Articoli con tags ‘ colletti bianchi ’


I delitti dei furbi e dei potenti

Gen 9th, 2015 | Categoria: prima pagina
di Piero Innocenti
Non convince molto la storia che ci viene raccontata sul decreto legislativo, approvato dal Governo la vigilia di Natale e, attualmente, all’esame delle commissioni parlamentari, sui rapporti tra fisco e contribuente, che dovrebbe deprocessualizzare il diritto penale tributario per alcune fattispecie considerate meno gravi. Se l’elusione fiscale, insieme all’evasione e alla corruzione, sono i mali endemici che hanno concorso a ridurre il nostro paese nel misero stato in cui si trova, era la strada del maggior rigore quella da imboccare. Si dice, peraltro,  che nelle carceri italiane, alla fine del 2014, si trovassero appena qualche decina di detenuti per delitti economici e tributari (in Germania ce ne sarebbero alcune migliaia). Con la revisione, poi, delle sanzioni di carattere penale tributarie, che prevede la soglia del 3% del reddito imponibile alla dimensione fiscale dell’azienda, sarebbe assicurata la non perseguibilità giudiziaria, con benefici non solo per gli imputati di processi in corso, ma anche per i condannati in via definitiva (in virtù del principio del favor rei). Una vergognosa sanatoria, dunque, per chi ha commesso gravi reati, se dovesse passare questa norma inserita all’ultimo momento (da chi?) nel testo approvato da Palazzo Chigi (e bloccata, pare, dopo la denuncia su alcuni quotidiani)....


Palermo, in manette noto architetto

Apr 27th, 2010 | Categoria: news
Un insospettabile professionista palermitano sullo scranno del boss  Salvatore Lo Piccolo, in carcere dal 2007. È quanto risulta da un’inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo che lo scorso 22 marzo ha portato all’arresto di Giuseppe Liga, 59 anni, noto architetto palermitano, ex segretario nazionale, nonché attuale reggente regionale per la Sicilia, del Movimento cristiano dei lavoratori (movimento a carattere sociale, di solidarietà e volontariato, sorto nel 1972 da una scissione dalle Acli). L’accusa è di associazione mafiosa ed estorsione. Secondo gli inquirenti, Liga sarebbe stato il gestore del tesoro del boss Lo Piccolo nonché il nuovo reggente del mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo. Ad accusarlo sono quattro collaboratori di giustizia provenienti dal clan Lo Piccolo: Francesco Franzese, Isidoro Cracolici, Gaspare Pulizzi e l’avvocato Marcello Trapani (ex legale dei Lo Piccolo). In manette anche Giovanni Angelo Mannino, 57 anni,  gestore del noto ristorante “Lo sparviero”, cognato del boss della “vecchia mafia” Salvatore Inzerillo (assassinato dai corleonesi nel 1981); Agostino Carollo, 45 anni e Amedeo Sorvillo, 57. Questi ultimi sarebbero prestanome di Liga nella società “Eu.te.co”.


Bari, maxi blitz contro mafiosi e colletti bianchi

Dic 10th, 2009 | Categoria: news
È scattata lo scorso 1° dicembre l’operazione Domino, coordinata dal pm Elisabetta Pugliese della Direzione distrettuale antimafia di Bari e condotta da Guardia di Finanza, Gico, Scico e anticrimine inglese. Tra gli 83 destinatari di ordinanze di custodia cautelare spicca il nome di Savino Parisi, detto “Savinuccio”, 48 anni, boss dell’organizzazione mafiosa radicata nel quartiere Japigia di Bari. Parisi è stato arrestato dalla Guardia di finanza mentre era in compagnia di alcuni sodali: Battista Lovreglio, 51 anni, Giuseppe Sciancalepore, 54 anni, e Cosimo Fortunato. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere di stampo mafioso, al tentato omicidio, al traffico internazionale di stupefacenti all’usura, alla turbativa d’asta e al riciclaggio. Le forze dell’ordine hanno sequestrato beni mobili e immobili del valore di oltre 220 milioni di euro. L’organizzazione di Parisi era impegnata nel traffico di stupefacenti tra Serbia Italia e Inghilterra in collaborazione con un gruppo di trafficanti italo-serbi di stanza a Milano. Ma il gruppo di Parisi era impegnato anche in fallimenti fraudolenti e frodi fiscali, tutte attività che determinavano la necessità di riciclare fiumi di denaro. L’inchiesta, che in totale riguarda 129 persone, vede il coinvolgimento di importanti colletti bianchi, come Elvira Savino, deputato del Pdl, e gli avvocati...


