Articoli con tags ‘ clan Nuvoletta ’


Napoli, nuovo ergastolo a Riina

Ott 10th, 2008 | Categoria: news
Il gup di Napoli Daniela Fallarino il 23 settembre scorso ha condannato all’ergastolo Salvatore Riina per cinque omicidi avvenuti nel 1984 a Poggio Vallesana, vicino a Marano, in provincia di Napoli, presso la masseria dei boss camorristi Lorenzo e Angelo Nuvoletta, affiliati a Cosa nostra e vicini al clan dei corleonesi. Le vittime sono Vittorio e Luigi Vastarella (padre e figlio), Gennaro Salvi, Gaetano Di Costanzo e Antonio Mauriello. I cinque erano legati al clan dei casalesi, all’epoca guidato da Antonio Bardellino, ma nelle cui file giocava già un ruolo di rilievo la famiglia Schiavone. Alla ricostruzione dei fatti ha contribuito la testimonianza del collaboratore di giustizia Giovanni Brusca. Il movente del delitto, concordato da Riina e dai fratelli Nuvoletta, sarebbe stato duplice: da un lato la vendetta da parte dei Nuvoletta nei confronti dei Vastarella, ritenuti responsabili dell’omicidio di un altro dei fratelli Nuvoletta, Ciro, su mandato dei Bardellino; dall’altro, il fatto che i casalesi fossero vicini alla fazione di Cosa nostra che faceva capo a Stefano Bontade, perdente nella seconda guerra di mafia che aveva insanguinato Palermo nei primi anni Ottanta. Dopo l’omicidio i corpi delle vittime sono stati sciolti dentro grossi fusti di acido. Per gli stessi...


La mafia fluida

Feb 28th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
Il suo intento era quello di incarnare la cultura mafiosa tradizionale, ma la Sacra corona unita non ha dimostrato uno spessore pari alle altre organizzazioni e dopo l’offensiva giudiziaria dei primi anni Novanta la sua portata si è progressivamente ridimensionata. La vocazione imprenditoriale che la sostiene le ha comunque consentito di trasformarsi in “mafia di servizio” per altri gruppi criminali Circa quindici anni fa, quando ho iniziato a studiare la Sacra corona unita (Scu), lo scenario che si presentava appariva alquanto caotico e incerto. Si trattava, infatti, di un sodalizio criminale pressoché sconosciuto non solo all’opinione pubblica e agli organi di informazione, ma anche ai ricercatori e agli inquirenti. Fatta eccezione per le redazioni locali dei quotidiani che seguivano con attenzione le cronache di violenza omicida che, nei primi anni Novanta, avevano iniziato a infrangere il mito di una terra felice (la Puglia) considerata immune da forme strutturate di delinquenza mafiosa, solo pochi magistrati e poliziotti, ignoti ai più, costituivano i principali interlocutori con cui cercare di avviare un primo, timido tentativo di analisi.  Ciò che emergeva dai frammenti che man mano si andavano componendo era l’immagine di un’organizzazione criminale piuttosto insolita e peculiare che, nonostante richiamasse alla memoria elementi di similitudine...


Cambiare la legge, per salvarla

Giu 10th, 2005 | Categoria: archivio articoli
Inefficaci, lacunose, superate. Le norme sul commissariamento degli enti locali per infiltrazioni mafiose necessitano di una rapida revisione, che ne accresca l’incisività e ne impedisca un uso arbitrario e strumentale. Che purtroppo in passato si è più volte verificato «A Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, è stato recentemente arrestato un consigliere comunale per minacce – con l’aggravante per i reati di agevolazione del crimine mafioso – nei confronti del capo dell’ufficio tecnico. Questi si rifiutava di confermare un appalto per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani a una cooperativa di cui quel consigliere era presidente. Un assessore è stato allontanato per essere sospettato di essere vicino alla criminalità organizzata. E nonostante tutto ciò, nessuno si è preoccupato di inviare la Commissione d’accesso per verificare cosa stia succedendo in quel Comune». A parlare è l’on. Giannicola Sinisi, magistrato, capogruppo della Margherita in Commissione Antimafia e co-firmatario, con l’on. Nicolò Cristaldi di Alleanza Nazionale, di una proposta di modifica delle attuali norme sul commissariamento degli enti locali infiltrati dalla mafia. Una normativa che a quasi 15 anni dall’entrata in vigore, appare invecchiata, lacunosa e suscettibile di un utilizzo arbitrario lontano dallo spirito della legge. «In certi comuni si arriva allo scioglimento con...


Il boss dei due mondi

Giu 10th, 2001 | Categoria: archivio articoli
Società fittizie, alleanze strategiche, accordi con politici e finanzieri. La storia di Angelo Nuvoletta è da tempo nota ai giudici dell’antimafia. Ma il recente arresto del mandante dell’omicidio Siani ha portato alla luce nuove pagine piene di nomi, cifre, appunti.E la Dia sta investigando «Un boss non abbandona il suo territorio neppure durante la latitanza, se non in casi eccezionali». Uno stereotipo? Forse. Eppure Angelo Nuvoletta è stato arrestato lo scorso 17 maggio a Marano, come anni prima era accaduto a Lorenzo, suo fratello. Ha tentato di scappare, poi ha chiarito: «Non mi pento». Nessuna sorpresa: tra i Nuvoletta non ce n’è stato uno, in tutti questi anni, che abbia mai pensato di pentirsi. Per i Nuvoletta le regole antiche, quelle della mafia siciliana, hanno sempre avuto valore, forse più che per certi siciliani. Una famiglia particolare, quella dei Nuvoletta, una delle poche a cui sia mai stata concessa una sorta di doppia tessera criminale: camorristi ma anche uomini d’onore di Cosa Nostra siciliana. Rappresentati nella Commissione fino ai primi anni Ottanta da Michele Greco, “il papa”, ma legati a filo doppio ai corleonesi già anni prima che diventassero signori assoluti di Cosa Nostra. Quando, tra la fine degli anni Settanta...