Articoli con tags ‘ cittadinanza ’


“Reddito dignità non è assistenzialismo, ma atto di vera politica”

Giu 30th, 2015 | Categoria: prima pagina
“Siamo davanti ad una crisi causata da un forte aumento della corruzione e da una caduta verticale della dignità. Possiamo uscirne solo guarendo dalla corruzione recuperando la dignità perduta”. Queste le parole con cui don Luigi Ciotti ha aperto, questa mattina, l’incontro sul reddito di dignità promosso a Roma da Libera e Gruppo Abele nella Sala dei Gruppi della Camera dei deputati. Una mattinata di discussione e costruzione, incentrata sulle misure politiche da adottare per impedire che la crisi economica si tramuti in uno stillicidio sociale. Un tavolo allargato, cui hanno preso parte associazioni, sigle sindacali, movimenti studenteschi. E molti esponenti politici: i grillini Alessandro Di Bttista e Nunzia Catalfo; Loredana De Petris e Arturo Scotto, esponenti Sel; le democrats Enza Bruno Bossio e Cecilia Guerra; Pippo Civati, di “Possibile”, fuoriuscito dell’ultima ora del Pd. E se al termine della discussione è Nicola Fratioianni (Sel) il primo ad ammettere che i tempi son maturi per ripensare nuove politiche di redistribuzione del reddito, a suonare l’allarme e la riflessione per primo è stato don Ciotti. “Il welfare non è un lusso”, ha ribadito, con forza, il presidente di Libera, scagliando con forza la sua critica contro un sistema che continua “a seguire...


Occhi sul mondo

Nov 10th, 2003 | Categoria: archivio articoli
L’idea di dare vita al piano di comunicazione Macramè è nata nei primi mesi del 2001 proprio all’interno della redazione di Narcomafie. Le domande dalle quali è partita la riflessione sono state le seguenti: chi parla e come ai ragazzi di diritti, cittadinanza, legalità, giustizia sociale? Chi offre loro spazi e strumenti per discutere, ragionare e progettare su questi temi? Come dare concretezza alla voglia di partecipazione dei giovani? Come aiutare i docenti, gli animatori e gli operatori sociali a lavorare insieme agli adolescenti? Domande impegnative, data la loro complessità e vastità, ma che non potevano – e non possono – essere eluse, in quanto elementi fondamentali per la formazione della persona e del cittadino. L’idea di creare strumenti ad hoc è stata dettata anche dall’analisi di alcuni dati forniti dalla Commissione parlamentare antimafia e da Libera che, con il Gruppo Abele, è promotrice di Macramè. Dal 1995 al 2000 si sono rivolti a Libera 8mila docenti, 800mila studenti e centinaia di volontari, al fine di chiedere strumenti ed esperti per costruire progetti di educazione alla legalità democratica e alla cittadinanza, mentre, dal settembre 1996 al maggio 2001, allo “Sportello scuola e volontariato” della Commissione parlamentare antimafia, il numero delle...


Costruzione di cittadinanza

Mar 10th, 2003 | Categoria: recensioni
«Un programma di vita associata che si spera realizzabile nel prossimo futuro»: è questo l’auspicio di Gian Luigi Falabrino, uno dei curatori insieme a Jole Garuti e Maria Grazia Mazzocchi de Il piacere della legalità. Il titolo accattivante e insolito racchiude in sé l’intelligente provocazione intellettuale di partenza, declinare cioè la legalità in termini di piacere, anziché di obbligo e di dovere, ponendo in termini diversi lo stesso concetto di comunità civile. Parlare di piacere della legalità può forse far sorridere, considerando quanti e quali potenti schiaffi al senso di legalità siano stati portati dalle riforme legislative degli ultimi Governi, pur nati sotto il segno di diverse maggioranze: al di là dello scopo di garantire l’impunità ai potenti di turno, il minimo comune denominatore di questi interventi ci sembra essere stato piuttosto il “dispiacere per la legalità”. Fortunatamente, proprio in questi stessi anni, l’impegno di studenti e insegnanti, di cittadini e di associazioni ha dimostrato l’esistenza di un’altra Italia che continua a proporre cultura e partecipazione, dimostrando nei fatti come la prevenzione e la formazione possano essere antidoti realmente efficaci nella lotta alle mafie e alle pratiche di corruzione così intimamente intrecciate nella storia italiana. Questo percorso civile, difficile ma entusiasmante, è efficacemente...


Se l’immigrato ci dice chi siamo

Ott 10th, 2002 | Categoria: recensioni
Il libro di Abdelmalek Sayad La doppia assenza. Dalle illusioni dell’emigrato alle sofferenze dell’immigrato, riunisce le riflessioni e le ricerche dello studioso recentemente scomparso, scritte tra il 1975 e il 1996, sul tema delle migrazioni, in particolare di quella algerina in Francia. Riconosciuto dal sociologo Pierre Bourdieu come «uno dei più originali e fertili contributi all’antropologia dell’immigrazione dell’ultimo secolo», La doppia assenza muove una critica radicale alla prospettiva etnocentrica con cui viene affrontata abitualmente l’immigrazione, vale a dire, dal punto di vista della società di accoglienza, omettendo di interrogarsi sulle condizioni di crisi che orientano alla partenza. Lo studioso decostruisce il riduzionismo con cui, in termini economici, si è soliti valutare i “costi” e i “benefici” dell’immigrazione, definita come “semplice spostamento di forza lavoro”, approccio che, di fatto, maschera questioni etiche e politiche: nel caso paradigmatico dell’Algeria, la responsabilità della colonizzazione, che ha portato alla destrutturazione della società rurale e alla progressiva rottura con l’ethos contadino, “liberando” gli uomini per l’avventura dell’emigrazione. Si è trattato di un fenomeno migratorio “esemplare” per intensità, per importanza numerica, per continuità e, soprattutto, per precocità, considerando che, all’indomani dell’indipendenza, l’Algeria aveva ereditato dal suo passato coloniale una tradizione di emigrazione che durava già da mezzo secolo. Essa...


Ripensare la politica

Apr 10th, 2001 | Categoria: recensioni
Nel suo ultimo libro Massimo Cacciari propone, con taglio filosofico che gli è proprio, una riflessione sui nodi cruciali della politica contemporanea, italiana ed europea. Duemilauno. Politica e futuro è un titolo forse troppo impegnativo per un libro di poco più di cento pagine in cui il filosofo, ex sindaco di Venezia, è a colloquio con Gianfranco Bettin, lo scrittore e saggista, tra i fondatori dei Verdi, che con lui ha condiviso l’esperienza del vicesindaco, il risultato è comunque una mappa che ben disegna la complessità del presente, attraverso lo sviluppo di domande che toccano le tematiche più complesse della politica contemporanea. Come rispondere all’ormai radicata disaffezione che caratterizza il comune sentire politico? È possibile ripensare la cittadinanza a fronte delle nuove forme di produzione, delle nuove spinte multiculturali e mutietniche, della globalizzazione? Come si ricollocano il pensiero e l’azione politica nell’era di Internet? Proprio la Rete, con la sua mancanza di gerarchie ( ma lo è veramente? si chiede Cacciari), costituisce un elemento cardine nel ripensare le problematiche del lavoro, quelle della partecipazione politica, quelle dell’identità, in un complesso alternarsi tra locale e globale. Un libro che da un inizio propriamente filosofico speculativo sviluppa, attraverso argomentazioni ambientaliste e terzomondiste, un climax...