I professionisti di Cosa nostra

Ott 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli
Il sistema di potere mafioso si regge sull’apporto di ingegneri, avvocati, medici, commercialisti. Tuttavia gli Ordini professionali non dimostrano la giusta severità nel sanzionare chi mette le proprie competenze al servizio dei boss (altro…)


Quei bravi professionisti

Lug 10th, 2009 | Categoria: archivio articoli, articoli
Per svolgere determinate attività criminali – truffe sui mutui, usura, insider trading – la ’ndrangheta si avvale della collaborazione di colletti bianchi corrotti. Tra di essi spicca il ruolo dei funzionari di banca che, come hanno dimostrato recenti inchieste, vendono ai mafiosi informazioni riservate sui propri clienti, in cambio di qualche regalia (altro…)


La stabilità in ostaggio

Dic 10th, 2008 | Categoria: recensioni
Quello che racconta Francesco Strazzari in Notte balcanica ci riguarda tutti, da vicino. E non solo perché nei Balcani l’Unione Europea sta giocando la sua più importante partita nell’arena internazionale, assumendosi nel Kosovo chiare responsabilità di politica estera. Il saggio è un viaggio, vissuto e testimoniato, nel “sottobosco balcanico” governato da forze economiche opache che, attraverso vorticosi capitali e pericolose influenze politiche, stanno cambiando il rapporto di categorie che fino a prima della caduta del muro di Berlino si davano come universali ed immutabili: sovranità e criminalità. Notte balcanica è uno sguardo tagliente e disinibito sugli avvenimenti tragici che hanno caratterizzato la periferia del sud-est europeo dopo il crollo dei regimi socialisti. Uno scrupoloso sguardo scandaglia tra i fondali delle zone grigie in cui prosperano clientelismi mafiosi. È netta la denuncia: la stabilità della parte orientale dell’Europa è tenuta in ostaggio da commistioni tra criminalità organizzata e connivenze politiche. Come ha sostenuto Luca Rastello, giornalista di frontiera e scrittore, l’analisi delle strutture criminali è «essenziale per capire il nuovo equilibrio sociale. L’economia criminale è sempre più il terreno su cui si forgiano i fenomeni decisivi del mondo: oggi pare essere il modello vincente perché è quello che produce ricchezze rapide. Accumulazioni...


Speciale processo “Talpe alla Dda” di Palermo

Nov 10th, 2007 | Categoria: news
Si è concluso il primo grado del processo “Talpe alla Dda” che vede tra i suoi imputati Salvatore Cuffaro, ex presidente della Regione Sicilia. Secondo i pm, Cuffaro avrebbe rivelato informazioni top secret su delicate indagini, favorendo così Cosa nostra. I giudici lo hanno condannato a cinque anni di reclusione, ritenendo provato il favoreggiamento verso un mafioso, ma non verso l’intera organizzazione. (altro…)


