Articoli con tags ‘ Ciudad Juarez ’


In affanno anche il cartello messicano di Juarez

Lug 14th, 2014 | Categoria: articoli
di Piero Innocenti
Fino a poco tempo fa, se qualcuno in Messico si fosse azzardato a parlar male della famiglia di Carrillo Fuentes avrebbe corso seri rischi per la propria incolumità. I “Fuentes” hanno rappresentato l’ossatura del cartello di narcotrafficanti di Juarez le cui origini risalgono agli anni Ottanta quando il capo indiscusso era Amado Carrillo soprannominato “ il signore dei cieli” per i grandi traffici di cocaina che gestiva utilizzando piccoli aerei che la trasportavano dal Messico in territorio americano. Vi è chi sostiene che il cartello si ricolleghi addirittura ad una organizzazione di commercianti di droga attiva, sin dagli anni Venti, nella zona di Chiuhuahua e diretta da una donna spietata (Ignacia Jasso detta La Nacha) alla quale vengono attribuiti, tra gli altri, gli omicidi di cinque cinesi che trafficavano oppio nella città (sul punto cfr. “Tierra narca e il cartello de Juarez” di Francisco Cruz Jimenez, giugno 2011, Messico). Personaggio molto discreto, Amado Carrillo Fuentes sarebbe morto nel luglio 1997 nell’ospedale Santa Monica di Città del Messico durante un intervento di chirurgia facciale cui si era sottoposto per cambiare i lineamenti del volto. Alcuni sostengono che in realtà sia ancora vivo e sotto protezione negli Usa dopo la chirurgia facciale. Molti...


Messico, trentacinquemila morti dopo

Apr 8th, 2011 | Categoria: articoli, prima pagina
di Matteo Zola
E’ stata scoperta un’altra fossa comune con 49 cadaveri a La Joya, una piccola comunità rurale del Tamaulipas, stato del nord del Messico al confine con il Texas. Lo stato di decomposizione ha spinto la polizia a sospettare che si tratti dei viaggiatori di un autobus dirottato il 25 marzo e di cui si erano perse le tracce. Il movente resta sconosciuto. Forse un movente non c’è nemmeno: quando la violenza e il sopruso diventano legge esse continuano a riprodursi al solo scopo di mantenere quel sistema di potere che su di esse si fonda. E il potere, nel Messico settentrionale, è detenuto dai narcos. La lotta al narcotraffico di Felipe Calderon, da cinque anni presidente del Messico, è prossima alla sconfitta. Una sconfitta che passa sui nomi e sui numeri dei cadaveri. Oggi, trentacinquemila morti dopo l’elezione di Calderon, ciò che di vivo resta nel paese protesta in silenzio. Un silenzio la cui voce è quella di un poeta: “Il mondo non è più degno di parola, ce l’hanno soffocata dentro”. Javier Sicilia, poeta ma soprattutto giornalista, è padre di una delle vittime della violenza dei narcos. Suo figlio è stato ucciso con altri otto ragazzi a metà...


Marisela Ortiz lascia il Messico per le minacce dei narcos

Mar 18th, 2011 | Categoria: articoli
di Simone Bauducco
L’attivista per i diritti umani e fondatrice dell’associazione Nuestras Hijas de Regreso a Casa, Marisela Ortiz Rivera, è stata costretta a lasciare la sua città natale, Ciudad Juarez, a causa delle minacce di morte sempre più gravi, ricevute negli scorsi giorni. La mattina del 10 marzo uno striscione con frasi intimidatorie è stato lasciato di fronte alla scuola dove Marisela insegna. Una minaccia lanciata dai narcoterroristi contro la donna che da dieci anni sta lottando insieme alle madri di NHRC per chiedere verità e giustizia. A Ciudad Juarez oltre 900 giovani donne negli ultimi venti anni, spesso sfruttate nelle maquiladoras, fabbriche di assemblaggio per l’esportazione, sono state uccise, violentate e i loro corpi fatti sparire nel deserto, una violenza che rimane spesso anonima e impune. Dal 2001, in seguito al brutale assassinio di Lilia Alejandra Garcia Andrade, diciassettenne allieva di Marisela, insieme alle altri madri dell’associazione NHRC, ha denunciato pubblicamente il terribile dramma dei femminicidi che quotidianamente avvengono nella città al confine con gli Stati Uniti e ha promosso il sostegno agli orfani. Dal 2006 le morti violente in Messico sono state oltre 32.000 e Ciudad Juarez detiene il triste primato di città...


