Articoli con tags ‘ clan Mancuso ’


Traffico di droga: a Bologna operavano cellule del clan Mancuso

Ago 3rd, 2011 | Categoria: news
È durata un anno l’indagine denominata “Due Torri Connection” che ha portato a diversi arresti e perquisizioni, tuttora in corso, eseguite in varie regioni italiane, ma anche in Spagna e Austria, dalla Squadra Mobile di Bologna, in stretta collaborazione con le Squadre Mobili delle Questure di Catanzaro, Teramo, Vicenza e Vibo Valentia. Dalle indagini, coordinate dal Servizio Centrale Operativo e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, si è potuto accertare che a Bologna vi era la presenza di uomini appartenenti alla cosca Mancuso, impegnati a concludere trattative per l’acquisto di diverse partite di cocaina con i narcotrafficanti colombiani che operavano in Spagna e in Colombia. Grazie all’impegno degli agenti di polizia è stato possibile troncare il traffico di droga che, nascosta in scatoloni a bordo di aerei privati, che partivano dall’aeroporto di Quito (EC), o all’interno di container provenienti dal sud America, stivati su motonavi come finti carichi leciti, giungeva in Europa. La polizia di Stato ha altresì accertato che gli incontri, per le trattative d’acquisto, avvenivano in una villa sontuosa appartenente agli uomini della ‘ndrina calabrese, sita nel Comune di Bentivoglio in provincia di Bologna.


Il cinese e le ’ndrine

Dic 12th, 2008 | Categoria: archivio articoli
  Tra il luglio 1993 e il dicembre 1995, quand’era direttore generale dell’impresa privata “Harbin Dadi Industrial Group”, frodando i clienti della società, Song Zhicai s’appropria di una considerevole cifra di yuan e vola in Italia, dove, tre anni dopo, viene arrestato ma non estradato perché avrebbe rischiato la pena capitale. Tornato libero, il 31 luglio 2003 dà vita alla Cinamercato Service, con sede a Napoli, piccola cooperativa i cui soci eseguono i lavori di pulizia, controllo e custodia dentro il fatiscente immobile di Cinamercato. Folgorato dal gioco del calcio, Song individua l’AS Palmese Calcio che milita in C2 e illustra il suo sogno ai notabili di Palma Campania che hanno in mano la società. Vuole realizzare un mega centro commerciale e per accaparrarsi le simpatie della gente acquisisce, senza però sborsare un solo euro, tre quote per un totale di 238mila euro, che vengono intestate a “Cinamercato srl”. E neppure paga il notaio.  Assiste alle partite avendo accanto la moglie, Lyia Chen, promette il passaggio in serie B entro un paio d’anni e rimpingua la squadra mettendo sotto contratto, per tre anni, giocatori che già militano in B. Ad agosto scompare e il 14 dicembre 2004 l’AS Palmese Calcio viene dichiarata...


Un territorio sotto assedio

Dic 10th, 2008 | Categoria: archivio articoli, articoli
La Brianza, un tempo considerata il polmone verde di Milano, si sta gradualmente trasformando in una moltitudine di cittadelle dormitorio. Dietro il boom edilizio, le speculazioni di gruppi ’ndranghetisti che in territorio brianzolo concludono affari da anni, facendo scempio di un’area oggi pesantemente avvelenata anche dallo smaltimento illecito di rifiuti La vicenda ricorda tanto la gestione dei rifiuti tossici campani. Ma le analogie si fermano qui. Non ci sono i riflettori dei maggiori organi d’informazione e non c’entra la camorra. Siamo nella ricca e produttiva provincia di Monza e Brianza, culla del tanto sbandierato made in Italy d’esportazione. Un’area all’apparenza estranea al problema dello smaltimento della spazzatura tanto da essere in grado di differenziarne il 56%. Eppure, in questa provincia Padana, che ad un’occhiata distratta potrebbe sembrare un’isola felice, la ’ndrangheta, favorita dall’indifferenza dei più, è riuscita a infiltrarsi e gestire un traffico di sostanze nocive provenienti da aziende della provincia bergamasca.    L’operazione “Star Wars”. A metà settembre, i cittadini all’ombra della Madonnina, indaffarati come sempre a fare “danè”, si sono improvvisamente resi conto di vivere a stretto contatto con una delle cosche più potenti della provincia di Reggio Calabria. Dietro all’attività illecita, scoperta grazie a un’operazione della Polizia provinciale milanese, denominata...


