’aggravante per i reati di agevolazione del crimine mafioso – nei confronti del capo dell’ufficio tecnico. Questi si rifiutava di confermare un appalto per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani a una cooperativa di cui quel consigliere era presidente. Un assessore è stato allontanato per essere sospettato di essere vicino alla criminalità organizzata. E nonostante tutto ciò, nessuno si è preoccupato di inviare la Commissione d’accesso per verificare cosa stia succedendo in quel Comune». A parlare è l’on. Giannicola Sinisi, magistrato, capogruppo della Margherita in Commissione Antimafia e co-firmatario, con l’on. Nicolò Cristaldi di Alleanza Nazionale, di una proposta di modifica delle attuali norme sul commissariamento degli enti locali infiltrati dalla mafia. Una normativa che a quasi 15 anni dall’entrata in vigore, appare invecchiata, lacunosa e suscettibile di un utilizzo arbitrario lontano dallo spirito della legge. «In certi comuni si arriva allo scioglimento con...


Dove l’abuso si è fermato

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Discariche illegali, assunzioni arbitrarie di personale pubblico, polizia municipale corrotta, sistematico ricorso a procedure d’urgenza per l’assegnazione di appalti, esponenti delle cosche in Consiglio comunale. Ecco cosa si contrasta nei Comuni sciolti per mafia… Spesso si afferma che la mafia è più efficiente dello Stato. Che funziona meglio. Che offre alla gente opportunità e servizi. Non è vero. Anzi è il contrario. Certo la mafia dà lavoro (di quale si tratti è tutt’altra cosa…), ma a prezzo del degrado. Le prove sono nei rapporti inviati al ministero dell’Interno dai commissari straordinari dei Comuni sciolti per inquinamento mafioso, e contenuti nella relazione inviata annualmente al Parlamento. Vediamo cosa succede negli otto Comuni attualmente commissariati. Volla (Napoli). Il Consiglio comunale viene sciolto il 2 novembre 2004. Qui, si legge nella relazione di accompagnamento del ministero dell’Interno, «l’organizzazione criminosa ha il controllo delle forniture di calcestruzzo e di grossi appalti, attraverso imprenditori compiacenti». L’incarico di esecuzione delle opere relative al Piano di insediamento produttivo viene «conferito, con procedura di affidamento diretto e quindi in difformità dei principi di imparzialità, ad una ditta che era già gravata da provvedimento interdittivo antimafia». Altra storia «sintomatica -– scrive ancora il Ministero – della devianza dell’azione amministrativa del Comune...


Democrazia sospesa, per mafia

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Contenuti rispetto ai primi anni Novanta, ma comunque costanti, i casi di Amministrazioni comunali sciolte per infiltrazioni mafiose restano una realtà con cui fare i conti. Che solo una legislazione adeguata è in grado di fronteggiare Uno dei casi più singolari è quello di Gioia Tauro (Rc), dove un edificio di sei piani, costruito dai fratelli Piromalli in virtù di una concessione edilizia illegale, diventa sede degli uffici dell’allora (è il 1993) Usl 26. Ma anche quello di Casapesenna (Ce) è emblematico della violenza e della sfacciataggine esercitate dalle organizzazioni criminali quando decidono di infiltrarsi nella gestione dei Comuni: tra le centinaia di costruzioni del paese realizzate abusivamente e non censite, un edificio, sequestrato dai carabinieri quando è ancora allo stato di rustico, e soggetto a demolizione, viene comunque ultimato e affittato come sede al Banco di Napoli. O ancora, a Molochio (Rc), nel 1991, dopo una grave crisi idropotabile, per la quale si stabiliscono interventi di somma urgenza da realizzarsi entro 60 giorni, al momento dello scioglimento del Comune, avvenuto due anni dopo, i lavori non sono ancora ultimati e non risultano contestazioni all’impresa aggiudicataria. Che era, ovviamente, in mano alla ’Ndrangheta. Il record della Campania. L’elenco degli abusi e dei favoritismi che...