Ciudad Juarez, quaranta omicidi compiuti da venerdì

Feb 21st, 2011 | Categoria: news, prima pagina
Almeno quaranta omicidi sono stati compiuti da venerdì a Ciudad Juarez, la città del Messico più colpita dalle violenze legata al traffico di droga nel nord del paese, alla frontiera con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato la Corte federale messicana. Venti persone sono state assassinate venerdì, diciannove sabato e una domenica, secondo il servizio stampa della rappresentanza a Ciudad Juarez della Corte federale dello stato di Chihuahua. “Sono omicidi che portano la firma del crimine organizzato, considerando le armi utilizzate insieme con altri elementi”, ha dichiarato questa fonte, e “si tratta di uno dei fine settimana più violenti vissuti a Ciudad Juarez negli ultimi anni”. Quasi 3mila persone sono state uccise l’anno scorso a Ciudad Juarez secondo statistiche governative, con la violenza che ha indotto decine di migliaia di persone a fuggire e costretto il 70 per cento dei negozi della città a chiudere. Il presidente messicano Felipe Calderon ha lanciato, fin dal suo insediamento nel dicembre 2006, una campagna contro i cartelli della droga, che ha mobilitato 50mila soldati e migliaia di poliziotti federali. Da questa data, ci sono stati più di ...


Non una di più, da Ciudad Juarez a Torino

Feb 18th, 2011 | Categoria: articoli
di Simone Bauducco
“Verità e Giustizia”. Sono queste le due parole che le madri di Ciudad Juarez continuano a richiedere ogni giorno. Parole rivoluzionarie in un contesto dominato dalla violenza e dall’impunità delle autorità. Chiunque prova ad opporsi a questo circolo vizioso si trova a dover affrontaredure conseguenze. Questa notte in Messico due sconosciuti hanno appiccato il fuoco alla casa di Marilu, figlia di Norma Andrade, una delle fondatrici dell’associazione di madri “Nuestras Hijas de Regreso a Casa” e sorella di Lilia Alejandra Garcia Andrade, assassinata nel 2001, il cui crimine è ancora impunito. Marilu non si trovava in casa al momento del rogo poiché fin dal mattino era al fianco di Marisela Reyes, un’altra donna che dopo la sua scomparsa dei suoi fratelli e di sua cognata aveva iniziato un digiuno di protesta. “Questo attentato aggiunge incertezza, temo per la sua vita e quella dei suoi figli, temo per la mia vita, quella dei miei cari e quella dei miei compagni più esposti nella lotta”. I segnali inquietanti contro le associazioni e le madri che chiedono giustizia non sembrano accennare a fermarsi nel Messico di oggi....


Il Gran Canyon malavitoso

Nov 29th, 2010 | Categoria: archivio articoli
di Stefano Milano
Il muro che spacca in due il cuore di Nogales serpeggia tra gli edifici fatiscenti del centro cittadino. Sembra inseguire un’immaginaria via di fuga tra il cemento e le baracche, per continuare a scorrere come una delle tante diramazioni di un fiume esondato, orfane del loro corso naturale e in cerca di nuovi avvallamenti in cui infilarsi. Il muro è il border fence che separa il Messico dagli Stati Uniti e che a Nogales mostra impietoso la sua forzata ragion d’essere. Alla barriera arrugginita della zona messicana dello Stato di Sonora sono addossate case, farmacie, hard-discount, negozi d’ogni tipo, auto in sosta, la stazione dei bus. Persino un vecchio cimitero. Attorno scorre la vita di tutti i giorni: bambini che giocano, carretti di tamales, pickup sgangherati, clandestini in attesa di una nuova occasione per saltare dall’altra parte. Non appena però lo sguardo furtivo scavalca il muro, sbirciando in Arizona, ci si accorge che al otro lado lo scenario è completamente opposto: una desolata pianura sabbiosa è la fascia di decompressione che permette ai mezzi della Border Patrol di pattugliare ininterrottamente la frontiera, mentre l’occhio delle telecamere a infrarossi – appollaiate in cima a pali di 15 metri – lancia intimidazioni orwelliane. Prima di...