La mafia? Agli ordini

Apr 10th, 2007 | Categoria: recensioni
La mafia dei Riina, dei Bagarella, dei Brusca, quella delle bombe e delle stragi, della violenta contrapposizione alle Istituzioni, è stata un’anomalia nella storia delle mafie italiane. Quella di Provenzano, ritmata da subdola e silenziosa coabitazione con lo Stato, ha rappresentato il ritorno a una tradizione che, storicamente, ha permesso alla mafia di sopravvivere ai tentativi di repressione dello Stato, all’affinamento dei mezzi di contrasto, alla crescita culturale della popolazione, grazie a una fitta rete di connivenze interne alle Istituzioni e ai gangli vitali della società civile. Un mondo esterno all’ala militare mafiosa capace di garantirne, in cambio di utilità di varia natura, la sopravvivenza e il potere fino ad oggi. Una zona grigia – questo il titolo del libro del giornalista Nino Amadore inizialmente licenziato come e-book online e ora acquistabile anche in versione cartacea – la cui indagine è necessaria per andare oltre la rappresentazione del rapporto mafia/società come una dicotomia tra vittime e carnefici e per esplorare l’universo dei professionisti che garantiscono fortune e impunità alla criminalità organizzata, pur non essendo, nella maggior parte dei casi, direttamente affiliati alle cosche. L’accondiscendente partecipazione, a vario titolo, di professionisti – siano essi medici, economisti, avvocati, ingegneri, architetti – è sempre stata...


Quei legami troppo a lungo dimenticati

Ott 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
I magistrati di Caltanissetta, in possesso di nuovi elementi che confermerebbero la forte vicinanza tra la Ferruzzi di Raul Gardini – suicida nel 1993 – e Cosa Nostra, hanno recentemente chiesto alla Direzione investigativa antimafia di riprendere le indagini sulla morte dell’imprenditore. Infatti già dieci anni fa atti processuali e documenti dei reparti di eccellenza della Guardia di Finanza e della Polizia parlavano del connubio tra l’azienda ravennate e i boss siciliani C’è qualche legame che collega la parabola di Raul Gardini nel mondo dell’economia italiana e gli affari di Cosa Nostra? È questa la domanda a cui i giudici della Procura di Caltanissetta, che recentemente hanno aperto una nuova inchiesta sulla scomparsa di Gardini, il patron del Gruppo Ferruzzi morto suicida il 23 luglio del 1993, devono rispondere. Una storia vecchia e al contempo attuale quella dei colletti bianchi della mafia, degli appalti truccati o in regime di monopolio, del riciclaggio di centinaia di milioni di euro attraverso i salotti buoni del capitalismo italiano. Una storia che porta lontano e che potrebbe fare luce anche sulla stagione stragista di Cosa Nostra, quella della ricerca di un nuovo patto con il potere politico nel momento in cui la Prima repubblica stava per crollare,...


La mafia è bianca, come un camice

Gen 10th, 2006 | Categoria: recensioni
Fa davvero impressione rivedere, a distanza di quindici anni, le immagini della staffetta televisiva tra Michele Santoro e Maurizio Costanzo: un passaparola mediatico tra tv pubblica e tv privata per onorare la memoria di Libero Grassi, il coraggioso imprenditore ucciso nel 1991 perché si era rifiutato di pagare il pizzo. E colpisce la foga oratoria con la quale un giovane politico siciliano prese la parola per denunciare ai microfoni la presunta criminalizzazione del suo partito, la Democrazia Cristiana. Memorabile infine, quasi a far da contraltare alla rabbia del politico, l’espressione sorniona di Giovanni Falcone, che a distanza di qualche mese sarebbe stato ucciso a Capaci, mentre in collegamento da Roma commenta sotto voce con gli altri presenti quell’improvvida sortita. Il rampante portaborse infervorato che si batteva contro il “giornalismo mafioso” è oggi diventato il governatore della Sicilia: ne ha fatta davvero tanta di strada, e non sempre per meriti propri. Vuoi perché attorno a lui si è creato il vuoto, dopo le indagini sulla Tangentopoli siciliana e la stagione dei grandi processi intentati dai magistrati palermitani per recidere i legami tra mafia e politica, vuoi perché ha saputo stringere le giuste alleanze, con personaggi in grado di fargli fare una rapida...