Articoli con tags ‘ clan Bidognetti ’


Boss dei Casalesi aggiravano il 41 bis. Arrestati due vigili urbani

Nov 23rd, 2010 | Categoria: news
Operazione Briseide, questo il nome che gli investigatori hanno dato all’indagine che ha visto al centro i pubblici ufficiali del Comune di Casal di Principe in concorso con i parenti del boss detenuto Francesco Bidognetti, del clan dei Casalesi. E nome più appropriato non poteva trovarsi per una simile operazione: i boss di camorra, coadiuvati da due agenti di polizia municipale, aggiravano il 41 bis (noto come “carcere duro”) per vedere le fidanzate. L’operazione, messa a segno dalla Dia di Napoli e dal Nic (il reparto investigativo della Polizia Penitenziaria) ha portato all’arresto di due vigili urbani di Casal di Principe: a finire in manette sono Mario De Falco, di 51 anni, fratello del defunto boss Vincenzo, ucciso durante una guerra di camorra nel 1991,  e Stanislao Iaiunese, di 58 anni. Altre due ordinanze di custodia cautelare sono state invece emesse per i boss che dell’aiuto di Iaunese e De Falco si avvalevano. Si tratta di Michele e Gianluca Bidognetti, rispettivamente zio e nipote, esponenti dell’omonimo clan. Gianluca Bidognetti, di recente condannato a otto anni di reclusione per associazione mafiosa, tentato omicidio ed estorsione aggravata, è figlio di Anna Carrino, pentita del clan dei Casalesi. ...


Avvocati prezzolati?

Set 28th, 2010 | Categoria: news
In mattinata gli agenti della Dia di Napoli hanno arrestato Michele Santonastaso, avvocato di Santa Maria Capua Vetere, difensore di Francesco Bidognetti e del superlatitante Antonio Iovine nell’ambito del maxiprocesso al clan dei casalesi, Spartacus. Insieme a lui sono finiti in manette anche Michele Bidognetti e Luigi Cimmino. L’accusa per tutti e tre è di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia. Reati che gli indagati avrebbero compiuto per agevolare gli affiliati ai clan Bidognetti, Cimmino e La Torre. Se Bidognetti e Cimmino hanno nomi pesanti nell’ambiente camorristico – quest’ultimo è il boss del Vomero mentre Michele è il fratello del boss Francesco Bidognetti – il nome di Santonastaso è noto invece nell’ambiente penalista. L’arresto di Santonastaso segue quello dell’altro difensore storico del clan Bidognetti, Carmine D’Aniello, finito in manette il 4 giugno scorso con l’accusa di associazione mafiosa, subordinazione, induzione a non rendere dichiarazioni all’autorità giudiziaria, riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Santonastaso e D’Aniello, entrambi difensori di Bidognetti e Iovine in Spartacus, furono i depositari della lettera con la quale i due boss accusarono i giornalisti Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, insieme al magistrato Raffaele Cantone, di influenzare la Corte del processo. L’avvocato Santonastaso, il 13 marzo 2008, lesse in aula le...


Camorra, in manette 4 boss in tre settimane

Mag 10th, 2009 | Categoria: news
Mese proficuo nella lotta alla camorra: in tre settimane, tra fine aprile e maggio, sono stati arrestati quattro tra i più pericolosi esponenti della malavita organizzata campana. Il 29 aprile è stato catturato a Casal di Principe Michele Bidognetti, reggente del clan omonimo per conto del fratello Francesco detto “Cicciotto ’e mezzanotte”. La figura di Michele Bidognetti è emersa nel panorama criminale dopo l’arresto di Giuseppe Setola dello scorso gennaio. Gli inquirenti lo hanno intercettato mentre trasmetteva al clan gli ordini impartiti dal fratello, nonostante la sottoposizione di quest’ultimo al regime del 41 bis. La Dia di Napoli ha sequestrato beni del valore di 5 milioni di euro, riconducibili al clan, ma intestati a prestanome. Il 3 maggio è toccato a Raffaele Diana, 56 anni, detto “Rafilotto” ricercato dal 2004, quando si era dato alla fuga dopo avere usufruito di un permesso premio dal carcere. Inserito nell’elenco del ministero dell’Interno dei trenta latitanti più pericolosi. È stato arrestato dagli agenti della squadra mobile di Caserta a Casal di Principe, mentre si nascondeva in un locale ricavato sotto un vano scala. Nel covo sono state trovate munizioni, armi con silenziatori, immagini di padre Pio e San Nicola di Bari. In...


Assassinato Domenico Noviello, ex testimone di giustizia

Giu 10th, 2008 | Categoria: news
Venerdì 16 maggio alle 7,30 del mattino due killer hanno assassinato Domenico Noviello, 65 anni, sposato e con due figli, titolare di una scuola guida a Castelvolturno. L’omicidio è stato perpetrato a Baia Verde, dove l’uomo era solito fermarsi ogni mattina per prendere il caffè prima di recarsi al lavoro. Nel 2001 aveva denunciato alcuni uomini del clan Bidognetti, rei di avergli chiesto il pizzo. La sua testimonianza portò alla condanna di Pasquale Marrone e dei fratelli Alessandro e Francesco Cirillo. Per alcuni anni era stato sottoposto alla tutela delle forze dell’ordine, poi sospesa dal 2005 nell’erronea convinzione che Noviello non corresse rischi concreti. I killer hanno sparato una ventina di proiettili e hanno infierito sul cadavere con tre colpi alla nuca. Nessun testimone ha assistito all’agguato, l’inchiesta sull’omicidio è coordinata dai pm Conzo e Del Gaudio. L’omicidio va inquadrato in una strategia di intimidazione messa in atto dai casalesi nei confronti dei collaboratori delle forze dell’ordine. Il 2 maggio è stato assassinato Umberto Bidognetti, padre del pentito Domenico, zio del super boss Francesco, detto “Cicciotto ‘o mezzanotte”. .


Vendetta trasversale dei Casalesi

Mag 10th, 2008 | Categoria: news
Umberto Bidognetti, 69 anni, padre del collaboratore di giustizia Domenico Bidognetti, è stato ucciso il 2 maggio scorso. Il cadavere è stato trovato in una masseria intestata alla nuora a Castel Volturno, sul litorale domizio, in provincia di Caserta. A sparare sarebbero stati due killer che gli hanno scaricato addosso con una 257 magnum e una 9X21 12 proiettili, colpendolo al torace e all’addome. Il padre del pentito è stato finito con un colpo alla testa. Domenico Bidognetti prima di pentirsi apparteneva a una delle famiglie mafiose più potenti del Casertano. Suo cugino è il super boss Francesco Bidognetti, detto “Cicciotto ‘o mezzanotte”, il cui carisma rimane intatto nonostante la detenzione in carcere. Umberto Bidognetti non era sottoposto al programma speciale di protezione riservato ai famigliari dei collaboratori di giustizia poiché si era dissociato dalla scelta del figlio. Alcuni parenti accorsi sul luogo dell’omicidio hanno inveito contro il collaboratore attribuendogli la responsabilità della morte del padre. Gli investigatori hanno trovato due automobili, una Mitsubishi Pajero e una Fiat Panda date alle fiamme dagli assassini dopo la fuga. È probabile che altre persone abbiano fatto parte del commando omicida. Domenico Bidognetti, 42 anni, autoaccusatosi di circa 60 omicidi, a marzo aveva scritto...