Articoli con tags ‘ clan dei Casalesi ’


Napoli, confiscati beni all’avvocato Michele Santonastaso. Minacciò i giornalisti Capacchione e Saviano

Lug 21st, 2015 | Categoria: news
La Dia di Napoli e i Carabinieri del comando provinciale di Caserta stanno eseguendo in queste ore un provvedimento di confisca di beni –  emesso ai sensi della normativa antimafia dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere –  nei confronti del noto avvocato Michele Santonastaso, 54 anni (nella foto). Il 10 novembre 2014 l’uomo era stato condannato a un anno di reclusione, con la sospensione condizionale della pena, nel processo per le presunte minacce nei confronti dei giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione e dei magistrati Raffaele Cantone, oggi presidente dell’Anac, e Federico Cafiero De Raho, attuale procuratore di Reggio Calabria. Santonastaso era stato arrestato nel settembre 2010 – nell’ambito di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli – per i delitti di corruzione, falsa perizia e concorso in falsa testimonianza, tutti aggravati per aver di volta in volta agevolato il clan dei Casalesi (fazione Bidognetti), il clan Cimmino ed il clan La Torre; nel gennaio 2011 era inoltre stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i delitti di associazione per delinquere di stampo camorristico, corruzione in atti giudiziari, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Rispetto all’operazione odierna, l’uomo è stato sottoposto dalla questura di Caserta alla...


Mercato ortofrutticolo di Giugliano, ora il controllo è del clan Mallardo

Lug 20th, 2015 | Categoria: news
  Il controllo sul mercato ortofrutticolo di Giugliano, in provincia di Napoli, non è più in mano ai Casalesi ma al clan dei Mallardo. È quanto hanno spiegato oggi, lunedì 20 luglio, gli inquirenti – il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, il sostituto della Direzione nazionale antimafia Francesco Curcio, il colonnello Renato Chicoli della Dia di Roma e il direttore della Dia di Napoli Giuseppe Linares – nel corso della conferenza stampa durante la quale sono stati illustrati i dettagli dell’operazione della Dia che ha portato all’esecuzione di venti ordinanze di custodia cautelare. Secondo gli inquirenti, il clan dei Casalesi – al quale sono stati inferti duri colpi negli ultimi anni grazie ad arresti e condanne – si è indebolito a tal punto da non riuscire a contrastare il clan dei Mallardo, di fatto detentori del criminale monopolio nell’autotrasporto da e verso il mercato di Giugliano, con l’eliminazione della concorrenza attraverso minacce ed intimidazioni. Una situazione che ha determinato un aumento del 15% dei prezzi dei prodotti agricoli commercializzati. L’operazione è stata condotta dalla Direzione investigativa di Roma coadiuvato dalle omologhe di Napoli, Salerno, Palermo, Caltanissetta, Catania e Bologna, su impulso del Gip del Tribunale di Napoli. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, illecita...


Camorra, arrestato il nipote di Sandokan

Giu 5th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
Oggi, 5 giugno, i Carabinieri hanno arrestato sette persone e consegnate tre ai domiciliari, tutte ritenute appartenenti alla fazione Schiavone, braccio armato del clan dei Casalesi. Secondo le forze dell’ordine, i dieci soggetti indagati avrebbero imbastito nel casertano un meccanismo estorsivo. Tra gli arrestati anche Omar Schiavone, il nipote di Sandokan. L’indagine sarebbe scaturita dopo il sequestro, avvenuto nell’agenzia pubblicitaria “ADV Service” di Raffaele Biondino (tra gli arrestati) alcune liste contenenti i nomi di circa 300 commercianti, risultati poi essere vittime di estorsione. Le vittime erano obbligate e smerciare i gadget del gruppo guidato da Emanuele Libero Schiavone, figlio dell’ex boss Francesco Schiavone. Dal carcere,Romolo Del Villano riusciva ad amministrare attraverso il figlio Giuseppe – chiamato Romolino e finito anch’egli in manette – le forniture forzate. Gli inquirenti si sono dunque trovati di fronte ad una nuova generazione di camorristi, denominati nuove leve, che gestiscono il pizzo attorno la zona di Grazzanise e che riescono a mettere in contatto gli affiliati in carcere con quelli ancora a piede libero.


