Articoli con tags ‘ clan Bruzzaniti ’


Umbria, terra di conquista?

Mar 30th, 2008 | Categoria: archivio articoli
Sodalizi tra il clan dei Casalesi e la cosca dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti per spartirsi una terra ritenuta “incontaminata”. La capacità d’infiltrazione di cammorra e ’ndrangheta non esclude alcun settore: dal mercato dell’edilizia a quello dei capitali. E secondo gli inquirenti si tratta di vera e propria «colonizzazione criminale» A Perugia e non solo: parte dall’Umbria e arriva in Calabria l’ondata d’arresti che, sinora, ha coinvolto 57 persone con le accuse di associazione mafiosa finalizzata al traffico di stupefacenti, alle estorsioni e ad altri reati. Le ordinanze sono state emesse su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Perugia in seguito a indagini condotte dal Ros che hanno evidenziato un sodalizio di tipo mafioso e uno stretto collegamento tra il clan camorristico dei Casalesi  e  la cosca della ’ndrangheta Morabito-Palamara-Bruzzaniti, di cui è stata documentata anche la capillare penetrazione nel settore economico-imprenditoriale, in particolare nell’edilizia e nel mercato immobiliare. Colonizzazione mafiosa. Gli inquirenti, nel corso dell’operazione denominata “Naos”, hanno accertato interessi illeciti per raggiungere i quali l’organizzazione si avvaleva anche, come «necessario supporto operativo», di settori bancari. In particolare in Umbria gli inquirenti hanno accertato l’esistenza di un sodalizio che ha operato autonomamente e in sinergia con settori della criminalità locale: i Casalesi, secondo l’accusa, gestivano...


Viaggio in AsproPiemonte

Ott 30th, 2007 | Categoria: archivio articoli, articoli
La ‘Ndrangheta è capillarmente presente sul territorio piemontese. Gestisce molteplici affari illeciti – dalle bische clandestine al traffico di stupefacenti – e si infiltra nell’economia legale, in particolare nel settore dell’edilizia e del movimento terra. Ecco la mappa delle principali famiglie note alle autorità inquirenti Il Piemonte è terra di conquista della ’Ndrangheta da decenni, anche se qualcuno sembra volerlo dimenticare. Il rischio di un pericoloso abbassamento della guardia – in particolare a livello politico-amministrativo – si è manifestato all’indomani della strage di Duisburg, quando le pagine del quotidiano torinese «la Stampa» hanno ospitato un’incredibile polemica tra il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Torino Maurizio Laudi e alcuni sindaci della provincia di Torino: mentre il primo descriveva i molteplici traffici criminali controllati dalla mafia calabrese, i secondi negavano recisamente l’esistenza del problema ’Ndrangheta o lo relegavano in un passato ormai superato. Affermazioni così lontane dalla realtà da apparire grottesche. Lo scorso febbraio in una inchiesta della procura di Milano sulle “Nuove Brigate Rosse” all’indomani di un’operazione che ha portato all’arresto di 15 presunti terroristi, sono state resi noti i contenuti di alcune intercettazioni telefoniche nell’ambito delle quali, Salvatore Scivoli, emigrato a Nichelino dalla provincia di Caltanissetta, pregiudicato per rapina convertito...


La ‘ndrangheta in Galleria

Mar 10th, 2004 | Categoria: archivio articoli
Nel milanese il boss Giuseppe Morabito, anche durante la latitanza, controllava traffico di stupefacenti, alberghi, negozi, ristoranti. Come? Attraverso una rete di affiliati sul territorio. E alle coperture di alcuni esponenti delle forze dell’ordine… È finita il 18 febbraio la latitanza – lunga 12 anni – di Giuseppe Morabito, detto “Tiradritto”. Si tratta di un grande successo delle forze dell’ordine. La notizia del suo arresto trova spazio su tutti i giornali, ma se ne parla prevalentemente in relazione alla Calabria e ad Africo, il suo paese natale. Solo «il Messaggero», in un articolo di Enzo Ciconte, accenna alla presenza del boss a Milano, nella capitale della finanza italiana.  Morabito è stato catturato in una masseria nell’aspromontano, a Cardeto, in un’area controllata dalla cosca degli Zavettieri, suoi alleati. Era nel suo feudo, come spesso accade per i grandi latitanti. E come sempre ci si chiede come abbia fatto a rimanere lì per tutto questo tempo, senza essere scoperto.  Affari di famiglia L’immagine di Giuseppe Morabito è démodé: vecchio, con la coppola ed il bastone. La stampa non mette in dubbio il suo spessore criminale, ma pochi giorni dopo la sua cattura viene arrestato anche Orazio De Stefano; e qualche quotidiano afferma che «De Stefano è moderno, non come Morabito, boss vecchio...