Articoli con tags ‘ clan Palamara ’


Camaleonti del crimine in terra padana

Dic 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Società che spuntano dal nulla, affidate a giovani, a prestanome, senza copertura finanziaria chiedono prestiti, forti del potere intimidatorio o della connivenza dei funzionari di banca La capacità di controllo e di movimento delle ‘ndrine emerge dall’inchiesta sull’Ortomercato di Milano dello scorso anno, il più grande di Italia, dove, la cosca Morabito- Bruzzaniti-Palamara di Africo, attraverso l’arruolamento di imprenditori e il controllo di cooperative operanti nell’ortomercato, riusciva ad avere sponda logistica per la gestione del traffico di stupefacenti. L’asse strategico delle ‘ndrine è il rapporto con imprenditori e banchieri. Il controllo accertato dell’Ortomercato offre l’occasione per capire le nuove forme di riciclaggio messe in atto dalla ‘ndrangheta. Lo spiega con chiarezza Laura Barbaini, per anni pm all’antimafia milanese, oggi sostituto procuratore generale presso la Corte d’appello: «Direttori disinvolti, operatori disattenti consentono alle ‘ndrine di riciclare partite di soldi ingenti». Un fenomeno dai meccanismi nuovi: «Il riciclaggio non è più individuabile nella consegna di ingenti capitali in banca, ma nella restituzione dei soldi. Uomini della mala riescono ad avere capitali in prestito e, nel momento della restituzione, riciclano denaro sporco». Archiviati i vecchi metodi, la dinamica è nuova e semplice, consolidata, aggiunge Barbaini. Società che spuntano dal nulla, affidate a giovani, a prestanome,...


Umbria, terra di conquista?

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Sodalizi tra il clan dei Casalesi e la cosca dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti per spartirsi una terra ritenuta “incontaminata”. La capacità d’infiltrazione di cammorra e ’ndrangheta non esclude alcun settore: dal mercato dell’edilizia a quello dei capitali. E secondo gli inquirenti si tratta di vera e propria «colonizzazione criminale» A Perugia e non solo: parte dall’Umbria e arriva in Calabria l’ondata d’arresti che, sinora, ha coinvolto 57 persone con le accuse di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e ad altri reati. Le ordinanze sono state emesse su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Perugia in seguito a indagini condotte dal Ros che hanno evidenziato un sodalizio di tipo mafioso e uno stretto collegamento tra il clan camorristico dei Casalesi  e  la cosca della ’ndrangheta Morabito-Palamara-Bruzzaniti, di cui è stata documentata anche la capillare penetrazione nel settore economico-imprenditoriale, in particolare nell’edilizia e nel mercato immobiliare. Colonizzazione mafiosa. Gli inquirenti, nel corso dell’operazione denominata “Naos”, hanno accertato interessi illeciti per raggiungere i quali l’organizzazione si avvaleva anche, come «necessario supporto operativo», di settori bancari. In particolare in Umbria gli inquirenti hanno accertato l’esistenza di un sodalizio che ha operato autonomamente e in sinergia con settori della criminalità locale: i Casalesi, secondo l’accusa, gestivano...


Viaggio in AsproPiemonte

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, articoli
La ‘Ndrangheta è capillarmente presente sul territorio piemontese. Gestisce molteplici affari illeciti – dalle bische clandestine al traffico di stupefacenti – e si infiltra nell’economia legale, in particolare nel settore dell’edilizia e del movimento terra. Ecco la mappa delle principali famiglie note alle autorità inquirenti Il Piemonte è terra di conquista della ’Ndrangheta da decenni, anche se qualcuno sembra volerlo dimenticare. Il rischio di un pericoloso abbassamento della guardia – in particolare a livello politico-amministrativo – si è manifestato all’indomani della strage di Duisburg, quando le pagine del quotidiano torinese «la Stampa» hanno ospitato un’incredibile polemica tra il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Torino Maurizio Laudi e alcuni sindaci della provincia di Torino: mentre il primo descriveva i molteplici traffici criminali controllati dalla mafia calabrese, i secondi negavano recisamente l’esistenza del problema ’Ndrangheta o lo relegavano in un passato ormai superato. Affermazioni così lontane dalla realtà da apparire grottesche. Lo scorso febbraio in una inchiesta della procura di Milano sulle “Nuove Brigate Rosse” all’indomani di un’operazione che ha portato all’arresto di 15 presunti terroristi, sono state resi noti i contenuti di alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito delle quali, Salvatore Scivoli, emigrato a Nichelino dalla provincia di Caltanissetta, pregiudicato per rapina convertito...