Sei morti in due giorni a Ciudad Juarez, la mattanza dei narcos non si ferma

Nov 2nd, 2010 | Categoria: news
Matteo Zola
Quattro cittadini americani sono stati uccisi domenica a Ciudad Juarez, in Messico. La città è tristemente nota per la guerra che si combatte da anni tra bande di narcos e agenti della Policia Federal. Il procuratore capo dello stato di Chihuahua, Arturo Sandoval, ha confermato la morte dei quattro americani ma, ha aggiunto, non può specificare i motivi dei quattro omicidi. Presa nel pieno della guerra di mafia che contrappone i cartelli di Sinaloa e Juarez, Ciudad Juarez è diventata la città con più omicidi al mondo, con oltre 2000 persone uccise soltanto nel corso degli ultimi dieci mesi. Sabato scorso erano stati uccisi una donna e un ragazzo di cittadinanza statunitense ma di origine messicana. Si tratta di Giovanna Herrera e Luis Araiza, 15 anni: avevano appena attraversato il ponte di El Paso, che collega Stati Uniti e Messico. Di là dal ponte il bandierone a stelle strisce, di qua una fila di croci rosa a memoria del “femminicidio” che mai si è fermato e che uccide centinaia di donne all’anno. Lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti corre un muro, pensato per fermare l’immigrazione clandestina. Ma Stati Uniti e Messico sono unite dal Nafta (Nord American Free Trade Agreement)...


Narcos messicani: otto vittime decapitate

Lug 28th, 2010 | Categoria: news
La guerra tra narcos in Messico non è mai finita. Stamane, svegliandosi, gli abitanti della periferia di Torreon – cittadina dello stato di Durango, nord del Messico – hanno trovato sui loro marciapiedi otto teste decapitate. L’identità delle vittime non è ancora stata ricostruita e non sono ancora stati rinvenuti nemmeno i corpi. Quello che si sa è che le teste appartengono a otto uomini di età tra i 25 e i 30 anni. Le teste sono state abbandonate, non a caso, in posti differenti della città. Solo due settimane fa, proprio a Torreon, un commando aveva freddato 17 giovani che si trovavano a una festa. Nei mesi precedenti, sempre nella stessa zona si erano verificati altri due episodi simili: scariche di proiettili su ragazzi in festa. Tutto questo accade nel triangolo tra Torreon, Gomez Palacio e Ciudad Juarez, a cavallo tra i due stati di Durango e Coahuila, crocevia del traffico internazionale di droga. Pochi giorni fa il portavoce del procuratore generale aveva dichiarato che i bossoli rinvenuti sulla scena della strage di Torreon del 15 luglio, e delle altre due stragi di Ciudad Juarez del 30 gennaio e di nuovo di Torreon del 31 gennaio, corrispondevano a quelli dei fucili...


Quante morti sono “tante”?

Mag 10th, 2006 | Categoria: archivio articoli
«Chi non è mai stato nel deserto non sa cosa sia il “nulla”. “Nulla” è girare lo sguardo verso i quattro punti cardinali e trovare giustamente nulla. […] A Ciudad Juarez, da più di 10 anni, chi cerca donne scomparse nel deserto trova ossa. Lì da più di 10 anni essere donna e lavorare in una maquiladora (fabbrica-subappalto di multinazionali; sull’argomento si veda «Narcomafie» 4/05, ndr.) significa trovarsi in pericolo di morte. Lì da più di 10 anni i Governi chiudono gli occhi […] nessuno ha la volontà politica di risolvere i crimini. A Ciudad Jurez le donne hanno paura», recitano le mujeres de arena. Non è la trama di un terrificante racconto di letteratura contemporanea ambientato nel soleggiatissimo Messico, Stato di Chihuahua, brulicante frontiera verso gli Stati Uniti. È forse il caso più abominevole della storia criminale di tutti i tempi, come ha scritto bene, nel settembre del 2003, il giornalista messicano Sergio Gonzalez Rodriguez. Si tratta di un eccidio, di un femminicidio, dalle cifre paragonabili a una “guerra a bassa intensità”: dal 1993 ad oggi oltre 600 donne sono desaparecidas e 400 sono state ritrovate uccise nel modo più orribile, secondo un macabro rituale ormai consolidato: sequestro, sevizie, stupro,...