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Napoli, arrestato il latitante Giuseppe Dell’Aquila

Mag 25th, 2011 | Categoria: news
Questa volta non è riuscito a mettere in pratica una delle sue celebri fughe rocambolesche per scappare alla polizia, che lo ha arrestato questa mattina. Giuseppe Dell’Aquila, 49 anni, considerato uno dei trenta ricercati di massima pericolosità, è stato braccato nella sua villa blindata di Varcaturo, dopo quasi dieci anni di latitanza, iniziata dopo essere uscito dal carcere nel 2001 e per evitare di rientrarvi l’anno successivo per scontare una pena residua. ‘Peppe o’ ciuccio’ – questo il suo soprannome dietro al quale si cela un boss della camorra tanto astuto quanto potente – è ritenuto uno dei fondatori dell’Alleanza di Secondigliano, il cartello di famiglie camorristiche che negli anni 80 sparse sangue e spadroneggiò per le vie di Napoli. Accusato di associazione mafiosa e detenzione di armi, Giuseppe Dell’Aquila è considerato il reggente dei clan Contini e Mallardo: la sua ‘carriera’ ebbe inizio proprio seguendo le orme della prima famiglia, acquistando fiducia e potere tra i suoi membri fino a diventarne il capo. Emblematico quanto avvenne alla fine degli anni ’80, quando, grazie alla sua intercessione, le famiglie costituenti dell’Alleanza di Secondigliano (Contini, Mallardo e Licciardi) non uccisero i componenti della famiglia Giuliano, boss di Forcella. (Ma.De.)


Spagna, in manette latitante camorrista

Set 10th, 2008 | Categoria: news
Patrizio Bosti, 49 anni, inserito nella lista dei trenta ricercati più pericolosi stilata dal ministero dell’Interno, è stato arrestato l’11 agosto scorso in Spagna. I Carabinieri, coadiuvati dalle forze dell’ordine locali, lo hanno catturato in un ristorante di Plaja de Aro. È considerato il capo della cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”, un cartello camorristico costituito dai clan Licciardi, Contini, Maliardo e Bosti. Latitante dal 2003, nel 2005 è stato condannato dalla Corte d’assise di appello di Napoli a 23 anni di carcere per il l’omicidio dei fratelli Antonio e Gennaro Giglio, assassinati nel settembre 1984 durante la faida tra i clan Contini (cui apparteneva Bosti) e le famiglie Giuliano e Mazzarella. Nel suo curriculum non mancano precedenti per usura, estorsione, traffico di armi e di stupefacenti. Proprio per poter continuare a gestire il traffico di droga, Bosti aveva eletto la Spagna, paese al centro delle principali rotte del narcotraffico verso l’Europa, a sede della sua dorata latitanza: al momento dell’arresto era in possesso di 24mila euro in contanti, divisi in banconote da 500, alloggiava abitualmente in un residence con piscina e si spostava su auto di lusso. Secondo gli inquirenti, il latitante mirava ad espandere la sua influenza anche sul...