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Pio La Torre, una vita per la libertà

Apr 29th, 2016 | Categoria: prima pagina
di Giulia Panepinto
Nato (nel 1927) e cresciuto in una famiglia di contadini ad Altarello di Baida, fra le campagne palermitane, Pio La Torre fin da adolescente inciampa nelle prepotenze dei mafiosi. Diciottenne si iscrive al Partito Comunista Italiano. Segue il consiglio della madre, affianca all’impegno politico lo studio per poter condurre una vita libera dalla miseria e dall’ignoranza. Le lotte contadine. In quegli anni l’Italia contadina è interessata da una fase di negoziazione lunga e difficile: l’attuazione dei Decreti Gullo, attraverso i quali le terre incolte o mal coltivate dei proprietari vengono concesse per diritto alle cooperative contadine. Ma questi provvedimenti sono considerati privi di legittimità dagli agrari. Inizia così un duro braccio di ferro fra le parti. L’idea di giustizia sociale fermenta nella mente del giovane La Torre che in poco tempo diventa uno dei portavoce delle rivendicazioni contadine palermitane. Ricopre gli incarichi come funzionario di Federterra, responsabile giovanile della Cgil e responsabile della Commissione Giovanile del Pci. Per frenare quella crescente mobilitazione, ogni volta sempre più organizzata, la mafia uccide molti sindacalisti che di quel movimento capiscono i bisogni e ne favoriscono l’affermazione socio-politica. Placido Rizzotto, segretario della Camera del Lavoro di Corleone è fra questi. Dopo il suo rapimento e omicidio, Pio La...