Nel cuore degli enti locali

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
«Le mani delle cosche sulle attività di carattere pubblico rappresentano così un dato costante che spesso assume le forme di una gestione parallela dell’amministrazione della res publica, attraverso l’elezione diretta di sindaci ed amministratori locali o il controllo degli apparati amministrativi, dai Comuni alle Asl, dalle Asi alle società miste per la gestione dei servizi» Pubblichiamo stralci della Relazione annuale sulla ’ndrangheta approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare il 19 febbraio 2008. Titoli e titoletti di inizio paragrafo sono a cura della redazione.   Alle tradizionali forme di arricchimento e di accumulazione dei profitti la ’ndrangheta coniuga da sempre il proprio primato nella gestione dei grandi flussi di denaro pubblico. Le modalità di accaparramento sono varie (appalti pubblici, contributi, frodi comunitarie, truffe in danni di enti etc.) ma hanno come dato comune il condizionamento degli amministratori locali e l’inquinamento della Pubblica amministrazione. Le mani delle cosche sulle attività di carattere pubblico rappresentano così un dato costante che spesso assume le forme di una gestione parallela dell’amministrazione della res publica, attraverso l’elezione diretta di sindaci ed amministratori locali o il controllo degli apparati amministrativi, dai Comuni alle Asl, dalle Asi alle società miste per la gestione dei...


La cosca degli dei

Mar 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli
Dagli appalti per l’ospedale a quelli per la refezione scolastica, dal rifacimento delle strade alla fornitura della frutta. Il territorio di Vibo Valentia registra un livello di infiltrazione mafiosa in tutti i settori dell’economia calabrese. Le Forze dell’ordine stanno ottenendo importanti risultati e sul territorio la società civile inizia a esprimere forti segnali di resistenza alla pervasività dell’organizzazione. Ma nelle aule di tribunale importanti processi rischiano ora battute d’arresto Secco ed improvviso. Nessuna eco. Ore 3 di mattina del 3 febbraio, un ordigno esplode di fronte al pub lo Zodiaco. Cinquanta metri dalla prefettura, a pochi passi dalla chiesa del Rosario, centro storico di Vibo Valentia. Poche ore dopo è don Pino a far sentire la sua voce: sette rintocchi di campana. Lenti ma decisi. Un tocco dietro l’altro le campane si snodano lungo i vicoli, accarezzano il castello, sovrastano la vetrina in frantumi.  Pastori comunisti e mafiosi. Tra l’ordigno e le campane c’è il vibonese: quel «promontorio alto sul mare» che ha incantato il poeta Giuseppe Berto, il giardino che si affaccia sulla “costa degli dei”, ovvero i paesi di Tropea, Pizzo, Parghelia e Zambrone che accolgono 2,5 milioni di turisti ogni estate. Mare cristallino, alberghi extra lusso e i collegamenti...


La fiction a casa della ‘Ndrangheta

Feb 10th, 2006 | Categoria: news
Alberghi, locations, comparse scelte per favorire l’indotto economico gravitante intorno a un boss dell’‘Ndrangheta. Tra le carte del processo “Dinasty” contro i boss della famiglia Mancuso, condotto dal pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini, sono finite le intercettazioni a carico di Tiziana Primozich, manager di produzione della fiction “Gente di mare”, recentemente in onda sulla Rai. Secondo gli inquirenti la donna è legata sentimentalmente al boss Ciccio Mancuso, capo clan di Limbadi, che esercita il suo potere su gran parte del territorio vibonese. La Primozich si occupava di trovare gli alberghi alle troupe e agli attori, cercava le ville in cui ambientare le scene d’interno (la fiction è stata girata tra Tropea, Scilla e Bagnara), di contattare le comparse. In diverse occasioni la scelta è caduta su attività e abitazioni riferibili ad “amici” del clan Mancuso. Tra le comparse ingaggiate da Tiziana Primozich c’è anche Gaetano Comito, coimputato al processo “Dynasty” e amico di Ciccio Mancuso.