Articoli con tags ‘ clan Zemun ’


Belgrado criminale

Set 14th, 2012 | Categoria: articoli
di Cecilia Ferrara
Nel vuoto politico seguito alle recenti elezioni, Belgrado è attraversata da una serie di omicidi che riportano alle cronache criminali di dieci anni fa. Nostra intervista a Stevan Dojčinović, giornalista investigativo serbo Alle 14 del 3 luglio scorso, nella periferia di Belgrado, Radojica Joksović, 32 anni, è stato ucciso dall’esplosione di un chilo di esplosivo C4 posto sotto la sua Audi A6 e azionato a distanza con un cellulare. Il suo accompagnatore, Predrag R. (35), è rimasto lievemente ferito. Radojica Joksović era originario di Pljevlja, Montenegro, la città di origine dell’ormai famoso Darko Šarić, presunto trafficante internazionale e capo dei “Guerrieri Balcanici”, organizzazione che in Italia sarebbe stata fornitrice di cocaina per la ‘ndrangheta sulla piazza di Milano. Il cugino di Radojica, Nebojša, arrestato nel gennaio del 2010, sarebbe stato uno dei luogotenenti di Šarić in Italia ed è oggi uno dei principali testimoni contro di lui. I media serbi hanno ricordato in questi giorni che già altri attacchi clamorosi erano stati sferrati contro Joksović lo scorso anno: una granata in un bar di sua proprietà e un proiettile di bazooka sparato ad un altro suo edificio, una tipografia. Undici giorni prima, in pieno centro di Belgrado, nel quartiere di Dorcol, un’altra auto...


La fine della mafia serba?

Feb 23rd, 2012 | Categoria: articoli
di Cecilia Ferrara
L’arresto in Spagna di quattro cittadini serbi sospettati di essere alla guida di una delle più potenti organizzazioni criminali dei Balcani, il famigerato clan di Zemun, ha inferto un duro colpo alla criminalità organizzata della regione. Ma è veramente finita? “È  la fine del clan di Zemun” ha dichiarato il ministro dell’Interno serbo Ivica Dačić alla notizia dell’arresto da parte delle autorità spagnole di quattro cittadini serbi. “Con questa notizia siamo ad un passo dalla vittoria sul crimine organizzato” ha commentato il presidente della Repubblica Boris Tadić. Lo scorso 9 febbraio nel centralissimo ristorante “La Bodega de La Paz” a Valencia (Spagna) sono stati arrestati Luka Bojović, Vladimir Milisavljević, Siniša Petrić e Vladimir Mijanović, tutti e quattro cittadini serbi, di cui due ex “Tigri di Arkan”, Bojović e Petrić e tutti legati al clan di Zemun. Milisavljević, chiamato Vlada “il matto”, è stato condannato in contumacia nei due processi ad oggi più importanti portati a termine dalla Procura speciale per il crimine organizzato di Belgrado. Quello per l’omicidio del premier Đinđić per il quale ha ricevuto una pena a 35 anni e il processo per i crimini degli “Zemunci”, il temibile clan criminale di Belgrado, per i quali Milisavljević è stato condannato a...


Dal clan di Zemun fino a Koštunica, nuove ipotesi sull’omicidio di Zoran Đinđić

Dic 23rd, 2011 | Categoria: articoli
di Matteo Zola
Piccola necessaria introduzione Mercoledì 12 marzo 2003, il primo ministro serbo Zoran Đinđić viene ucciso da un cecchino. Oppositore di Slobodan Milosevic, sincero democratico, uomo di cultura, Zoran Đinđić era il nemico numero uno della Serbia dei criminali: criminali di guerra, mafiosi, politici corrotti. Si scoprirà che il cecchino, Zvezdan Jovanović, è un membro del clan mafioso di Zemun. Indagini e processi porteranno all’arresto di altri membri del clan: Miloš Simović e Dejan Milenković “Bagzi”. Questi, con le loro testimonianze, inchioderanno Milorad Ulemek detto “Legija”, comandante della polizia segreta dei “Berretti rossi”. La ricerca dei mandanti politici è però in corso, e forse mai vedrà la fine. (altro…)


Serbia, il legame tra i berretti rossi e la mafia

Ott 6th, 2011 | Categoria: articoli
di Cecilia Ferrara
Con il recente arresto di cinque membri dei famigerati “berretti rossi”, l’Unità per le operazioni speciali durante l’era Milošević, non solo la giustizia serba sembra finalmente fare il suo corso, ma si aprono anche possibili chiarimenti sull’omicidio del premier serbo Zoran Đinđić “La giustizia può essere lenta ma almeno alla fine arriva” così scrive oggi sul settimanale Vreme Miloš Vasić, uno dei giornalisti più esperti sugli aspetti controversi della recente storia serba. E martedì 20 settembre la giustizia è arrivata con un mandato di arresto per cinque ex-membri della famigerata JSO, l’Unità per le operazioni speciali. Il ministro degli Interni Ivica Dačić ha fatto sapere di aver dato il via libera agli arresti di Veselin Lečić, ex assistente per la contro-informazione dell’JSO e oggi membro dell’Agenzia di sicurezza serba, la BIA, Mića Petraković e Vladimir Potić membri della Gendarmeria sezione anti-terrorismo, Dragan Krsmanović sempre della Gendarmeria e, secondo le informazioni ricevute dai media, anche Dragiša Radić, in pensione, al momento latitante. L’arresto è avvenuto su richiesta del Procuratore nazionale per il crimine organizzato Miljko Radisaljević in seguito ad un esposto dell’avvocato della famiglia Đinđić, Srđa Popović, contro alcuni membri dell’JSO per la ribellione armata del novembre 2001, che fu il preludio, secondo...


Qualcosa di nuovo sul fronte orientale

Apr 21st, 2011 | Categoria: articoli, Orient Express
Ogni tanto, nei Balcani e nella regione post-sovietica, salta fuori qualcosa di grosso a livello criminale e anche qui in Italia ce ne accorgiamo, scrollandoci momentaneamente di dosso il torpore mediatico sull’est. Scriviamo, analizziamo, formuliamo ipotesi. Poi aspettiamo la prossima notizia di una certa stazza, come se dopo la tempesta ordine e trasparenza si ristabilissero. Nient’affatto. Il panorama criminale, a est di Trieste, è sempre fluido e ricco di vicende. Ne raccontiamo qualcuna, emersa in questi ultimi tempi. Partiamo dal Kosovo e dal suo focolaio permanente: Mitrovica, la città etnicamente divisa (metà serba e metà albanese) che avvelena i rapporti tra Pristina e Belgrado, oltre a suscitare preoccupazioni nei corridoi delle cancellerie europee. Un recente rapporto dell’International Crisis Group (Northern Kosovo: Dual Sovereignty in Practice), rispettato think-tank con sede a Bruxelles, ha evidenziato come le cose, lungo le sponde dell’Ibar, il fiume che taglia in due la “Berlino dei Balcani”, vadano come sempre: cioè male. La porzione serba della città è ancora sotto il pieno controllo di Belgrado e non si sa come le autorità del Kosovo possano affermarvi la loro sovranità. La vertenza resta “congelata”. I rapporti tra i due popoli che abitano Mitrovica rimangono tesi. La situazione è aggravata dalla...