Campania, sequestrati beni ai fratelli Roma, in rapporto con i Bidognetti

Mag 12th, 2015 | Categoria: brevi di mafia
La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE) ha emesso un decreto di confisca di prevenzione nei confronti dei fratelli Roma – Generoso (68 anni), Elio (64 anni) e Raffaele (61 anni) – imprenditori nel settore dello smaltimento dei rifiuti e personaggi ritenuti pericolosi a causa dei loro stretti rapporti con la fazione Bidognetti del clan dei Casalesi. Il provvedimento, eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli, ha interessato società, beni mobili, immobili e rapporti finanziari intestati o riconducibili ai fratelli Roma, per un valore di oltre 5 milioni di euro. Le indagini hanno infatti permesso di ricostruire imponenti flussi finanziari e patrimoniali accertando che, anche mediante l’impiego di prestanomi, i tre fratelli erano in rapporti di affari con Gaetano Cerci (nipote del capo clan Francesco Bidognetti) e con Cipriano Chianese; quest’ultimo, attivo nel settore dei rifiuti, in passato era stato già destinatario di un provvedimento di sequestro. I Roma, in particolare, assolvevano il ruolo di intermediari, trasportatori, depositari e smaltitori dei rifiuti illecitamente conferiti nel territorio campano, nell’interesse dei Casalesi, generando una cospicua provvista finanziaria illegittima, messa poi a disposizione del clan. L’attività criminale, già sfociata in provvedimenti giudiziari per traffico illecito di rifiuti e disastro ambientale,...


Il papello dei Casalesi

Feb 13th, 2013 | Categoria: articoli, prima pagina
di Nicola Tranfaglia
Non esisteva soltanto il papello siciliano ma ce ne era anche un altro, scritto all’ombra del Vesuvio. La novità sembra emergere dal processo che si stasvolgendo davanti alla Corte di Assise di S.Maria Capua Vetere, in cui è imputato l’ex sottosegretario dell’ultimo governo Berlusconi Nicola Cosentino per concorso esterno in associazione di stampo mafioso. Lo ha rivelato uno dei collaboratori di Giustizia del Clan dei Casalesi, Dario De Simone che ha compiuto in passato numerosi omicidi e che oggi, collegato in video conferenza con la Corte nell’aula del processo, ha raccontato che la sua organizzazione sostenne con forza Nicola Cosentino alle elezioni regionali del 1995. Ma la rivelazione che ha colpito di più i presenti al dibattimento è quella che parla di una trattativa in corso con una specie di papello diverso da quello dei siciliani.De Simone ha affrontato anche il problema dell’impegno contro la camorra da parte dei politici che davano fastidio: “Ne parlai con Cosentino e mi disse che don Lorenzo Diana (poi ucciso dalla camorra) e Renato Natale si lamentavano con Luciano VIolante, presidente allora della Commissione Parlamentare Antimafia e lui mandava più controlli. E’ chiaro che a noi dava fastidio quella pubblicità. Perciò per esempio quello che ha fatto...


Camorra, Bidognetti accusato di disastro ambientale

Dic 11th, 2012 | Categoria: articoli, prima pagina
di Massimiliano Ferraro
Il curriculum criminale di Francesco Bidognetti (nella foto), alias Cicciotto ‘e mezzanotte, storico capo dell’omonimo clan dei Casalesi, si arricchisce di una nuova pensate accusa. La Dia di Napoli ha infatti eseguito nei suoi confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di disastro ambientale aggravato dal metodo mafioso. Secondo gli inquirenti, dalla fine degli anni 80, Bidognetti avrebbe smaltito illegalmente circa 800milia tonnellate di rifiuti in varie discariche di Giugliano, comune della provincia nord di Napoli. Si tratterebbe in gran parte di rifiuti industriali provenienti da aziende del Nord, in particolare quelli dell’Acna di Cengio, sversati in Campania grazie alla copertura fornita della Ecologia 89, società creata dallo stesso boss. Oltre a Bidognetti, l’indagine dei magistrati di Napoli riguarda anche Giulio Facchi, ex subcommissario per l’emergenza rifiuti in Campania, e i due presunti “strateghi” dei veleni, l’imprenditore Gaetano Cerci e l’avvocato Cipriano Chianese. Proprio Chianese, già arrestato nel 2006 e tuttora ai domiciliari, fu per molti anni titolare delle società Sestri e Resit che gestivano le discariche ubicate a Giugliano: ventuno ettari di territorio nella piena disponibilità dei clan di Casal di Principe in cui sarebbero finiti scarti di lavorazioni, rifiuti speciali, ospedalieri e urbani. Un business colossale già descritto...


Cosa nostra e i Casalesi, alleati nel settore dei trasporti

Gen 30th, 2012 | Categoria: news
La squadra mobile di Caserta e il Centro Operativo Dia di Roma hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Napoli, nei confronti di elementi di spicco del clan dei Casalesi-gruppo Schiavone e della famiglia mafiosa Riina-Messina Denaro. I reati contestati sono associazione mafiosa, illecita concorrenza, intestazione fittizia di beni e traffico di armi. Tra i destinatari delle misure restrittive figurano Nicola Schiavone, figlio di Francesco, soprannominato “Sandokan”, capo indiscusso dei Casalesi, e Gaetano Riina, fratello di Salvatore, capo dei capi di Cosa Nostra. Le indagini hanno evidenziato la strategica alleanza conclusa tra la camorra casertana ed imprenditori siciliani organici alla cosca Riina-Messina Denaro, al fine di conquistare il controllo monopolistico dei trasporti su gomma e della commercializzazione all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli sull’asse Sicilia-Campania-Lazio, sulle tratte da e per i mercati dell’isola verso quelli campani e verso lo strategico mercato di Fondi, in provincia di Latina. Narcomafie si è occupata dell’argomento già nell’aprile scorso con un’inchiesta dal titolo: “Filiere agroalimentari” a firma di Giovanni Tizian e Laura Galesi. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile di Caserta e del centro operativo Dia di Roma, coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli, il clan dei...


Decapitato il clan dei Casalesi: arrestato Michele Zagaria

Dic 7th, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Nella tarda mattina di oggi – 7 dicembre –  la primula rossa Michele Zagaria è stato arrestato, dopo sedici anni di latitanza, grazie ad un’operazione delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta, oltre che del Servizio Centrale Operativo di Polizia: a coordinare i magistrati della Dia partenopea. Le forze dell’ordine nella notte hanno assediato la zona di Casapesenna, nel Casertano, per poi fare irruzione nel covo del superboss a capo dei Casalesi. Michele Zagaria si trovava in un nascondiglio sotteraneo scavato al di sotto di un’abitazione in via Mascagni, a Casapesenna. All’arrivo delle forze dell’ordine, il boss di Gomorra, rivolgendosi ai magistrati, ha commentato: «Avete vinto voi, ha vinto lo Stato»; subito dopo è stato colto da malore. Nato il 21 maggio 1958, Michele Zagaria “capastorta” era considerato il capo indiscusso del clan dei Casalesi, specie dopo l’arresto – avvenuto nel novembre 2010 – di Antonio Iovine; latitante dal 1995, su di lui gravano accuse di reati quali associazione di stampo mafioso, omicidio, rapina, estorsione. Viene considerato il re del cemento a livello nazionale: i suoi interessi si sono estesi fino al Lazio, alla Toscana, all’Umbria, all’Abruzzo, alla Lombardia e, in particolare, all’Emilia-Romagna. In merito al prezioso lavoro svolto...


Clan dei Casalesi: arresti per racket e sequestro di beni

Ago 4th, 2011 | Categoria: news
Anche per le vacanze di ferragosto, come nel periodo natalizio, aumenta la richiesta della camorra di tangenti a commercianti e imprenditori. Nel tentativo di ostacolare che ciò avvenga, questa notte sono finite in manette 4 persone appartenenti al clan dei Casalesi, del gruppo Schiavone, accusati di aver preparato, per le estorsioni, attentati dinamitardi nei confronti di imprenditori e commercianti. Tra gli arrestati figura il capo zona del clan, attivo nel territorio di Teverola e Carinaro. Gli arresti sono stati effettuati dai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, agli ordini del colonnello Francesco Marra e del capitano Domenico Forte. L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, si è svolta tra Teverola e Olbia dove uno degli indagati, recatosi in Sardegna insieme alla famiglia, per le vacanze estive, è stato bloccato mentre sbarcava dal traghetto. Altri due indagati sono stati bloccati sempre a Olbia e un altro a Teverola. In un’altra operazione, condotta dalla Guardia di Finanza, sono stati confiscati beni per un valore complessivo di 12 milioni di euro al clan dei Casalesi. È quanto riferisce il nucleo operativo della Gdf di Napoli, precisando che nell’operazione sono impegnati anche i finanzieri dello Scico di Roma. La confisca riguarda beni mobili, immobili e...


Confiscati 13mln di beni a clan camorristico

Lug 25th, 2011 | Categoria: news
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso un decreto di confisca dei beni, per un valore complessivo di circa 13 milioni di euro, nei confronti di Nicola Verolla, 65enne di Lusciano (Caserta), che già nel 2008 era stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare per i reati di concorso in estorsione, insieme a Raffaele Bidognetti, Michele Zagaria e altri, a danno dell’imprenditore edile Francesco Saverio Emini, titolare della “Emini Costruzioni”, costretto a versare somme di danaro per alcuni lavori edili effettuati a Lusciano e a San Marcellino. Il decreto di confisca è stato eseguito dalla Direzione investigativa antimafia di Napoli che ha sequestrato quote e beni strumentali della “Verolla Srl”, con sede legale a Lusciano; un terreno sito a Trentola Ducenta in località “Marco Cecato”, diversi immobili situati a Lusciano e Giugliano, un motociclo e una vettura Audi A3. Nel corso delle indagini nei confronti dei Bidognetti, fazione del clan dei Casalesi, le intercettazioni telefoniche hanno fatto emergere che il negozio di autoricambi situato a Lusciano, di cui Verolla era titolare e con il suo evidente consenso, veniva utilizzato come base operativa del gruppo criminale, cioè come luogo in cui incontrare gli imprenditori soggetti ad estorsione, oltre che a servire...